30 settembre – Ale&David, ancora loro

30 settembre – Del Piero e Trezeguet sempre protagonisti

Quando ho completato la puntata del 19 settembre, ne ero sicuro: avrei incontrato altre volte Alessandro Del Piero e David Trezeguet. Il minimo per chi ha formato la coppia d’attacco più longeva e più prolifica della storia della Juventus. E proprio come il 19 settembre, quando a distanza di 7 anni segnarono il loro primo gol in bianconero, anche nel giorno del 30 settembre Ale&David lasciano il segno. E, curiosamente, di nuovo dopo aver fatto passare 7 anni. Nel 2000, Pinturicchio torna a segnare alla Del Piero e firma una vittoria importante a Napoli. Nel 2007, Trezegol timbra il primo derby post Calciopoli. Due capolavori rimasti nella memoria di tutti.

Del Piero e Trezeguet, ancora loro

Del Piero e Trezeguet hanno sempre giocato con i numeri. Intanto i loro sono a dir poco straordinari: 705 presenze e 290 gol in 19 anni per Ale, 320 partite e 171 reti in un decennio per David.

E poi, curiosamente, spunta questo numero 7. A 7 anni di distanza, i 2 realizzano il primo gol in maglia bianconera. Come già visto, il 19 settembre, entrambi al Delle Alpi: Del Piero nel 1993 contro la Reggiana, Trezeguet nel 2000 contro il Panathinaikos in Champions League.

E il 7 torna anche per questa puntata del 30 settembre. Di nuovo protagonisti a distanza, Ale&David. Di 7 anni, appunto. E sempre con Del Piero ad anticipare il compagno. Questo volta è Pinturicchio a essere protagonista nel 2000, a Napoli, con Trezegol che si prende la platea nel 2007 nel derby col Toro.

30 settembre, altre gioie per Del Piero e Trezeguet

Lancette avanti di 7 anni e… 11 giorni

Per raccontare questa nuova storia a distanza, si riparte dal 2000. Più precisamente dal 19 settembre 2000, da dove di fatto mi ero fermato. Alla zuccata con David Trezeguet che aveva steso il Panathinaikos e regalato una vittoria fondamentale alla squadra di Carlo Ancelotti.

Fondamentale ma anche illusoria. La Juve targata 2000/01 ha un avvio lento. Tanto che quello con i greci è il primo e unico successo nelle 5 uscite iniziali.

Le 2 successive, entrambe in casa, fanno tornare indietro il gruppo. E anche di parecchie caselle. Sabato 23 settembre arriva una clamorosa battuta d’arresto: i bianconeri salutano la Coppa Italia. Dopo lo 0-0 del Rigamonti, il Brescia espugna Torino e passa il turno.

È il Brescia di Roby Baggio, ma soprattutto di Mazzone e Calori che, dopo aver infranto i sogni tricolore di Madama – a Perugia pochi mesi prima -, ora si ripetono anche con le Rondinelle. E non sarà neppure l’ultimo, di tiri mancini tirati ai bianconeri in stagione.

Pochi giorni dopo, martedì 26, c’è l’occasione per indirizzare il cammino europeo. Ma al Delle Alpi non si va oltre lo 0-0 contro il Deportivo La Coruna, avversario numero uno del girone. Un risultato su cui pesa l’espulsione di Zidane. Che fa il paio con quella di Conte in Coppa Italia. 

Segnali preoccupanti di nervosismo. Un nervosismo forse ancora figlio del diluvio di Perugia, di cui sopra. Non proprio lo spirito giusto per affrontare l’esordio in campionato, fissato per sabato 30 settembre a Napoli.

30 settembre, avvio ritardato in Serie A

Per l’edizione 2000/01, la Serie A pare tornata indietro agli ’70 e ’80. Si parte tardissimo, l’ultimo weekend di settembre. Scelta motivata dai recenti Europei.

