7 settembre 1978 – A Monza vince la F1

7 settembre 1978, la Formula 1 batte anche la Juve

Il calcio, si sa, è lo sport più popolare in ogni parte del mondo, salvo poche eccezioni. Un concetto che in Italia è moltiplicato alla massima potenza. Da noi, il pallone regna sovrano e solo in rare occasioni ha dovuto inchinarsi ad altre discipline. Negli ultimi anni ci è riuscito il rugby: con lo stadio Olimpico scelto come sede per le gare interne del 6 Nazioni e Roma e Lazio costrette a traslocare a turno. In passato, è successo anche alla Juventus, chiamata a lasciare strada alla Formula 1. Storia del 1978, quando la gara di Coppa Italia in casa del Monza è stata anticipata dal 10 al 7 settembre. Motivo? Non intralciare il Gran Premio d’Italia.

A Monza non si sorpassa la Formula 1

A Monza non si batte la Formula Uno, soprattutto nei giorni a ridosso del Gran Premio d’Italia. Neppure se ti chiami Juventus e sei la squadra più conosciuta del calcio, lo sport per eccellenza del paese. 

Così, nel 1978, i bianconeri devono anticipare di 3 giorni la sfida di Coppa Italia con i brianzoli e anche cambiare sede: invece di domenica 10 allo stadio Gino Sada, si gioca giovedì 7 settembre nella più suggestiva cornice di San Siro.

Un tuffo nel 1978

Ma facciamo un piccolo passo indietro, per contestualizzare tutta la situazione. Siamo a inizio settembre 1978. Sta per finire un’estate che, per i tifosi italiani, è stata dapprima esaltante e poi carica di rimpianti.

L’Italia di Enzo Bearzot ha fatto un figurone nel Mondiale di Argentina. A tratti gli azzurri hanno mostrato il miglior calcio e nel girone hanno anche sculacciato i padroni di casa e futuri campioni. Ma sul più bello è mancato il guizzo giusto e il gruppo ha dovuto accontentarsi del quarto posto.

Un gruppo in cui è la Juve a farla da padrone. Il commissario tecnico ne ha portati ben 8 di bianconeri in Sud America e la scelta è naturale: la Vecchia Signora ha dominato le ultime 2 stagioni con una squadra tutta italiana, che ha accumulato anche esperienza internazionale.

Logico quindi che i ragazzi di Giovanni Trapattoni siano i favoriti anche per la stagione 1978/79.

Attenti alle insidie

La Juventus parte quindi in pole position, con un obiettivo non da poco: vincere il terzo Scudetto di fila. Consapevole però delle tante incognite. Intanto un’impresa del genere, in casa di Madama, non riesce dagli anni ‘30 quando la squadra del Quinquennio tirò dritto fino al quinto.

Poi c’è la variabile Mondiale. Spesso, nell’anno post Coppa del Mondo, salta il banco. E Trapattoni deve anche tenere conto della fatica accumulata in Argentina da 8 dei suoi: Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Cuccureddu, Benetti, Causio e Bettega.

Zoff, Boniperti e Trapattoni: 3 simboli di casa Juve

In più, il 1978 si sta rivelando anno di successioni importanti. Il 9 luglio Sandro Pertini è stato eletto nuovo Presidente della Repubblica dopo le dimissioni di Giovanni Leone.

Ancora più incredibile quello che è accaduto – e che accadrà – in Vaticano. In pochi mesi, alla soglia papale si alternano 3 Pontefici. Paolo VI muore il 6 agosto. Il successore Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, viene eletto il 26 agosto ma il suo pontificato non dura neppure 40 giorni: scompare il 28 settembre e il 16 ottobre gli succede Karol Wojtyla, che prende il nome di Giovanni Paolo II.

Senza dimenticare che è l’anno del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro. È l’atto più eclatante messo a segno dalle Brigate Rosse che l’ordine naturale lo vorrebbero sovvertire con la forza e le armi.

Si parte dalla Coppa Italia

Oltre al terzo Scudetto di fila, Boniperti vorrebbe tentare l’assalto anche alla Coppa Campioni. Un anno prima è andata male per un soffio, con il sogno finale sfumato a un passo per mano del Bruges.

A metà settembre si riparte col doppio scontro coi Rangers Glasgow, ma senza aver potuto giocare una sola gara di campionato: la Serie A parte il 1º ottobre con la trasferta sul campo della Lazio.

La Coppa Italia assume quindi un ruolo chiave. C’è da puntare a un successo che manca dal 1965, quello che – come ho già raccontato  – è stato ottenuto a spese della Grande Inter. Ma anche crescere di condizione per affrontare al meglio gli scozzesi.

I bianconeri vengono sorteggiati nel girone con Fiorentina, Monza, Nocerina e Taranto. Subito a riposo nel primo turno e poi esordio casalingo col Taranto.

Virdis sulla copertina di Hurrà Juventus estate 1978

 

Ma a far notizia è altro. Il calendario prevede per il quarto turno il match Monza-Juventus, il calendario domenica 10 settembre. Ma quel giorno è già da tempo sulle agende dei cittadini brianzoli: c’è il Gran Premio d’Italia di Formula 1 proprio sul circuito di Monza.

Scelta obbligata: si anticipa al 7 settembre, quando il circus della Formula 1 non si sarà ancora messo in moto del tutto. Ma la scelta è anche un’altra. Invece del piccolo Gino Sada – impianto che può contenere poco più di 10mila spettatori – si opta per Scala del Calcio: il Meazza di Milano San Siro.

Giovanni Trapattoni non tornerà così a sedersi su quella panchina che, nell’estate del 1976, lo aveva visto esordire ufficialmente come allenatore dalla Juventus. Allora finì 1-1 per le reti dell’altro esordiente Roberto Boninsegna e di Ariedo Braida. Un risultato che, adesso, può aiutare alzare il livello di guardia in vista della nuova sfida.

7 settembre, in palio un pezzo di qualificazione

La sfida col Monza è importante per la qualificazione. I bianconeri, come detto, hanno subito osservato il turno di riposo. Poi hanno fatto il loro dovere col Taranto al Comunale (2-0 tutto sardo con Cuccureddu e Virdis) e hanno strappato lo 0-0 a Firenze nel confronto più insidioso del girone. Quindi, per andare avanti, sono proibiti passi falsi a Milano.

Anche perché San Siro ha già riservato una delusione. In pre-campionato, la Juve ne ha prese 4 (a 2) dal Milan ed è stata una caduta seccante nel percorso di crescita di condizione.

Giovedì 7 settembre si gioca. E forse l’anticipo non è così negativo per il Trap. Mercoledì 13 c’è l’andata con i Rangers a Torino e qualche giorno in più per preparare la sfida potrebbe non sono male.

A San Siro manca Boninsegna e in attacco giocano Bettega e Virdis, con Causio a sostegno. Il Monza di mister Magni può contare in attacco su un certo Domenico Penzo, che 5 anni dopo prenderà proprio il testimone di Bobby Gol.

7 settembre, la risolve Virdis

Anche se è giovedì sera, al 7 settembre sono oltre 25mila gli spettatori a San Siro. C’è una categoria di differenza, ma i padroni di casa riescono in parte a non farla sentire. Nel primo tempo, Bettega e Furino colpiscono i legni della porta brianzola.

Nella ripresa entrano Fanna per Benetti e Gentile per Cuccureddu. E la Juve colpisce a 20 minuti dalla fine. Ci pensa ancora Pietro Paolo Virdis che approfitta di un errore difensivo per segnare la rete che indirizza la sfida.

7 settembre 1978, Virdis match winner col Monza

È un 1-0 decisivo. Per vincere la partita e per passare il turno. E per iniziare il cammino per porterà fino in fondo alla manifestazione. Al trionfo in Coppa Italia numero 6, a 14 anni dall’ultimo. Un successo che salverà anche una stagione, la 1978/79, non proprio indimenticabile. 

Da 7 settembre al 10, un Gran Premio tragico

Visto che ne ho parlato fin da inizio puntata, non posso chiudere senza dare uno sguardo al Gran Premio d’Itala, corso a Monza il domenica 10 settembre, 3 giorni dopo Monza-Juventus del 7 settembre.

Premetto che non sono un patito di Formula 1, ma quando ho scoperto la storia di questa partita, rinviata causa Gran Premio, ho voluto approfondire la questione. Nel 1978, il Mondiale è una questione tra 2 piloti quando il circus giunge a Monza, per il terzultimo appuntamento del campionato. Il primo è uno statunitense dal nome molto italiano: Mario Andretti. L’altro è svedese e si chiama Ronnie Peterson.

I 2 rivali sono divisi da pochi punti ma il duello dura meno di un giro. Peterson si tocca con James Hunt e finisce contro il guardrail. Un impatto violento: ne esce in gravi condizioni e morirà il giorno dopo all’ospedale di Milano dove è ricoverato. 

L'incidente mortale di Ronnie Peterson

La gara riparte dopo una lunga sosta. Vince Andretti davanti a Gilles Villeneuve su Ferrari, ma entrambi vengono declassati per partenza anticipata. Così il Gran Premio d’Italia va a Niki Lauda. Ma è una gara che resterà segnata per sempre a causa della tragica fine di Peterson. Un evento, la morte di un pilota, neppure così raro in quegli anni in Formula 1.

NOTA A MARGINE

Si stava meglio quando si stava peggio?

In questo ultimo anno e mezzo, tra pandemia e lockdown, ho avuto il tempo di conoscere meglio Mario Calabresi. L’ex direttore di Stampa e Repubblica è tra i fautori della diffusione dei podcast in Italia. 

Ho letto quasi tutti i suoi libri e uno mi è tornato in mente mentre preparavo questa puntata di Almanacco Bianconero. Si intitola “Cosa tiene accese le stelle” ed è una raccolta di interviste a personaggi più o meno conosciuti. Incentrate su un tema: sfatare il mito del “si stava meglio quando si stava peggio”.

Il libro di Mario Calabresi Cosa tiene accese le stelle

Un confronto tra epoche e generazioni diverse in cui, dati alla mano, emerge chiaramente con un aspetto: il mondo di oggi ha molti più vantaggi rispetto al passato. In termini di aspettativa di vita, intanto. Poi comodità, facilità di portare a termine i lavori e sicurezza, solo per citarne altri.

Ripensando al 1978, è indubbio che tanto sia cambiato e in meglio. Intanto le Brigate Rosse sono state sconfitte, anche se il terrorismo continua a far parlare di sé sotto altre bandiere.

La Formula 1 stessa è cambiata. Forse meno spettacolare, per via di meno sorpassi, ma estremamente più sicura per i piloti. Oggi gli incidenti mortali sono una rarità e questo non può essere che un bene.

Anche sul fronte pallone le cose sono migliorate. Monza-Juventus non era proprio un match di cartello quindi non è stato toccato. Ma in quegli anni la violenza legata al calcio faceva notizia quasi ogni domenica. E non solo in Italia. È vero, il calcio moderno ha perso quella patina di romanticismo, ma certe scene – dentro e fuori gli stadi – davvero non mancano a nessuno. Alla faccia del “si stava meglio quando si stava peggio”!

2 pensieri su “7 settembre 1978 – A Monza vince la F1

  1. Pingback: 18 settembre 1960 - Brindisi con la coppa - Almanacco Bianconero

  2. Pingback: 22 settembre 1935 - Inizia l’era post Quinquennio - Almanacco Bianconero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *