Gioventù Bianconera – Siena-Juventus 2012

Siena-Juventus 2012, ovvero la partita indimenticabile per la Scuola Calcio della Juventus: questo il tema centrale di questa puntata di Gioventù Bianconera

Per questa 20a puntata del podcast, ho aperto ancora il mio album dei ricordi. Dopo il trionfo nella Supercoppa Italiana del 2006 e della Coppa Italia Primavera stagione 2003/04. questa volta si parla di una vittoria simbolica. Ma non per questo meno importante. Anzi.

La gara Siena-Juventus di domenica 7 ottobre 2012, valevole per la Serie A 2012/13, verrà ricordata per sempre. L’allora allenatore Antonio Conte mandò in campo dall’inizio, contemporaneamente: Paolo De Ceglie, Sebastian Giovinco, Claudio Marchisio e Luca Marrone. Quattro ragazzi cresciuti nel Settore Giovanile. Di più partiti dalla Scuola Calcio ed entrati in bianconero fin dai Pulcini.

La copertina della puntata di Gioventù Bianconera dedicata ai ricordi di Fabio Ellena riguardo Siena-Juventus 2012

Di seguito lo script della puntata

Calciopoli, svolta per il Settore Giovanile

Da lì non si scappa. Volente o nolente, quando si parla di Juventus si finisce spesso per tornare al 2006. Un anno che ha rappresentato una svolta per il club.

La Prima Squadra è stata suo malgrado costretta a vivere il momento più basso della sua storia. Costretta a rinunciare a 2 campionati vinti meritatamente sul campo e a prendere parte a un torneo, la Serie B, in cui proprio non c’entrava nulla.

Paradossalmente, il 2006 è stato invece l’anno della svolta per il Settore Giovanile. I trionfi in serie a Viareggio e gli Scudetti Berretti e Primavera avevano reso più evidente un processo iniziato da qualche tempo: dopo tanto ottima semina, era arrivato il momento di raccogliere i frutti.

O meglio, dopo aver cresciuto talenti a ripetizione, era arrivato il momento di lanciarli sui grandi traguardi. Un processo che non si è interrotto neppure quando è arrivata improvvisa Calciopoli. Anzi, ha avuto una decisa e forse non prevista accelerazione!

Lo tsunami sportivo ed economico ha ridimensionato il budget e reso necessario l’impiego di tanti ragazzi del vivaio. E i ragazzi hanno saputo farsi trovare pronti all’occasione della loro vita.

In tanti hanno avuto la loro chance di approdare in Prima Squadra. Nella stagione di B, ma anche in quelle successive. Nei momenti più difficili per il club, quando il ritorno agli antichi fasti sembrava ogni giorno più difficile.

Uno dei titoli di giornale dello scandalo Calciopoli

2011, la rivoluzione di Conte

E qualcuno ha saputo superare ogni ostacolo, facendosi trovare pronto all’appuntamento che contava. Quello con la rivoluzione del 2011. La rivoluzione legata al nome di Antonio Conte.

Al suo approdo sulla panchina bianconera, l’ex capitano ha messo in chiaro la sua filosofia: gioca chi merita non chi ha il palmares più ricco.

Così fin dalla prima partita, lo storico esordio allo Stadium contro il Parma, nell’11 iniziale trovano spazio 2 ragazzi usciti dal Settore Giovanile. Anzi, dalla Scuola Calcio. Perché sia per Claudio Marchisio che per Paolo De Ceglie, la maglia bianconera è una seconda pelle da quando avevano poco più di 6 anni. E quel pomeriggio di settembre, sul campo ci sono anche Sebastian Giovinco e Antonio Mirante, atri 2 giovani del vivaio e ora in forza a un Parma a cui tocca un ruolo da comprimario: quello della vittima sacrificale nel giorno della rinascita dell’orgoglio bianconero.

Un giorno indimenticabile, impreziosito da un capolavoro di Claudio che mette dentro in acrobazia su perfetta imbeccata del maestro Pirlo. Il rigore di Seba, che sancisce il 4-1 finale, è un prezzo che tutti i bianconeri sugli spalti sono anche disposti a pagare.

Come finisce incredibile stagione lo sanno tutti. La Juve sorprende il banco e torna a riprendersi lo Scudetto. Marchisio è uno dei grandi protagonisti, con gol spettacolari ma soprattutto fondamentali. Anche De Ceglie riesce a dare il suo contributo nonostante qualche infortunio, collezionando più di 20 presenze, impreziosite dal gol segnato a Verona.

Intanto, nel corso dell’anno, anche Luca Marrone si ritaglia il suo spazio. E si prende la gioia di una chiusura da protagonista, andando a segno nel giorno più bello: quello della premiazione per il tricolore ma soprattutto del saluto di Alessandro Del Piero. Uno che, volendo allargare ancora di più la sua bacheca, tra un trionfo e l’altro alla Juve ha fatto vincere anche uno Scudetto Primavera e un torneo di Viareggio.

De Ceglie, Marchisio e Marrone: un bel tris per rendere orgogliose tutte le persone che negli anni li hanno visti crescere, giorno dopo giorno, dalla Scuola Calcio fino allo Scudetto con la Prima Squadra.

De Ceglie e Marchisio

 

2012, la Juventus cala il poker

Un tris che diventa presto un poker. Conte vuole allargare il mazzo a suo disposizione e pretende il ritorno a casa di Sebastian Giovinco.

Nella stagione 2012/13 c’è bisogno di tutti. Oltre a essere di nuovo la squadra da battere, la Juventus torna ad assaporare il palcoscenico europeo. Quello più prezioso della Champions League.

I primi mesi non sono facili. Non tanto per i risultati perché la squadra conferma di aver ripreso da dove si era fermata. Ma per l’assenza di Antonio Conte, fermato per una squalifica legata alla sua esperienza a Siena. Già che ci siamo, segnati questo nome: Siena. Tra un po’ tornerà protagonista!

Antonio Conte durante Siena-Juventus del 2012

Carrera, dal vivaio alla panchina della Prima Squadra

Il tecnico è costretto in tribuna per i primi mesi, con lui anche il vice Angelo Alessio, fermato per la stessa accusa. A seguire la squadra da bordo campo c’è Massimo Carrera, che della Juve non è stato solo un ottimo giocatore. Dopo aver detto addio al calcio giocato alla veneranda età di 44 anni, è ripartito nel 2009 proprio dal settore giovanile bianconero, con l’incarico di coordinatore tecnico.

C’è lui in panchina a Pechino, quando la Juve vince la Supercoppa Italiana contro il Napoli. C’è lui all’esordio in campionato, guarda caso di nuovo contro il Parma allo Stadium. E c’è lui alla prima in Champions League, a Londra il 19 settembre, sul campo del Chelsea campione d’Europa in carica.

Massimo Carrera in panchina

Siena-Juventus nella storia

E c’è sempre lui, Massimo Carriera, a bordo campo nella gara del 7 ottobre, una data che entrerà nella storia. La Juventus è reduce dal pareggio interno di martedì 2 contro lo Shakhtar Donetsk, il secondo in 2 gare europee. E quella domenica 7 è attesa a Siena. Eccola la città del Palio che, per un pomeriggio, diventerà la sede dell’orgoglio della Scuola Calcio bianconera.

Nonostante il recente match di coppa, Conte non rimescola le carte ma pesca a piene mani dal mazzo dei ragazzi usciti dal Settore Giovanile. Nella formazione iniziale, ci sono tutti e 4: Luca Marrone è il designato a sostituire lo squalificato Bonucci e viene schierato nella difesa a 3 insieme a Barzagli e Chiellini; Claudio Marchisio è in mezzo al campo nel consueto trio con Pirlo e Vidal; Paolo De Ceglie, ex di turno, è il 5° di centrocampo e si prende la sua fascia sinistra; Sebastian Giovinco è il partner d’attacco di Mirko Vucinic.

Relegato nella tribuna dello stadio Franchi, Conte è un leone in gabbia, ma ha visto giusto. Il Siena di Serse Cosmi è avversario da temere. È ancora imbattuto in casa e ha già recuperato i 5 punti di penalizzazione che aveva a inizio torneo, soprattutto grazie alla vittoria di San Siro contro l’Inter di Stramaccioni.

La Juve soffre e non basta neppure il gol di Andrea Pirlo su punizione per rendere il match più agevole. I toscani non mollano niente e nonostante l’espulsione di Cosmi, trovano il pareggio con Calaiò prima dell’intervallo.

Marrone dopo il gol di Pirlo in Siena-Juventus

A Siena, festa nella festa

Nella ripresa si torna in campo senza i 2 allenatori titolari e con il match in pieno equilibrio. Anche il quartetto dei ragazzi del Settore Giovanile si sfalda: De Ceglie resta negli spogliatoi ed entra Asamoah. A 10 minuti dalla fine, anche Marrone verrà sacrificato per far spazio a Quagliarella in una Juve sempre più offensiva. Il forcing finale dà i suoi frutti quando mancano 5 minuti dalla fine. E a spezzare l’equilibrio è ancora una volta Marchisio. Altro gol da fuoriclasse, con un destro al volo in perfetta coordinazione. Un gol da 3 punti che permette alla Juve di centrare la 6a vittoria in 7 gare e di mantenere la vetta della classifica insieme al Napoli, avversaria da affrontare nel turno successivo, dopo la sosta per le Nazionali.

Il gol di Marchisio in Siena-Juventus

Siena-Juventus, gioia unica ma indimenticabile

Ma soprattuto un gol che rende ancora più speciale quella domenica 7 ottobre 2012, un giorno indimenticabile per tutto il vivaio bianconero. E anche per chi, come il sottoscritto, ha visto all’opera Claudio, Luca, Paolo e Sebastian quando ancora non erano saliti sul trampolino di lancio.

Nel corso di quella stagione, non succederà più che i 4 ragazzi vengano schierati insieme dal primo minuto. Ma ci saranno altre occasioni per lasciare il segno nel cammino che porterà al secondo Scudetto della serie. Soprattutto uno, che meriterà un’intera puntata del podcast: il derby del 1 dicembre, giocato allo Stadium e vinto 3-0 con doppietta di Marchisio e gol di Giovinco. Un tabellino che a molti avrà ricordato tante stracittadine giocate ai tempi delle giovanili.

Giovinco con Vucinic

 

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