30 agosto 2014 – L’esordio di Allegri

30 agosto 2014 la prima panchina bianconera di Allegri

22 agosto 2021, 30 agosto 2014: cos’hanno in comune queste due date? Ovviamente stiamo parlando del doppio esordio di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus. Con il tecnico livornese appena rientrato a Torino, era doveroso ricordare il suo primo “vero” esordio. Appunto quello del 2014, al termine di una delle estati più incredibili di sempre della storia bianconera: quella delle dimissioni di Antonio Conte dopo tre Scudetti consecutivi.

Estate 2014 la più pazza della storia bianconera

Nell’ultracentenaria storia della Juventus, è difficile trovare un’estate più pazza di quella del 2014. Un’estate da trascorrere festeggiando lo storico primato dei tre Scudetti consecutivi. Storico perché a Torino non si vedevano dai tempi del Quinquennio. Senza dimenticare l’impressionante quota dei 102 punti conquistati al termine di un campionato dominato, ma con la Roma che non ha mollato la presa fino a poche domeniche dalla fine.

Eppure qualcosa serpeggia all’interno dello spogliatoio. Il malumore che Antonio Conte aveva manifestato dopo l’ultima partita, esce di schianto nei primi 2 giorni di ritiro. Con una mossa che sorprende tutti, il tecnico salentino si dimette il 15 luglio e lascia scoperta la panchina. A poco più di un mese dall’inizio della stagione ufficiale.

Un duro colpo per tutti i tifosi bianconeri che, proprio grazie al loro allenatore simbolo, avevano rivissuto un nuovo ciclo vincente.

La società corre ai ripari

Anche per la società è un brutto colpo. Ma la dirigenza dimostra di non essere stata presa in contropiede. E dopo poche ore, c’è il nome del nuovo allenatore. Beppe Marotta aveva già sondato il campo con Massimiliano Allegri e la decisione è presto presa: sarà lui a guidare la Juventus stagione 2014/15.

Senza voler guardare in casa d’altri, resta indubbia una cosa: una situazione del genere, in bianconero, non si era mai lontanamente vista. Ma bisogna subito voltare pagina e partire forte per non cancellare quella supremazia che proprio Conte ha costruito anno dopo anno.

La missione di Max Allegri inizia in salita. Non è facile prendere il testimone da un allenatore che ha vinto gli ultimi tre Scudetti e che ha creato un rapporto speciale con i suoi giocatori. Figurarsi a stagione già iniziata, seppure da 2 giorni. 

E anche il benvenuto da parte dei tifosi non si può certo dire caloroso. Parte dei gruppi organizzati lo accoglie con fischi, insulti e pure con qualche sputo. Il discutibile prezzo da pagare per il recente passato da allenatore del Milan.

Una nazionale da ricostruire

La Juventus delle ultime 3 stagioni è stata una macchina veramente molto performante. Non solo capace di vincere gli ultimi campionati, ma di dare anche l’impressione di superiorità. Soprattutto a partire dal secondo anno, quando i bianconeri ritrovano lo scudetto cucito sul petto.

Lo stesso non può dirsi per la Nazionale. Il 2014 è anno di Mondiale e gli azzurri si sono qualificati senza problemi per la fase finale in Brasile. Il gruppo allenato da Cesare Prandelli parte con grandi aspettative, purtroppo non mantenute. La squadra non supera neanche la prima fase, bissando il negativo cammino di 4 anni prima in Sudafrica.

Come da prassi già vista, appena la squadra rimette piede in patria vengono allestiti i processi: a pagare è proprio il commissario tecnico che lascia l’incarico.

Il presidente della FIGC Carlo Tavecchio deve trovare un sostituto. Anche in fretta, per dare il via al cammino verso gli Europei del 2016. Quello che accade a Torino finisce per essere un assist.

Tavecchio prova il tutto per tutto per convincere proprio Antonio Conte. Grazie a un grande lavoro diplomatico – e soprattutto l’apporto degli sponsor che coprono il lauto ingaggio del tecnico – , la Nazionale trova la sua nuova guida: il meglio che il calcio italiano ha saputo esprimere negli ultimi tre anni.

