Gioventù Bianconera – Coppa Italia Primavera 2004

La Coppa Italia Primavera conquistata dalla Juventus nella stagione 2003/04 è il tema centrale di questa puntata di Gioventù Bianconera

Per questa 14a puntata del podcast, ho riaperto il mio personale album dei ricordi. Dopo aver raccontato il trionfo nella Supercoppa Italiana del 2006 questa volta tocca alla Coppa Italia Primavera stagione 2003/04

Un successo straordinario, ottenuto dalla squadra di Vincenzo Chiarenza, a poche settimane dal bis alla Viareggio Cup. Anche questo a spese dell’Inter, battuta nella doppia finale con una rimonta incredibile.

 

La copertina della puntata di Gioventù Bianconera dedicata ai ricordi di Fabio Ellena riguardo la vittoria della Coppa Italia Primavera 2004

Di seguito lo script della puntata

Stagione storica, prima ancora della Coppa Italia

Stagione 2003/04, una di quelle che per la storia della Juventus era già destinata a essere storica ancora prima di iniziare. Intanto la Prima Squadra è tornata dove dovrebbe stare. Con il comandante Marcello Lippi nuovamente al timone, la ciurma bianconera ha portato a casa 2 Scudetti, tra qui quello indimenticabile del 5 maggio 2002. E pure in Europa, con un’altra finale di Champions raggiunta, ma destinata ad allungare la già infinita lista di rimpianti.

Questa volta l’impresa la fa la società. Con un colpo degno dell’affare di 2 anni prima, quando la cessione di Zidane e Inzaghi portò a Torino Buffon, Thuram, Nedved e Salas. Per una volta non centra l’area sportiva, ma quella commerciale: la Juventus ha appena detto sì nel matrimonio con uno dei grandi colossi mondiali: la Nike! Un accordo pluriennale che non prevede solo la comparsa del celebre Swooch sulle maglie ma anche tanto, tanto altro: la nascita degli Store, per esempio, per la vendita del materiale sportivo griffato. E delle Soccer School per insegnare ai bambini il metodo Juventus. Oltre naturalmente a prestigio e visibilità in ogni angolo del mondo.

Juventus e Nike insieme dal 2003

Una vittoria in Supercoppa Italiana e poi solo delusioni

Le premesse sono buone. Il primo appuntamento ufficiale le raggruppa tutte: una sfida negli Stati Uniti, al Giant Stadium di New York. E nonostante sia solo una finale di Supercoppa Italiana, a darne importanza c’è il fatto che di fronte ci siano le 2 squadre che poche settimane prima si sono contese la Coppa del Campioni all’Old Trafford di Manchester.

Questa volta è la Juve ad avere la meglio sul Milan, sempre ai calci di rigore. Una piccola rivincita, ma soprattutto il tributo alla memoria del presidente Vittorio Chiusano morto pochi giorni prima.

Ma è solo un’illusione. La squadra, che è anche stata cambiata poco, non riesce a ripetersi. Troppi alti e bassi in campionato e in Europa la corsa è interrotta già marzo per mano del Deportivo La Coruna. L’emblema di un’annata senza dubbio storta è il ko casalingo con il Lecce con conseguente ritiro punitivo per tutti. Ma anche nella sconfitta nella finale di Coppa Italia contro la Lazio. Un triste commiato per Marcello Lippi che chiude anche il suo secondo ciclo in malo modo, ma nuovamente con un bilancio di vittorie a dir poco straordinario.

La copertina di Hurrà Juventus del 2003 con la vittoria della Supercoppa Italiana

Una bella Primavera

Ma per una Prima Squadra che buca una stagione, e ogni tanto ci può stare, c’è una Primavera che invece è pronta a scrivere la storia. La stagione 2003/04 inizia con una novità. Gian Piero Gasperini ha chiuso la sua lunga parentesi lasciando in eredità il trionfo a Viareggio. Tocca a Vincenzo Chiarenza prenderne il testimone, lui che da ragazzo ha già vinto uno Scudetto della categoria a inizio anni ’70.