Europei che hanno messo in copertina Trezeguet, autore del golden gol che ha deciso la finale Italia-Francia. E che ha invece rimesso Del Piero nell’occhio del ciclone, per un paio di occasioni mancate nell’ultima sfida. E che avrebbero potuto indirizzare diversamente la gara.

È il destino di Del Piero, essere al centro dell’attenzione. Nel bene e nel male. E dal novembre 1998 questo destino ha cambiato la sua storia. Il ritorno dopo il grave infortunio è stato difficile. Ale non ha fatto mancare il suo apporto, segnando rigori decisivi che avrebbero anche portato allo Scudetto, con un diluvio in meno e qualche attenzione in più.

Anche l’inizio della nuova stagione non è stato dei migliori. Del Piero non ha ancora segnato. E non che la Juve sia stata prolifica, a parte i 4 gol della pazza partita di Amburgo. 

Nei giorni che precedono l’esordio del 30 settembre a Napoli, Ale è di nuovo tirato in ballo. Anche a causa di polemiche passate. A guidare i partenopei, appena tornati in Serie A, è Zdenek Zeman. L’allenatore che sedeva sulla panchina del Foggia nel giorno del suo esordio in Serie A nel 1993. Ma soprattutto colui che, nel 1998, aveva fatto allusioni sui “misteriosi” muscoli di alcuni bianconeri. Tra cui Vialli e proprio Del Piero. Il campionato 2000/01 non è ancora iniziato è presenta già temi appetitosi.

Collina, ancora tu!

Napoli-Juventus rappresenta il succulento aperitivo: si tratta dell’anticipo del sabato. Per i bianconeri è subito un banco di prova. Poco importa che la squadra campana sia neopromossa, il San Paolo è sempre un campo ostico.

La squadra di Ancelotti è chiamata a dare un segno dopo quanto accaduto nella stagione precedente, con lo Scudetto sfumato all’ultima giornata. Ma il diluvio di Perugia poteva essere evitato se i conti con la Lazio fossero stati chiusi prima.

C’è chi vorrebbe cancellare il Curi, ma non può. Per la prima gara l’arbitro designato è Pierluigi Collina. Proprio lui che invece di decretare in rinvio della partita di Perugia, la fece riprendere dopo un intervallo di oltre un’ora.

Per l’esordio in campionato, Ancelotti dà ancora fiducia a Del Piero, schierato titolare insieme a Inzaghi con Zidane alle spalle. Trezeguet è in panchina con Kovacevic e Fonseca.

Le cose sembrano mettersi male. La Juve fatica e il Napoli colpisce con Stellone nel primo tempo. L’1-0 tiene fino al 20’ della ripresa, quando il tecnico emiliano pesca la mossa vincente: fuori Zanchi e Conte, dentro Birindelli e Kovacevic.

Darko non si fa pregare e al primo pallone che passa sopra la sua testa lo schiaccia alle spalle di Coppola.

30 settembre, la rivincita di Del Piero

È il 66’ quando Kovacevic segna. Passa poco e si arriva al minuto 74, speciale per Del Piero. Come quello del suo esordio a Foggia e come l’anno della sua nascita. Ale si trova davanti Francesco Baldini, anche lui classe ’74, ex Juve e suo compagno ai tempi di quella Primavera che vinse tutto. 

Scatta qualcosa nella testa del ragazzo di San Vendemiano che, improvvisamente, torna Del Piero. Cioè, torna a inventare un gol alla Del Piero: palla a giro sul secondo palo, imprendibile: una vera prodezza! Segnata con il 10 sulle spalle, nello stadio che fu di Diego Armando Maradona.

Quella sera del 30 settembre 2000 è nato il Del Piero 2.0. Quello capace di regalare nuove magie per almeno un altro decennio. Per Trezeguet l’esordio in Serie A è invece rimandato: ci sarà tempo per far vedere le sue doti da bomber.

Prima pagina di La Stampa post Napoli-Juve

2000-2007, in casa bianconera succede di tutto

Proprio come nella puntata del 19 settembre, bisogna fare un salto in avanti di 7 anni. E quelli tra il 2000 e il 2007 non sono anni come tutti gli altri. Accade di tutto, con uno spartiacque ben preciso.

Andata male anche l’annata 2000/01, a Torino si cambia. Torna Marcello Lippi che vince altri 2 Scudetti e si ferma di nuovo a un soffio dalla conquista della Champions League. Poi arriva Fabio Capello e la Juve continua a fare la voce grossa solo in patria. Tutto fino all’estate del 2006 che sconvolge il calcio italiano e la storia bianconera.

Nei successi dal 2002 al 2006, c’è tanto di Alessandro Del Piero e David Trezeguet. I 2 hanno continuato a segnare e a regalare vittorie. Come quelle di Udine nel 2002 e di Milano nel 2005 in cui c’è la loro firma speciale. Entrambi continuano a scalare la classifica dei bomber di casa Juve e Ale, nel frattempo diventato capitano, scalza Boniperti dalla vetta.

Del Piero e Trezeguet, uniti dalla data del 19 settembre

Poi arriva Calciopoli, come detto. La Juve viene spedita in B e quasi annientata. Del Piero è il primo a decidere di restare, Trezeguet uno degli ultimi, quasi controvoglia. Ma quando inizia la cavalcata, entrambi sono lì a fare la loro parte. La Signora torna subito in A e Pinturicchio si prende anche il titolo di capocannoniere.

Prove di vera Juve, in attesa del derby del 30 settembre

La squadra bianconera torna al suo posto e non può essere definita una neopromossa qualunque, soprattutto visto quel po’ po’ di rosa. Da Buffon a Chiellini, da Nedved a Camoranesi, da Zebina a Legrottaglie. Senza dimenticare loro, Del Piero e Trezeguet.

Nell’estate 2007 la rosa viene ulteriormente puntellata e con Claudio Ranieri chiamato a sostituire Didier Deschamps in panchina.

Senza il pensiero delle coppe europee, la Juve parte molto bene. Se non fosse per un passo falso casalingo con l’Udinese, il cammino sarebbe da formazione in lotta per il titolo. E anche il primo vero test, in casa della Roma, viene superato con un pareggio più che confortante.

Quando arriva l’autunno, c’è la sensazione che i bianconeri possano dire la loro. Anche se forse l’Inter è ancora un paio di spanne avanti. Ma intanto, c’è un altro appuntamento atteso da tutti, soprattutto sotto la Mole. Il 30 settembre è fissato il derby col Torino.

30 settembre, un derby al Comunale come ai bei tempi

Domenica 30 settembre è il momento di fermare un’astinenza che dura da 4 anni e mezzo. Dall’aprile 2003, quando i bianconeri si imposero 2-0 nel loro cammino verso lo Scudetto. Mentre il Toro stava per retrocedere in B, dove sarebbe rimasto fino al 2006. E quanto i granata tornano, c’è la Juve clamorosamente in B: la stracittadina deve aspettare ancora.

Ma adesso scatta l’ora X. Dopo tanta attesa c’è un altro fattore a rendere speciale il Derby della Mole: si gioca al Comunale e poco importa che ora si chiami Olimpico. È lo stadio delle grandi sfide, dagli anni ’60 agli ’80. L’ultima volta, lì, si era giocato a maggio del 1989, 10 giorni dopo il cinquantennale della tragedia di Superga, ed era finita 0-0.

Rivalità, tradizione e storia a parte, c’è anche una partita da giocare. I bianconeri sono nettamente avanti con 10 punti, contro i soli 4 della squadra guidata da Walter Novellino, tutti frutti di pareggi. I tifosi granata sognano la prima vittoria dell’anno nella partita più importante e più attesa.

30 settembre, ci pensa Trezegol

Da anni, il Derby della Mole non è una sfida equilibrata. Il Toro ci ha messo grinta e passione, ma la differenza in campo è stata spesso evidente.

E lo è anche questa volta. Altro che neopromossa, la Juve è infarcita di Campioni del Mondo e di fuoriclasse. Il Torino può contare su gente come Recoba e Ventola o come l’ex Corini, troppo poco. I granata provano a recuperare con la spinta dei tifosi: il derby si gioca in casa loro con tifo in maggioranza. 

Difficile aspettarsi una gara spettacolare. Infatti domina la tensione. Il primo tempo scivola via senza quasi regalare emozioni. Ed è così anche per quasi tutta la ripresa. È già scoccato il 90’ e l’arbitro Rocchi ha segnalato 3 minuti di recupero. 

La Juve attacca verso la vecchia curva Filadelfia e prova un disperato ultimo assalto. La sfera viene scagliata verso l’area granata e ne nasce un rimpallo: un giocatore del Toro tocca all’indietro e rimette in gioco Trezeguet, in quel momento al di là dell’ultimo difensore. È comunque un pallone difficile da addomesticare. Non per un bomber di razza come il francese che inventa una volée di prima intenzione che fa secco Sereni.

Il gol di Trezeguet che decide il derby 2007

Una liberazione per Trezegol. Il primo ad andare a festeggiarlo è proprio capitan Del Piero, lui che la firma sulla sfida l’ha messa spesso in passato.

È il 93’ esatto e non c’è quasi più il tempo di rimettere il pallone in gioco. La Juve fa suo un derby tanto brutto sul campo quanto esaltante nelle emozioni che regala. La prima stracittadina dopo Calciopoli non poteva essere più goduriosa per il popolo bianconero.

Il 30 settembre 2007 è tutto nel nome di David Trezeguet. Proprio come il 30 settembre 2000 era stato nel segno di Alessandro Del Piero. Ale&David, sempre loro.

NOTA A MARGINE

30 settembre 1928, la prima volta di Combi, Rosetta e Caligaris

Per la nota a margine di oggi, torno su un evento a cui avevo solo fatto un cenno. Un paio di puntate fa, parlando dell’inizio del Quinquennio. Uno degli elementi chiave era il trio Combi-Rosetta-Caligaris. Ebbene, i 3 hanno disputato la  loro prima partita insieme il 30 settembre 1928.

Rosetta, Combi e Caligaris, la prima volta insieme il 30 settembre 1928

È l’inizio dell’ultima stagione prima del girone unico. Edoardo Agnelli ha messo a segno un altro colpo di mercato: da Casale Monferrato arriva Umberto Caligaris. È stato capitano e simbolo dei nerostellati e anche uno dei baluardi della Nazionale.

Un grande acquisto, che fa meno scalpore di quello di Virginio “Viri” Rosetta. Quando la Juventus lo prelevò dalla Pro Vercelli nel 1924 si gridò allo scandalo. Invece era solo il primo passo verso il professionismo nel calcio.

A completare il trio è il portiere Gianpiero Combi. Lui alla Juve è di casa. Torinese doc, la maglia bianconera la indossa fin da ragazzo: è uno dei primi prodotti del vivaio e a 19 anni ancora da compiere ha già esordito con la Prima Squadra.

La prima del trio, il 30 settembre 1928 appunto, non è il massimo. La Juve strappa un pari sofferto con la Reggiana e Combi è battuto 2 volte. Ma ci sarà modo di rifarsi, soprattutto dal 1930 in avanti. Quando con l’arrivo di Carcano e l’introduzione del Metodo, il trio Combi-Rosetta-Caligaris diventa un baluardo insuperabile.

Combi-Rosetta-Caligaris. Col tempo diventa un tutt’uno, una  sorta di filastrocca che entra nella memoria. La prima nella storia della Juventus, a cui ne seguiranno un paio altrettanto famose. Il Zoff-Gentile-Cabrini e il Buffon-Barzagli-Bonucci-Chiellini, determinanti nei più importanti cicli di vittorie bianconere.

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