Gioventù Bianconera – Michelangelo Rampulla

Michelangelo Rampulla è il protagonista della seconda puntata di Gioventù Bianconera.

Michelangelo Rampulla è uno di quei personaggi che non ha bisogno di presentazioni nel mondo bianconero. Uno juventino vero, fin dalla nascita, merito di un padre cresciuto con il mito della squadra del Quinquennio e che girava la Sicilia con un’auto bianconera.

Michelangelo Rampulla durante la marcia dei tifosi del 2006

Rampulla ha legato il suo nome alla Juventus a partire dal 1992, il suo anno di grazia. Pochi mesi dopo lo storico gol segnato in un match Atalanta-Cremonese e dopo aver parato due rigori in un Verona-Cremonese. In estate l’approdo a Torino per l’inizio di un’avventura che durerà fino al 2002 (solo la parentesi da calciatore) e che sarà ricca di grandi vittorie. Una parentesi chiusa all’indomani del trionfo del 5 maggio in cui ha conquistato l’ultimo dei suoi cinque Scudetti da atleta.

Il saluto di Michelangelo Rampulla allo stadio Delle Alpi nel 2002

La propensione a vincere prosegue anche negli altri ruoli. A partire proprio dal quel 2002 quando entra a far parte dei quadri tecnici del Settore Giovanile e affianca Gian Piero Gasperini in Primavera, occupandosi della crescita dei giovani portieri. In pochi anni, Rampulla assiste alla vittoria di tre Tornei di Viareggio di fila e una sconfitta di misura che negò il poker. Ma anche lo storico Scudetto Primavera del 2006 con Vincenzo Chiarenza. Arrivato quasi in contemporanea con quello degli Allievi Nazionali di Massimo Storgato.

Michelangelo Rampulla e Vincenzo Chiarenza festeggiano lo Scudetto Primavera 2006

Dopo i fatti di Calciopoli, torna in Prima Squadra, affiancando il suo ex compagno Didier Deschamps, promosso allenatore. Torna a lavorare con Gigi Buffon (suo compagno nell’ultimo anno da calciatore) e con Antonio Mirante che aveva allenato ai tempi della Primavera. C’è anche lo zampino di Michelangelo nella scelta del portiere neo campione del mondo di restare a Torino e affrontare la Serie B.

Rampulla con Buffon e Mirante durante la sua esperienza da preparatore dei portieri

Il 2006 è un anno tragico, non solo sportivamente parlando; l’incidente di Gianluca Pessotto, la morte dello storico magazziniere Francesco Romeo e soprattutto la tragedia di Vinovo in cui muoiono Alessio Ferramosca e Riccardo Neri. Neri era un portiere dalle grandi prospettive, che proprio Rampulla aveva voluto portare alla Juve dopo un provino. Nel corso di Gioventù Bianconera, Michelangelo racconta un aneddoto legato allo sfortunato numero uno toscano.

Lo striscione esposto allo Juventus Stadium per ricordare Alessio Ferramosca e Riccardo Neri

Durante la chiacchierata, Rampulla racconta altri aneddoti della sua vita da bianconera. Come quelli legati a Hurrà Juventus, di cui è stato abbonato fino a quando è diventato un calciatore professionista. Oppure un doppio provino fatto negli anni ’70 per approdare nel vivaio bianconero. E anche la grande amicizia con Ciro Ferrara, che affianca prima come responsabile del vivaio e poi nella sua esperienza da allenatore della Prima Squadra nel 2009.

La copertina di Hurrà Juventus del 2008

Ma anche il Rampulla post 2010, l’anno in cui esce dalla Juventus dopo 18 anni di onorata militanza. Quindi tutte le ultime esperienze, tutte da protagonista: allenatore titolare al Derthona, presidente della Cremonese e la lunga avventura in Cina a fianco di Marcello Lippi.

Rampulla con i portieri cinesi

Di seguito la chiacchierata con Michelangelo Rampulla. Buon ascolto

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