Uno che sa come si vince a livello giovanile e lo ha già dimostrato dominando un campionato Berretti 2 anni prima.

Anche qui le premesse sono buone. Tanto buone. La semina degli ultimi anni sta portando frutti, una nidiata di ragazzi pronti a spiccare il grande salto. Sono quelli delle annate 1984 e 1985. Qualche nome? Antonio Mirante, Abdoulay Konko, Andrea Masiello, Orlando Urbano Andrea Luci, Simone Bentivoglio, Raffaele Palladino e i 3 ragazzi arrivati dall’ex Unione Sovietica: Boudianski, Kovalenko e Zeytulaev, quest’ultimo già protagonista di una puntata di Gioventù Bianconera. In più una serie di talenti già finiti sui taccuini di tutti i talent scout, quali Benjamin, Chiumiento e La Vecchia.

Un'immagine della Primavera della Juventus che vince la Coppa Italia 2004

Bis storico a Viareggio

La squadra c’è e Chiarenza riesce a tifare fuori il meglio da ognuno dei giocatori. Con i suoi metodi da maestro severo che tratta tutti come adulti pronti al salto nel professionismo.

In campionato è un cammino straordinario fin dall’inizio. Ma è con l’inizio del 2004 che la Primavera sboccia in tutto il suo splendore. A Viareggio c’è un primo salto nella storia: mai la Juventus aveva vinto il torneo 2 anni di fila. Gap colmato con una serie di gare da applausi. Un tripudio che meriterà di essere raccontato in una puntata apposita del podcast.

È il 25 febbraio quando i ragazzi battono l’Empoli nella finale bis, riportando a casa il trofeo rimesso in palio 2 settimane prima.

Hurrà Juventus dedicato alla vittoria della Viareggio Cup 2004

Sotto con la Coppa Italia

Il primo obiettivo è centrato, con la certezza di aver già eguagliato quanto fatto la stagione precedente. Ma Chiarenza vuole di più. I ragazzi vogliono di più.

Anche perché c’è subito un altro traguardo da tagliare. Prima ancora del trionfale viaggio in Versilia, i bianconeri avevano conquistato la finale di Coppa Italia e arriva il momento di giocarsela. E chi trovano di fronte i bianconeri? L’Inter.

Il club nerazzurro ha puntato da tempo sul proprio vivaio e i confronti diretti con la Juventus diventano naturali, soprattutto quando si arriva a giocarsi i titoli.

Così ecco il doppio confronto. Si parte da Vinovo, il 10 marzo. È un pomeriggio in cui la primavera è ancora lontana, primavera intesa come stagione, ovviamente. Fa tanto freddo al Chisola e la squadra di Chiarenza non riesce a scaldare gli animi dei tanti accorsi in tribuna per assistere alla gara. L’Inter di mister Daniele Bernazzani si difende bene e a inizio ripresa piazza 2 colpi con Eliakwu e Meggiorini. Colpi che chiudono il match e che in molti pensano siano da ko tecnico in vista del ritorno.

Ritorno che è in programma in casa dei nerazzurri quasi un mese dopo: il 7 aprile.

Un momento di Juventus-Inter 2004

7 aprile, giorno da Mission impossible

Mercoledì 7 aprile 2004 dunque. Un giorno che diventerà triste per il calcio italiano che perde Enrico Ameri. Un professionista che con la sua voce ha fatto sognare milioni di italiani. Spaziando dallo sbarco del primo uomo sulla luna nel 1969 al trionfo azzurro al Mondiale 1982.

La sfida di ritorno si gioca in Lombardia, a Sesto San Giovanni, città della cintura milanese che ospita i match casalinghi della Primavera nerazzurra. Lo stadio è gremito, anche se l’attenzione dei calciofili meneghini è rivolta soprattutto altrove. Gli interisti aspettano il match del giorno dopo a Marsiglia, valevole per l’andata dei quarti dell’allora Coppa Uefa.

I fan rossoneri sono più sereni, pronti per gustarsi in serata la passeggiata della loro squadra: c’è la trasferta a La Coruna, dove già la Juve di Lippi ci ha lasciato la penne. C’è il 4-1 di San Siro a lasciare tutti tranquilli. Forse troppo. E il 4-0 con cui il Deportivo bastona i Campioni d’Europa in carica è una di quelle imprese da tramandare.

Enrico Ameri morto il giorno della finale di ritorno tra Inter e Juventus

Chiarenza crede ancora nella Coppa Italia

Forse i tifosi milanisti avrebbero dovuto farsi venire qualche sospetto, visto quanto accaduto proprio nel match di Coppa Italia del pomerggio. E qui torniamo al nostro campo. A quello di Sesto. Addobbato e preparato per le grandi occasioni. Spalti pieni, come detto prima. Diretta di Inter Channel in palinsesto, dirigenti nerazzurri pronti a celebrare una vittoria importante. Per giunta ottenuta a spese della Juventus.

Ma qualcuno è tutt’altro che sicuro del verdetto finale. È proprio Vincenzo Chiarenza che alla vigilia si confessa con il compianto Aurelio Benigno, firma de La Stampa, storico capitano del Toro nei derby giornalisti ma soprattutto grande conoscitore del calcio giovanile. Il tecnico è sicuro che nulla sia ancora compromesso. Intanto perché conosce il valore della sua squadra e poi perché ne ha analizzato a fondo il cammino. Per tutto l’anno, quel gruppo è stato più volte protagonista in 2 fattori: in rimonte e nel dare il meglio lontano da Torino.

Vincenzo Chiarenza allenatore della Primavera

Un cammino in rimonta in Coppa Italia

Basta ripercorre il cammino in Coppa Italia. Prima fase, girone a 4 con Sampdoria, Brescia e Piacenza, gare secche di sola andata. I bianconeri iniziano perdendo in casa con i blucerchiati: tutto compromesso? Macché! A Brescia e Piacenza giungono altrettante vittorie che, unite a un passo falso dei genovesi, lancia il gruppo agli ottavi per differenza reti. Qui c’è il Bologna: andata al Chisola, bianconeri subito sotto di un gol, poi ribaltato nel 3-1 finale. E reso formalità con un 4-0 in Emilia.

Quarti. C’è la Fiorentina, che strappa l’1-1 a Vinovo. Serve un’altra impresa in un campo piuttosto caldo: 4-1 per la Juve e si vola in semifinale. Dove c’è la sorpresa Benevento. Che la sorpresa la piazza anche nella trasferta in Piemonte: 2-2! Ma in Campania la musica è un’altra: Bentivoglio ne segna 3 e alla fine sarà 6-0.

Chi lo sa, magari a Bernazzani questo dato non sarà sfuggito, ma neppure lui riuscirà a evitare ciò che succederà in campo.

Boudianski tra i protagonisti della Juventus 2003/04

Una sorpresa dopo il ritardo!

Come da copione, Chiarenza ha caricato i ragazzi come sa fare lui e la determinazione di vede nei loro occhi. Almeno così mi immagino, perché io non sono lì a vederli quando si apprestano a entrare sul terreno di gioco.

E qui esco dalla cronaca ed entro nei miei ricordi! Quel mercoledì 7 aprile ovviamente sono destinato pure io a seguire la squadra. Con qualche certezza in meno di Vincenzo, ma il dovere chiama. Anzi, un doppio dovere. Perché oltre al sito ufficiale devo raccontare la partita per Juventus Action. E qui mi viene da fare una domanda: quanti si ricordano di Juventus Action? È stata una delle tappe di avvicinamento a Juventus Channel. Una web tv tutta dedicata al mondo bianconero e il Settore Giovanile aveva sempre il suo meritato spazio.