Al lavoro, Allegri… ma non troppo

Se il compito di Conte in Nazionale non è facile, quello di Allegri alla Juventus non è da meno. Un conto è ricostruire una squadra da zero, un altro è prendere le redini di un gruppo vincente. Un gruppo che, tra l’altro, si è ulteriormente rinforzato anche nell’ultima estate.
Non è arrivato Cuadrado, il giocatore tanto richiesto da Conte, ma sono stati presi giocatori di ottimo livello. Ad aumentare l’esperienza c’è Patric Evra, il francese che ha militato a lungo nel Manchester United. In più, Marotta ringiovanisce La rosa cono due talenti di prospettiva come Morata e Coman. Salutano invece alcuni dei protagonisti delle ultime annate, in particolare in attacco dove lasciano Vucinic e Quagliarella.

Nell’anno post Mondiale c’è anche da tener conto di un altro aspetto: i ritorni scaglionati dei vari nazionali. Un grattacapo in più per Allegri che, come primo obiettivo, fissa quello di conoscere al meglio la sua nuova squadra.

Tra i tifosi c’è preoccupazione e la prima sgambata stagionale non aiuta a rasserenare il clima. I bianconeri perdono contro il Lucento, formazione dilettante torinese. Visto l’andazzo, forse è un bene che la comitiva sia in partenza per una lunga tournée nel sud-est asiatico e in Australia. A migliaia di chilometri dall’Italia e dal malumore post dimissioni di Conte.

Quando rientra in patria, Allegri può essere contento. Non tanto dal punto di vista tecnico: le amichevoli sono state poco performanti considerato il blasone delle avversarie. La tournée è servita a ricementare il gruppo. E a permettere al tecnico di conoscere la squadra e alla squadra di conoscere tecnico e staff, in cui il solo Claudio Filippi è confermato.

La Juve in campo col Chievo

Si avvicina il 30 agosto, primo momento della verità

Intanto la nuova Juventus targata 2014/15 fissa il primo obiettivo: iniziare bene il campionato che partirà sabato 30 agosto, con la trasferta sul campo del Chievo Verona.

Alla vigilia, il match del Bentegodi è l’argomento che interessa meno durante la conferenza stampa. Intanto c’è da commentare l’esito dei sorteggi di Champions League: I bianconeri, che con Conte non sono riusciti ad andare oltre i quarti, ripartiranno con un girone non proprio proibitivo. Dall’urna escono Atletico Madrid, Olympiakos Pireo e Malmöe.

A tenere banco è il dualismo tra Allegri e Conte, un tema che il mister sa di dover affrontare per tutta la prima stagione a Torino. Tra l’altro, il neo CT ha stilato la sua prima lista dei convocati e ha iniziato un tour in tutti i club di Serie A. Ma la tappa di Vinovo non è stata ancora messa in calendario e non certo per una svista!

Allegri mette subito in chiaro quella che è la sua principale dote caratteriale e che lo aiuterà molto negli anni successivi: la capacità di farsi scivolare addosso critiche e polemiche. E sul tema Conte risponde nel modo più diplomatico possibile. Intanto ringraziando il predecessore per l’eredità, cioè una squadra che – testuali parole – ha cultura del lavoro, regole e disciplina. Ma poi precisa: io e lui siamo completamente diversi nella filosofia nell’approccio nel modo di vedere calcio, questo non significa che uno è giusto l’altro sbagliato ma che abbiamo un modo diverso di vincere.

Un modo diverso di vincere. Allegri dimostra di non temere il confronto, anche perché è molto convinto di una cosa: che il gruppo ereditato possa fare ancora meglio. 

Allegri e la sua calma

30 agosto, torna a parlare il campo

Tra una chiacchiera e l’altra, Allegri sa che ciò che conta è solamente il campo. Quindi, anche se non lo dice espressamente, la sua preoccupazione principale risiede nella partita contro il Chievo.

Una partita da affrontare con qualche assenza di troppo, da non enfatizzare e puntando tutto sui presenti. Per la trasferta di Verona, i bianconeri dovranno fare a meno di Chiellini squalificato, di Pirlo e Barzagli e anche di Alvaro Morata: lo spagnolo di fatto non è mai stato a disposizione del tecnico a causa di un infortunio nei primi giorni di ritiro.

Quello che invece proprio non preoccupa Allegri è la questione tattica. Il livornese è troppo astuto per capire che sarebbe un errore mettere mano a una macchina perfettamente funzionante e che nelle ultime stagioni, in particolare nell’ultima, in cui davvero ha rallentato poche volte.

Pertanto lo schieramento è lo stesso utilizzato dal suo predecessore, soprattutto dietro con la difesa ancora schierata a tre. Senza Chiellini e Barzagli, sostituiti da Caceres e Ogbonna.

E naturalmente ci sono gli avversari. Il Chievo non costituisce di sicuro un rivale di primo livello, ma all’inizio della stagione è una di quelle formazioni che può mettere tutti in difficoltà. Eugenio Corini, un ex della sfida, punta tutto sul trio offensivo formato da Maxi Lopez, Birsa e Schelotto.

Una prima quasi perfetta

Sabato 30 agosto è il primo momento della verità. I campioni d’Italia inaugurano il nuovo campionato con il primo dei due anticipi. Ad Allegri non dispiace che l’esordio avvenga lontano da Torino, ma il primo test con i tifosi è superato a pieni voti: sugli spalti veronesi, non mancano gli striscioni di incoraggiamento nei confronti di chi deve sostituire Antonio Conte.

Emblematico uno che cita “Se vinciamo siamo tutti Allegri”. Che rappresenta il miglior riassunto della storia della Juve: i giocatori e gli allenatori vanno, la società resta e continua a vincere. E vuole continuare a farlo.

Striscione per Allegri esposto il 30 agosto

L’avvio non potrebbe essere migliore. Già al 6’ la Juve è in vantaggio. Azione di calcio d’angolo, Tevez mette in mezzo e sul secondo palo spunta la testa di Caceres che insacca, grazie alla deviazione di Biraghi a cui viene attribuito l’autogol.

Rotto subito il ghiaccio, la Juve continua a macinare gioco e a dominare letteralmente la partita. Come fatto spesso nell’ultima annata. Se a riposo il match giunge solo sull’1-0, i tifosi del Chievo possono recitare una serie di preghiere di ringraziamento: i bianconeri sfiorano il raddoppio in almeno 5 occasioni e per ben 3 volte sono i pali della porta di Bardi a negare il goal, a Tevez, Vidal e Coman. Il giovane francese è la vera sorpresa del debutto di Allegri, che non ci pensa 2 volte a mandarlo in campo e il ragazzo dimostra che la personalità è parte integrata del suo bagaglio.

30 agosto, il primo di tanti sorrisi

Nella ripresa la partita non cambia copione. La Juventus continua a dominare la gara e continua anche a non chiuderla mancando alcune occasioni da rete. Entra anche Llorente ma l’1-0 non si schioda. E alla fine ci vuole la classica pezza di Gigi Buffon per evitare un pareggio beffa.

I Campioni d’Italia iniziano col piede giusto, con una vittoria che fa pensare positivo: il dominio degli ultimi tre anni è tutt’altro che concluso. Allegri è soddisfatto per il suo debutto sulla panchina bianconera, anche se non nasconde il rammarico per le troppe occasioni sprecate. Che alla fine avrebbero potuto costare davvero caro. Un copione che, negli anni successivi, reciterà tante volte.

La prima di campionato non riserva grandi sorprese. Vincono anche Roma, Napoli e Milan, mentre l’Inter viene fermata sul pari dal Torino. A fare notizia è l’esordio in Serie A di Maurizio Sarri, a 55 anni compiuti e dopo una gavetta partita dal gradino più basso della scala.

Massimiliano Allegri in panchina il 30 agosto 2014

NOTA A MARGINE 

30 agosto, quanti compleanni speciali 

Come avevo già accennato nella prima puntata, la nota a margine è uno spazio in cui celebrare anche compleanni importanti. E in casa Juve non c’è data più significativa del 30 agosto. 

Impressionante vedere quanti protagonisti siano nati proprio in questo giorno. A partire da Alfredo Bodoira, portiere anni ’30, vincitore del secondo Scudetto e della prima Coppa Italia. Passando per 2 campioni d’Europa quali Paulo Sousa e Vladimir Jugovic, autore del rigore decisivo a Roma. Fino ad arrivare a Simone Pepe, i cui infortuni hanno impedito un ruolo ancora più determinante nella Juve dell’ultimo ciclo. 

Il 30 agosto sono nati anche 2 ragazzi che hanno mosso i primi passi nel vivaio juventino, prima di ritagliarsi carriere importanti in altre piazze: Salvatore Avallone e Fabrizio Cammarata.

Ma il 30 agosto è anche il compleanno di un personaggio che della Juve non rappresenta solo un pezzo importante del passato, ma anche una certezza per il presente: Pallone d’Oro e attutale vicepresidente, la furia ceka Pavel Nedved. 

Avviso per gli scout Juve: se individuate un talento nato il 30 agosto, non fatevelo scappare e portatelo subito a Torino!

3 pensieri su “30 agosto 2014 – L’esordio di Allegri

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