7 ottobre 2012 – La Scuola Calcio in campo

7 ottobre 2012 – Il giorno dell’orgoglio del vivaio Juve

Da Giampiero Combi ai giorni nostri. Nomi alla mano, ci sono sempre stati ragazzi usciti dal vivaio nelle Juventus dei grandi cicli. Anche in quello chiuso da poco. Soprattutto nei primi anni, quelli di Antonio Conte, il contributo dei giovani bianconeri è stato decisivo. Tanto da raggiungere un traguardo storico il 7 ottobre 2012. In un match giocato a Siena, il tecnico leccese schiera dall’inizio Paolo De Ceglie, Luca Marrone, Claudio Marchisio e Sebastian Giovinco, 4 talenti usciti direttamente dalla Scuola Calcio. Un altro record da aggiungere alla collezione.

Dopo Calciopoli, largo ai giovani

Non è la prima volta e non sarà l’ultima. Durante le puntate di Almanacco Bianconero, volente o nolente, Calciopoli trova spesso modo per essere citato.

Delle conseguenze negative ne ho parlato nell’appuntamento del 21 settembre, quello dedicato a Patrick Vieira, uno dei fuoriclasse che ha lasciato Torino nell’estate del 2006, dopo il processo sportivo.

Eppure, non tutto è finito nel calderone delle cose da cancellare. Paradossalmente, a trarne vantaggio è stato il Settore Giovanile. Il taglio evidente del budget ha reso necessario l’impiego dei ragazzi del vivaio. E molti di loro si sono fatti  trovare pronti all’occasione della vita.

Alcuni hanno avuto l’opportunità di approdare in Prima Squadra. A partire dalla stagione 2006/07 di B, ma anche in quelle successive. E qualcuno ha dimostrato di meritare il posto e di giocarsi la propria chance nel momento decisivo: quello della rivoluzione del 2011 firmata Antonio Conte.

Antonio Conte, uomo di casa

Antonio Conte è sempre stato di casa alla Juventus. E quello del 2011 è un ritorno in un ambiente di cui conosce tutti gli aspetti. Compreso il lavoro svolto negli anni nel Settore Giovanile.

Da calciatore, nei periodi di convalescenza dagli infortuni più lunghi, è sceso in Primavera per recuperare fiato e ritmo. E ai giovani compagni ha sempre dispensato consigli utili. Come chi ha già deciso che il suo futuro sarebbe stato in panchina.

Al suo approdo su quella bianconera, l’ex capitano mette subito in chiaro la sua filosofia: gioca chi merita, non chi ha il palmares più ricco. E anche la carta d’identità è un optional.

Quelle di Conte non solo solo parole. Seguono anche i fatti, fin dal prima uscita. Quella dell’11 settembre, nella prima storica partita allo Stadium. Come già visto nella puntata del podcast dedicata all’evento, contro il Parma nell’11 iniziale trovano spazio 2 ragazzi usciti dal Settore Giovanile. Anzi, dalla Scuola Calcio. Perché per Claudio Marchisio e Paolo De Ceglie la maglia bianconera è una seconda pelle da quando avevano poco più di 6 anni.

E quel pomeriggio di settembre, sul campo ci sono anche Sebastian Giovinco e Antonio Mirante, atri 2 giovani del vivaio a cui tocca però un ruolo da comprimario: quello della vittima sacrificale nel giorno della rinascita dell’orgoglio bianconero.

Un giorno indimenticabile. Impreziosito dal capolavoro di Claudio che insacca in acrobazia su imbeccata di Pirlo. Il rigore di Seba, che sancisce il 4-1 finale, è un prezzo che i bianconeri sono anche disposti a pagare.

11 settembre 2011, Claudio Marchisio segna il gol più spettacolare della giornata

Uno Scudetto per 3

Come finisce la stagione 2011/12 è noto a tutti. La Juve ribalta il tavolo e si riprende lo Scudetto. 

Marchisio è uno dei grandi protagonisti. Segna gol spettacolari ma soprattutto fondamentali, con la maglia numero 8 che fu proprio di Conte. 

Anche De Ceglie riesce a dare il suo contributo. Nonostante qualche infortunio, sono 20 le sue presenze, impreziosite dal gol segnato a Verona contro il Chievo.

Nel corso della cavalcata, un altro ex ragazzo della Scuola Calcio inizia a lasciare il segno: anche Luca Marrone si ritaglia il suo spazio. E si prende la gioia di una chiusura col botto, segnando il suo primo gol in Serie A nel giorno più bello. Quello della premiazione per il tricolore, ma soprattutto del tributo ad Alessandro Del Piero. 

Marrone con la Prima Squadra

Già proprio Ale. Lui che alla Juve ha fatto vincere anche uno Scudetto Primavera e un torneo di Viareggio. Storia dell’annata 1993/94, quella del suo esordio a Foggia.

De Ceglie, Marchisio e Marrone: un bel tris messo in campo da Conte. Un premio meritato per chi negli anni li ha visti crescere, giorno dopo giorno, dalla Scuola Calcio fino allo Scudetto con la Prima Squadra.

Estate 2012, Conte pesca la carta del poker

Il tris diventa presto un poker. Conte vuole allargare il mazzo in vista del ritorno in Champions League. Per questo chiede a Marotta il ritorno di Sebastian Giovinco.

I primi mesi da Campioni d’Italia non sono facili. Non per i risultati: la squadra conferma infatti la sua forza. Ma per l’assenza proprio di Antonio Conte, fermato per una squalifica legata alla sua precedente esperienza a Siena.

Il tecnico è costretto in tribuna e con lui anche il vice Angelo Alessio, fermato per la stessa accusa. A guidare la squadra da bordo campo c’è Massimo Carrera, che della Juve non è stato solo un ottimo giocatore. Dopo aver detto l’addio al calcio giocato a 44 anni, è ripartito nel 2009 come coordinatore tecnico del vivaio bianconero.

Massimo Carrera

C’è lui a Pechino, quando la Juve vince la Supercoppa Italiana contro il Napoli. C’è lui all’esordio in campionato, guarda caso di nuovo contro il Parma allo Stadium. E c’è lui alla prima in Champions League, a Londra il 19 settembre, sul campo dei Campioni d’Europa del Chelsea. E c’è sempre lui, Massimo Carriera, a bordo campo nella gara di Siena del 7 ottobre, una data che entrerà nella storia. 

7 ottobre, spazio ai ragazzi

All’inizio di ottobre, la Juventus si trova nel primo momento cruciale della stagione. La squadra è reduce dal pareggio interno contro lo Shakhtar Donetsk, il secondo in 2 gare europee. La sfida si è giocata martedì 2 ottobre.

Domenica 7 ottobre, i bianconeri sono attesi a Siena. E per un pomeriggio, la città del Palio diventa il centro dell’orgoglio della Scuola Calcio juventina.

Conte rimescola le carte e pesca a piene mani dal mazzo dei ragazzi del vivaio. Nella formazione iniziale, ci sono tutti e 4! Luca Marrone sostituisce lo squalificato Bonucci al centro della difesa. Claudio Marchisio è in mezzo al campo nel consueto trio con Pirlo e Vidal. Paolo De Ceglie, ex di turno, è il 5° di centrocampo e si prende la sua fascia sinistra. Sebastian Giovinco è il partner d’attacco di Mirko Vucinic.

Conte in tribuna a Siena il post 7 ottobre

Relegato nella tribuna del Franchi, Conte è un leone in gabbia. Sa quanto il match contro la sua ex squadra possa essere complicato. Il Siena di Serse Cosmi è da temere: è ancora imbattuto in casa e ha già recuperato i 5 punti di penalizzazione che aveva a inizio torneo. Decisiva soprattutto la vittoria di San Siro contro l’Inter di Stramaccioni.

7 ottobre, ci pensa ancora Marchisio

La Juve patisce. Non basta neppure il gol di Andrea Pirlo su punizione per rendere il match più agevole. I toscani non mollano niente. Neppure l’espulsione di Cosmi, che deve quasi essere portato fuori a forza, lascia il segno. Prima dell’intervallo è Calaiò a battere Buffon e a trovare il pareggio.

Nella ripresa si torna in campo senza i 2 allenatori titolari e con il match in equilibrio. Anche il quartetto dei ragazzi del Settore Giovanile si sfalda: De Ceglie resta negli spogliatoi ed entra Asamoah. 

A 10 minuti dalla fine, anche Marrone viene sacrificato per Quagliarella in una Juve sempre più offensiva. Il forcing finale dà i frutti quando mancano 5 minuti. 

E a spezzare l’equilibrio è ancora una volta Marchisio. Altro gol da fuoriclasse, con un destro al volo in perfetta coordinazione. Un gol da 3 punti che permette alla Juve di centrare la 6a vittoria in 7 gare. E di mantenere la vetta della classifica insieme al Napoli. Proprio l’avversaria da affrontare nel turno successivo, dopo la sosta per le Nazionali.

Il gol di Marchisio che decide la partita di Siena

Quattro firme sullo Scudetto

Ma soprattuto un gol, quello del Principino, che rende ancora più speciale domenica 7 ottobre 2012, un giorno indimenticabile per tutto il vivaio bianconero. E anche per chi ha visto all’opera Claudio, Luca, Paolo e Sebastian quando ancora non erano saliti sul trampolino di lancio. 

Una squadra con tutti i 4 ragazzi insieme dall’inizio non si vedrà più. Ma ci saranno altre occasioni per lasciare il segno nel cammino verso il secondo Scudetto della serie. 

Soprattutto uno, che meriterà un’intera puntata di Almanacco Bianconero: il derby del 1 dicembre 2012, giocato allo Stadium e vinto 3-0 con doppietta di Marchisio e gol di Giovinco. Un tabellino che, a molti, avrà ricordato tante stracittadine ai tempi delle giovanili.

Esultanza a Siena

NOTA A MARGINE

7 ottobre, una dedica speciale per una puntata speciale

Ci tengo molto a questa puntata. Quel Siena-Juventus del 7 ottobre 2012 ha davvero rappresentato qualcosa di unico nella storia bianconera. Anzi, nella storia del vivaio bianconero. 

Devo ammettere che allora, quando si disputò il match, non avevo capito la portata dell’evento. Me ne sono reso conto solo recentemente, quando ho iniziato a preparare le puntate del mio primo podcast Gioventù Bianconera. E infatti, a quella partita, ho dedicato un’apposita puntata. Proprio come quella di oggi.

Sono molto legato a Claudio Marchisio, Paolo De Ceglie, Sebastian Giovinco e Luca Marrone. Ho avuto il piacere di conoscerli come ragazzi e non solo come calciatori. E ho conosciuto anche parte delle rispettive famiglie. So quindi i sacrifici che hanno fatto, tutti insieme, per arrivare lassù.

7 ottobre, Marchisio e De Ceglie festeggiano il gol di Pirlo

Tornando al campo, ho avuto la fortuna di vederli giocare nelle giovanili, anche prima dell’approdo in Primavera. E ammirarli tutti insieme lì, raggiungere il traguardo della Prima Squadra, mi ha davvero fatto contento.

Ma sono stato contento anche per tutti i personaggi del Settore Giovanile. Allenatori, medici, massaggiatori, dirigenti e magazzinieri: tutti hanno fatto la loro parte nella crescita dei ragazzi passati nel vivaio. Posso quindi immaginare la soddisfazione in quel pomeriggio di ottobre di 9 anni fa. Una fetta di quegli Scudetti è anche, meritatamente, loro.

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