Da Torino parte la macchinata: il sottoscritto, il videomaker chiamato per le riprese del match e il fotografo dell’agenzia ufficiale. Si parte in ampio anticipo, come vuole la prassi del buon giornalista. Ma il buon giornalista non sempre è al corrente della situazione del traffico. Ergo, la spedizione mette piede nell’impianto di Sesto quando il cronometro ha già fatto una decina di giri. Ma soprattutto quando il tabellone non indica già più lo 0-0 di partenza. Sì, perché Palladino ha raccolto un invito di Chiumiento e l’ha messa dentro al 9’.

Konko e Palladino autori dei gol della vittoria della Coppa Italia

Una rimonta costruita pezzo per pezzo

Ora le cose cambiano. Vero, l’Inter ha ancora una rete da difendere e gioca nel suo campo. Ma le certezze non sono più quelle del riscaldamento. E i bianconeri lo capiscono. Sanno di non aver fretta, c’è tutto il tempo per rimetterla in carreggiata e vincerla. Eventualmente anche attraverso i supplementari.

Tattica premiata, per giunta nel momento migliore dal punto di vista psicologico: a pochi istanti dall’inizio della ripresa, è Konko a trovare il pertugio giusto per il 2-0. Le paure appena emerse nello spogliatoio durante l’intervallo ora per i nerazzurri si fanno concrete. Soprattutto la paura di buttare alle ortiche una coppa già vinta. Senza tirare fuori troppi fantasmi del passato, ma magari a qualcuno è anche tornato in mente un pomeriggio di inizio maggio di 2 anni prima…

2-0 all’andata a Vinovo per l’Inter. 2-0 per la Juventus al 2° minuto della ripresa. Ora la parità è assoluta e anche i supplementari diventano un’opzione. Mirante ci mette del suo per non vanificare tutto e il risultato non si smuove più fino al 90’: ora l’overtime è certezza.

Il gol di Konko contro l'Inter

L’unico Silver Goal da ricordare

A metà del primo supplementare, Chiarenza tira fuori l’asso dallo manica. Si gioca il suo folletto, al secolo Alessandro La Vecchia. L’attaccante orvietano sguscia come sa in area interista, viene steso e l’arbitro fischia il rigore. Sul dischetto si presenta ancora Palladino e…

Qui però urge un altro excursus. Anzi, un altro quiz. Se dico “Silver goal”? Credo che davvero in pochi se lo ricordino. Il più famoso Golden goal ha lasciato qualche segno del suo passaggio, legato soprattutto alla zampata con cui David Trezeguet regalò l’Europeo del 2000 alla Francia a spese dell’Italia di Dino Zoff. Ma del Silver Goal, dati alla mano, si ha traccia in appena 2 gare tra professionisti.

In pratica, cosa diceva la regola? Nei supplementari, se nel primo tempo una squadra segna un gol, la partita non finisce all’istante ma deve giungere fino al mini intervallo. Se a quel momento non c’è stato l’eventuale pareggio, per l’arbitro è tempo del triplice fischio.

Un’idea senza capo né coda che sparì in fretta, senza lasciare rimpianti, ad appena un anno dal lancio. Ma non prima di essere entrata a forza nella storia della Juventus e del suo Settore Giovanile.

Il Golden Goal di Trezeguet nel 2000

Palladino eroe di giornata

Come si può intuire, Palladino non sbaglia. Spiazza il portiere Villanova e regala il 3-0. C’è una foto splendida, scattata da dietro la porta, che immortala il momento: palla da una parte e portiere dall’altro con l’attaccante campano che sta per pregustarsi il gol più importante della sua fino ad allora breve carriera.

Il rigore di Palladino che decide la Coppa Italia 2004

E la coppa va a Torino

È il 14’, ai padroni di casa resta solo un minuto ma ormai non possono evitare la beffa. Quella del Silver Goal, ma soprattutto quella di aver visto sfumare una coppa che quasi tutti avevano dato per vinta. Quella Coppa Italia che invece tornerà a Torino sul pullman bianconero. E non sarà l’ultima volta. Come ascolterai in una delle prossime puntate di Gioventù Bianconera.

La festa della Primavera dopo la vittoria della Coppa Italia

Ecco la puntata del podcast, tutta da gustare. Buon ascolto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *