8 settembre 1957 – Via ai 3 Tenori

8 settembre 1957 – L’esordio di Charles e Sivori

L’8 settembre è una data entrata a forza nella storia d’Italia. Nel 1943, all’apice dalla Seconda Guerra Mondiale, il generale Badoglio firma l’armistizio e la resa agli Alleati, dando il via a mesi burrascosi terminati solo con la Liberazione del 25 aprile del 1945. Lungi da me fare paragoni, ma l’8 settembre ha un valore anche per la Juventus. Nel 1957 parte l’era di John Charles e Omar Sivori, appena acquistati dal presidente Umberto Agnelli. La prima partita è subito una sinfonia, anche grazie all’apporto del terzo tenore: Giampiero Boniperti.

1957, che anno per gli Agnelli

Il 1957 è un anno chiave per la Famiglia Agnelli. La Fiat lancia sul mercato la 500. È la prima superutilitaria, la vettura che grazie al suo prezzo abbordabile regala un sogno a milioni di italiani: la possibilità di avere la loro prima auto. E il successo è subito assicurato.

Ma anche Umberto Agnelli vuole lasciare un segno. Da oltre un anno è presidente e vuole riportare la Juventus ai vertici. Per questo punta su 2 investimenti importanti: 2 fuoriclasse per rinforzare l’attacco. 

Dall’Inghilterra arriva un gallese di nome John Charles, un colosso dal cuore tenero e per questo viene ribattezzato il Gigante Buono. 

Direttamente dall’Argentina ecco Omar Sivori, fantasista brevilineo, dotato di un talento fuori dal comune, ma anche irriverente e spesso fuori dalle righe.

E la Juve ha in casa la persona giusta per rendere il mix perfetto: il talento e la diplomazia di capitan Giampiero Boniperti sono l’ingrediente ideale. Ora sì che i bianconeri possono dare l’assalto alla stella e cancellare l’ultima negativa annata.

8 settembre, Boniperti-Charles-Sivori finalmente insieme

Partenza falsa per Umberto Agnelli

Umberto Agnelli ha appena 22 anni quando nel 1956 diventa presidente e va a ricoprire la carica lasciata dal fratello Gianni nel 1954.

La prima stagione è da incubo, iniziata con un evento tragico: il 13 agosto 1956 muore Gianpiero Combi, che oltre a essere una bandiera del club e anche uno dei dirigenti che più potrebbe aiutare il giovane numero uno.

L’annata 1956/57 passa alla storia come una delle peggiori di sempre. Puppo e Depetrini si alternano alla guida di una squadra che non ingrana. L’attaccante Kurt Hamrin è spesso fermo per infortunio e il rendimento ne risente. A fine campionato è 9º posto, pure con qualche timore di retrocessione.

Per la serie “la storia si ripete”, si può che qualche analogia con la prima annata di suo figlio Andrea alla presidenza, la 2010/11, beh forse la si può trovare.

Caccia alla stella

La Juventus è a quota 9 Scudetti dal 1952, quando ha raggiunto il Genoa tra i club più vittoriosi d’Italia. E adesso c’è voglia di fare 10 e cucire la prima stella sulla maglia bianconera.

Charles e Sivori non sono gli unici volti nuovi. In panchina è stato ingaggiato lo jugoslavo Brocic, coadiuvato da Depetrini che lo aiuta con la lingua. In più sono stati presi il portiere Mattrel, il difensore Ferrario e l’attaccante Nicolè. A fare posto ai nuovi sono Hamrin e l’altro straniero, l’argentino Conti.

Nel 1958 è in programma il Mondiale di Svezia, che per gli azzurri costituirà la prima storica bocciatura. Ma intanto il campionato inizia prima del solito: domenica 8 settembre si parte: i bianconeri hanno l’esordio in casa contro il neo-promosso e ambizioso Verona.

8 settembre, occhio al Verona di Mondadori

Per iI Verona, il 1957 è stato un anno da ricordare con la promozione in Serie A. I veneti mancano dal grande calcio dal 1929, in pratica dall’introduzione del girone unico.

Ma ora è tempo di tornare a respirare grande calcio anche nella città di Giulietta e Romeo. Alla guida del club è giunto Giorgio Mondadori, figlio di Arnoldo capostipite della nota famiglia di editori. Anche per questo la società e ambiziosa e, alla vigilia della partenza, proprio il presidente proclama di andare a Torino per non perdere.

È un altro calcio, con meno polemiche. E alla vigilia della sfida succede un fatto che oggi sarebbe forse impensabile: la Juventus invita tutto il gruppo veronese in sede per un rinfresco e per congratularsi per la recente promozione.

L’allenatore veronese è Angelo Piccioli, allenatore che per anni ha detenuto per  il primato di maggior numero di presenze sulla panchina gialloblù. Verrà scalzato da un certo Osvaldo Bagnoli che, per inciso, in quel 1957 è proprio uno dei punti di forza della squadra.

8 settembre, via al campionato

Juventus-Verona assume subito una certa importanza. Come scrive La Stampa, c’è “tanta gente come non si vedeva da tempo”: oltre 35mila spettatori. Tra i quali Mike Bongiorno, annunciato fin dalla vigilia.

L’attenzione è rivolta a Sivori e Charles. Per il gallese si è scomodata anche la BBC, che ha mandato una troupe al Comunale per immortalare l’esordio.

La Juventus 1957/58

Le speranze di Mondadori non sono campate in aria, il suo Verona gioca una partita gagliarda. La Juve parte meglio e a sbloccare la partita è capitan Boniperti che infila l’incrocio con un gran tiro.

Sivori ci mette meno di mezz’ora per regalare la prima gioia ai suoi tifosi: Charles lo lancia in profondità e il Cabezon non sbaglia. Prima del riposo potrebbe scattare anche il tris, con la firma dell’altro uomo atteso, ma il gallese colpisce la traversa.

Che impatto il Gigante Buono

Neppure il 2-0 stronca l3 velleità venete. A inizio ripresa è Maccacaro a segnare il 2-1 che accorcia le distanze. Ma giusto per un paio di minuti. Charles si procura un rigore. L’incaricato del tiro è Stivanello, il portiere ospite Ghizzardi respinge ma sulla ribattuta è proprio il Gigante Buono a mettere dentro: 3-1 e il 3 Tenori hanno lasciato un acuto a testa.

Sarebbe la conclusione perfetta di giornata ma il Verona rientra ancora con Bassetti, che sfrutta un errore dell’esordiente Mattrel. Siamo 3-2 e mancano 25 minuti. 

Può accadere di tutto, rimonta ospite compresa. Anche perché i bianconeri non la chiudono. Charles reclama altre 2 volte il rigore e prima della fine si vede annullata la doppietta. La decisione dell’arbitro Guarnaschelli sorprende un po’ tutti: lo stesso gallese, il pubblico, Vittorio Pozzo che firma il pezzo per La Stampa e anche il numero uno veronese Ghizzardi.

Un 8 settembre da ricordare 

Quello che resta è un successo di misura ma che fa partire l’avventura bianconera col piede giusto. A fine gara, Charles si concede alla BBC. Dalle sue parole emergono il disappunto per il gol annullato e la speranza che l’estate lasci presto spazio a un clima più… all’inglese. Infine un accenno sui difensori italiani, duri quanto quelli inglesi. Ci va altro per scalfire il Gigante Buono.

Anche Mike Bongiorno sorride ed è pronto a scommettere che la Juve darà tante soddisfazioni. E di scommesse, lui se ne intendeva eccome!

NOTA A MARGINE

Charles e un tifoso speciale di nome Pietruzzu

L’arrivo di Charles e Sivori, oltre le conseguenti vittorie della squadra, hanno permesso alla Juventus di aumentare ancora il numero di tifosi. In tutta Italia, da Torino alla Sicilia, nuovi ragazzi hanno cominciato a crescere con il gallese o l’argentino come idoli.

Tra questi, c’è anche un giovane siciliano, amante del calcio e della Juve. E desideroso di seguire le orme del Gigante Buono. Il suo nome è Pietro, il cognome Anastasi e nel 1961 ha realizzato un piccolo sogno: avvicinare il suo idolo durante la trasferta juventina a Catania e farsi immortalare con lui. 

John Charles con il giovane Pietro Anastasi

Una foto diventata virale, usando un termine moderno. Quando, pochi anni dopo, il piccolo Pietruzzu ha davvero seguito le orme  del suo idolo. Prima l’esordio in Serie A a Varese, poi l’approdo in Nazionale con tanto di gol nella finale dell’Europeo del 1968 contro la Jugoslavia e infine l’ingaggio della Juve. Poche settimane dopo la prodezza decisiva per il trionfo azzurro.

E cosa ci voleva per far avvicinare ancora di più Anastasi al suo idolo Charles? L’esordio ufficiale nella stessa data: l’8 settembre 1968, in una gara di Coppa Italia a Cesena. Un esordio senza gol, ma alla fine della sua lunga parentesi in bianconero, Pietruzzu avrà saputo fare anche meglio del Gigante Buono per numero di segnature.

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