31 agosto 1994 – La prima di Lippi

31 agosto 1994, parte la nuova rivoluzione

C’è un’espressione che, ormai da secoli, è accostata a noi piemontesi: Bogia Nen. Letteralmente, uno che non si muove, ma ci sono diverse interpretazioni sul significato, alcune totalmente opposte tra loro. Dalla caparbietà alla pigrizia, fino all’essere contrari ai cambiamenti. Da questo punto di vista, la Juventus di degli anni ’90 è davvero poco “Bogia Nen”. Se è vero che il club è soggetto a 3 rivoluzioni in appena 4 anni. Dall’arrivo di Montezemolo e Maifredi del 1990 alla restaurazione di Boniperti e Trapattoni un anno dopo. E nel 1994 si cambia di nuovo: ecco la Triade, composta da Bettega, Giraudo e Moggi, e un tecnico emergente chiamato Marcello Lippi. Il cui esodio ufficiale in panchina è datato 31 agosto.

Alla faccia dei Bogia Nen

Gli anni ‘90 non iniziano proprio nel migliore dei modi per la Juventus. Il discorso andrebbe forse anticipato di qualche anno, dal 1986, quando con la fine del primo ciclo di Giovanni Trapattoni si esaurisce la vena vincente. Sancito pochi mesi dopo con l’addio anche di Michel Platini.

Alla faccia dei piemontesi Bogia Nen, i piani alti bianconeri – vedi alla voce Agnelli – provano la rivoluzione nel 1990. Affidata a un uomo di fiducia della Famiglia come Luca Cordero di Montezemolo. Ma le sue idee, come quelle di Gigi Maifredi sul campo, non attecchiscono. E dopo un anno è tempo di controrivoluzione. O se preferite di restaurazione. Tornano i 2 uomini simbolo di quasi tutte le ultime vittorie: Boniperti al comando, anche se solo come amministratore delegato e non più  come presidente, e Trapattoni in panchina.

Qualche piccolo segnale si vede, ma nulla che possa ricordare la Juve dei bei tempi. La Coppa Uefa del 1993 e il Pallone d’Oro di Roberto Baggio sono piccole gratificazioni, non sufficienti a sfamare chi è abituato ad altri banchetti.

Così dopo l’ennesima annata negativa, la 1993/94, si cambia ancora. Il Trap saluta per la seconda volta. Boniperti molla definitivamente lasciando però un’eredità importante. Negli ultimi anni, dalle parti del Combi è stato richiamato Beppe Furino.

A lui, capitano storico e prodotto del vivaio, è stato dato il difficile compito di risollevare le sorti di un Settore Giovanile un po’ in disarmo. E Furia mette le mani nel modo giusto. Anche grazie all’ultimo colpo di mercato del Presidentissimo – un ragazzo veneto classe 1974 che si chiama Alessandro Del Piero – la Primavera di Antonello Cuccureddu vince Scudetto e Torneo di Viareggio in un colpo solo.

Inizia l’era della Triade e di Lippi

La nuova rivoluzione parte in primavera, questa volta intesa come stagione. Alla base torna anche Roberto Bettega iniziando la staffetta con Boniperti. Nelle settimane successive approdano in piazza Crimea anche Antonio Giraudo, uomo dei conti mandato da Umberto Agnelli, e Luciano Moggi a occuparsi del mercato.

Umberto Agnelli con Lippi e la Triade
Triade Agnelli Lippi

Il direttore non è nuovo da quelle parti e negli anni 70, come osservatore, ha consigliato alcuni ragazzi che avrebbero poi fatto la storia, non solo della Juve: Paolo Rossi, Claudio Gentile e Gaetano Scirea.
È una sorta di triumvirato, o di Triade come verrà presto ribattezzata. Chiamata a riportare Torino al centro dell’attenzione e riprendersi il predominio che da tempo è nelle mani dell’uomo più potente del momento: Silvio Berlusconi.

Imprenditore di successo, che quando ha messo le mani sul Milan l’ha portato a livelli che non si vedevano dai tempi di Nereo Rocco. E adesso si è preso anche Palazzo Chigi, diventando Presidente del Consiglio dopo aver vinto le elezioni a capo di un movimento – Forza Italia – nato dal nulla sulle ceneri dei partiti tradizionali demoliti da Tangentopoli.

Ricostruire una squadra da Juve prima del 31 agosto

Urge trovare un nuovo condottiero da mettere in panchina e il prescelto è Marcello Lippi. Da giocatore, bandiera della Sampdoria, ha incrociato spesso Bettega sul campo. E da allenatore si sta creando un nome: la Juve rappresenta per lui l’occasione della vita.

Lippi sulla copertina di Hurrà Jvuentus

Poi sotto col mercato. Come prima mossa c’è da “ricomprare” proprio quel ragazzo veneto: Del Piero è già stato promesso al Parma e per riaverlo viene sacrificato Dino Baggio, uno dei protagonisti della cavalcata dell’Italia di Arrigo Sacchi al Mondiale negli Stati Uniti.

In un colpo solo arrivano poi a Torino Ciro Ferrara, Luca Fusi e Robert Jarni in difesa. E a centrocampo vengono presi Didier Deschamps, Paulo Sousa e un giovanissimo Alessio Tacchinardi.

A proposito di Baggio, l’altro, quello più noto, Roberto, è invece confermato al centro del progetto. E torna con la voglia di riscattare anche il rigore sbagliato nella finale mondiale persa col Brasile. Riscatto è la parola d’ordine anche di Gianluca Vialli dopo un’annata infarcita di infortuni. 

Ci sono poi Peruzzi, Kohler, Carrera, Porrini, Di Livio e Ravanelli. Oltre a un Andrea Fortunato, per cui tutti pregano in una pronta guarigione. Il materiale a disposizione di Lippi e del suo staff è più che valido. Una staff di cui presto i tifosi sentiranno parlare, in particolare per i metodi del nuovo preparatore atletico. Si chiama Giampiero Ventrone e il suo soprannome “Marine” è tutto un programma.

Voglia di riscatto

L’ultimo Scudetto è datato 1986. In mezzo ci sono stati 2 Coppe Uefa e una Coppa Italia, ma è il tricolore a tutti puntano. Anche i tifosi che hanno avuto l’occasione di veder nascere questa nuova era in casa Juve. Grazie a un tour itinerante voluto dalla nuova dirigenza, che dimostra così di puntare anche ad aspetti extracampo.

L’estate è all’insegna di impegno e sudore. Ventrone lavora molto sul fisico dei giocatori, ma anche sul loro orgoglio. Ha creato un aggeggio che ha battezzato campana della vergogna, proprio per far sì che nessuno molli un centimetro.

La Juventus 1994/95

E gli effetti di questa cura si vedono durante le prime uscite stagionali. Complice anche la ricerca di automatismi, tipici di un nuovo allenatore, la squadra fatica a tenere il passo. Delle tante amichevoli ce n’è una che lascia il segno. Si gioca al Tardini contro il Parma e viene vinta 1-0 per un autogol di Sensini. Nella di straordinario, se non che sarà il primo confronto di una lunga serie che finirà per caratterizzare tutta la stagione 1994/95.

Si aspettano quindi le partite vere, quelle con i punti in palio. Il campionato scatta il 4 settembre, ma prima c’è il debutto in Coppa Italia, il 31 agosto contro il Chievo Verona allo stadio Delle Alpi.

31 agosto, attesa col fiato sospeso

Alla vigilia della prima uscita ufficiale del 31 agosto, è successo un fatto che oggi forse sarebbe passato sottobraccio. Se non fosse per quanto accaduto lo scorso 23 maggio al Mottarone. A Courmayeur, in Valle d’Aosta, si spezza un cavo della funivia del Monte Bianco e cade una delle cabine. Finisce in tragedia, con la morte del macchinista. Ma avrebbe potuto andare molto peggio: 24 turisti assiepati nell’altra cabina vivono momenti di paura ma vengono salvati tutti.

A proposito di tragedie, il 1994 si porta dietro un fardello pesante. Da marzo a inizio maggio avvengono 3 fatti di cui si parla ancora oggi. Il 20 marzo, in Somalia, in un’agguato vengono uccisi la giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin. Il 5 aprile, a Seattle, muore Kurt Kobain, leader dei Nirvana: si tratta di suicidio e si allunga ancora l’elenco dei grandi artisti scomparsi prematuramente ed entrati subito nel mito. 

Infine, quella che forse lascia più il segno. Il 1 maggio, durante il gp di San Marino a Imola, Ayrton Senna si schianta alla prima curva e perde la vita. Il mondo piange uno dei più grandi sportivi di tutti i tempi.

31 agosto, avvio a rallentatore

Quando mancano poche ore per la fine del mese di agosto, i bianconeri si apprestano a muovere il primo passo nell’annata 1994/95. Il giorno prima, Lippi non ha voluto nascondersi con la stampa: si aspettava una squadra molto più avanti nella tabella di marcia e per vedere la vera Juve ci vorrà ancora un mese.

In cuor suo, il tecnico viareggino confida che il maggior tasso tecnico possa essere sufficiente per nascondere qualche magagna. Il Chievo di Alberto Malesani è ancora lontano parente di quello che conosceremo a inizio del nuovo millennio, ma vive di entusiasmo dopo la prima storica promozione in B. In campo, la bandiera è Rolando Maran e ci sono già alcuni di quelli che si faranno conoscere qualche anno dopo, come D’Anna e Cossato.

Troppo poco per ingolosire il tifo bianconero. Sono poco più di 4500 gli spettatori del match di cui 11 di numero da Verona. E alla fine avranno avuto ragione gli assenti perché l’esordio è davvero deludente.

Marcello Lippi il 31 agosto 1994

Non c’è Vialli, Del Piero è in panchina. Davanti giocano Ravanelli e Baggio e si conquistano il primo gettone di presenza Ferrara, Deschamps e Paulo Sousa.

La prima occasione è ospite con Antognoli che costringe Peruzzi alla deviazione sul palo. Il resto è solo Juve, ma è un dominio sterile. Lippi si gioca la carta Del Piero già al 38’ del primo tempo per rinforzare l’attacco ma non si passa. Merito del portiere Enzo Zanin che vive la serata da incorniciare e tiene l’imbattibilità fino al 90’.

Delusione doppia

È uno 0-0 deludente e non potrebbe essere diversamente. Che lascia aperta la qualificazione regalando ancora più aspettative per il ritorno in programma a Verona il 21 settembre. Quando il mese di rodaggio prospettato da Lippi sarà praticamente alla fine.

Intanto pochi giorni dopo – il 4 settembre – le cose non andranno molto meglio nella prima in campionato. A Brescia sarà un 1-1 nonostante il gol iniziale di Antonio Conte.

Gli Agnelli, grandi esperti di motori, avranno modo di constatare che la Juve 1994/95 è un diesel. Capace di grandi performance!  

NOTA A MARGINE

Ventrone e una Juve di squali 

Visto che l’ho citato durante questa puntata del 31 agosto, a Giampiero Ventrone dedico anche la nota a margine. Il grande lavoro svolto dal “marine”, durante l’estate ma anche e soprattutto negli allenamenti in settimana, frutterà eccome durante l’anno.

Giampiero Ventrone preparatore della Juve di Lippi

La prima Juve di Lippi sarà protagonista di un’annata super, capace di arrivare in fondo a tutte le competizioni e di dare vita a un’entusiasmante duello col Parma di Nevio Scala. 

Tra i marchi di fabbrica di quel gruppo c’era una condizione atletica non indifferente, ma soprattutto una voglia di non mollare mai. Di vincere partire allo scadere e anche con grandi rimonte. Ma soprattutto una fame quasi famelica dei giocatori in campo, in particolare Vialli e Ravanelli, attaccanti ma di fatto primi difensori a contrastare gli avversari. 

Un po’ di tempo fa, durante una trasmissione a Radio Bianconera, ho avuto il piacere di ripercorrere quegli anni proprio insieme a Ventrone. Il quale mi ha scovato un interessante accostamento per Vialli e Ravanelli, ma in generale per tutti i bianconeri di quell’anno: squali. Direi che non poteva trovare termine più azzeccato!

 

3 pensieri su “31 agosto 1994 – La prima di Lippi

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