3 ottobre 1976 – Trap inizia la cavalcata

3 ottobre 1976 – I primi 2 punti dei 51 da record

Come ho già detto in altre puntate, sono nato a metà degli anni ’70. Più precisamente nel 1974. Lo stesso di Alessandro Del Piero, tanto per avere un riferimento importante. Quindi ero troppo piccolo per vivere intensamente la stagione 1976/77, una delle più spettacolari di sempre in casa Juventus. Iniziata con uno shock sul mercato e finita in maniera trionfale. Con la conquista della prima coppa internazionale e con uno Scudetto a passo di record. Un cammino, quello in campionato, partito il 3 ottobre 1976 con su successo sul campo della Lazio: i primi 2 di 51 punti indimenticabili. 

1976, anno di shock

Nel 1976 Torino non vive certo un momento tranquillo. La città è una delle più bersagliate dalle Brigate Rosse. Sono anni di piombo, ma anche di austerità per la crisi petrolifera che sta mettendo in ginocchio tanti paesi.

È anche l’anno dell’uscita del quotidiano La Repubblica e della morte di Mao Tse-Tung. 

Ma anche ricchissimo dal punto di vista sportivo. Ci sono le Olimpiadi di Montreal, in Canada, che fanno seguito a quelle invernali di Innsbruck in Austria.

L’Italia sogna con Adriano Panatta, che in pochi mesi vince gli Open d’Italia al Foro Italico, il Roland Garros a Parigi e trascina gli azzurri alla prima storica Coppa Davis.

In Formula 1 c’è il duello tra James Hunt e Niki Lauda, reso ancora più celebre da “Rush”, il film di Ron Howard.

1976, quanti shock anche per la Juve

Quando inizia, il 1976 sembra davvero ben indirizzato per la Juventus. La squadra di Carlo Parola, Campione d’Italia in carica, è di nuovo al comando. In grado di tenere a distanza il Torino, primo rivale nella corsa Scudetto.

Invece i bianconeri si fanno male da soli. Lo spogliatoio va in crisi a causa di malumori interni e i granata ne approfittano. A 27 anni dalla tragedia di Superga, il Toro torna a mettere le mani sul tricolore.

Un harakiri del genere non può andare giù a Giampiero Boniperti. Perdere uno Scudetto già quasi vinto fa male. Farselo portare via dai cugini e storici rivali è un colpo davvero troppo duro per il presidente. Che infatti prende provvedimenti.

Prima mossa: serve un nuovo allenatore. La linea verde portata avanti con i giocatori viene seguita anche per la panchina. Il prescelto è Giovanni Trapattoni: ha 37 anni, poco più di quelli di alcuni membri della squadra.

La prima copertina di Hurrà dedicata a Trapattoni

Poi sotto con lo spogliatoio. Boniperti mette in piedi 2 scambi che fanno discutere. Offre Anastasi all’Inter in cambio di Boninsegna e fa lo stesso col Milan, con il ritorno di Benetti al posto di Capello. Sono solo 2 pedine, ma di fatto è una vera rivoluzione.

Il lungo cammino prima dell’esordio del 3 ottobre

Il Trap non perde tempo e si mette al lavoro. La Nazionale non si è qualificata per la fase finale degli Europei in Jugoslavia, quindi il suo gruppo – formato solo da italiani – giunge in ritiro più fresco.

C’è da rinsaldare il gruppo. Ma anche far funzionare di nuovo una squadra che aveva fatto bene, almeno fino blackout dei mesi precedenti.

Dal campo arrivano subito spunti positivi. I bianconeri pareggiano un’amichevole di lusso contro la Cecoslovacchia, fresca di titolo di Campione d’Europa.

In Coppa Italia fila tutto liscio. Nonostante il pari dell’esordio a Monza, con gol dell’esordiente Boninsegna, la Juve passa il girone e prende fiducia. Soprattutto in vista dell’ingresso in Europa.

C’è la Coppa Uefa da onorare e il sorteggio ha rifilato un avversario duro: il Manchester City. Infatti i bianconeri cadono in Inghilterra, ma al ritorno si risollevano e a Torino ribaltano lo svantaggio. È il primo passo verso qualcosa di mai provato prima: una gioia nelle coppe internazionali.

Manca solo il campionato, che partirà domenica 3 ottobre. E per la Juve c’è una trasferta tosta, in casa di una Lazio che solo 2 anni prima festeggiava lo Scudetto.

3 ottobre, primo momento della verità

Quindi sotto con la Lazio. I capitolini hanno avuto vicissitudini ancora più marcate di quelle dei bianconeri. Dopo lo storico Scudetto del 1974, i biancocelesti non hanno saputo confermarsi. Il fautore di tutto, Tommaso Maestrelli ha lasciato la panchina per motivi di salute ed è tornato solo per salvare la squadra da una clamorosa retrocessione.

La stagione 1975/76 è stata infatti tribolata. Parte della rosa è stata smantellata, in particolare ha fatto rumore la partenza di Giorgio Chinaglia. Long John ha salutato Roma per approdare negli Stati Uniti, per giocare con Pelé nei Cosmos di New York.

Quella che si presenta ai cancelli di partenza è una Lazio diversa. In panchina c’è Luis Vinicio. In campo una squadra ringiovanita con talenti come Bruno Giordano e Lionello Manfredonia.

La Juventus di Trapattoni sbarca a Roma con tanta fiducia. È reduce dall’impresa in coppa, ma è anche alle prese con qualche acciacco, in particolare di Bettega e di Furino non al meglio. 

In più ci si mette il clima. A Torino è già autunno e la sfida con il City si è giocata sotto la pioggia. A Roma invece è ancora estate e questo potrebbe costituire un grattacapo in più.

C’è tanta curiosità di vedere all’opera la nuova Juve. In particolare come Benetti e Boninsegna possano aiutare la causa.

3 ottobre, i primi 2 punti di 51

La Serie A 1976/77 parte bene per la Juve. Dopo una manciata di minuti è Bettega a sbloccare il match su cross di Gentile.

Ma è nella ripresa che la sfida regala tutto lo spettacolo. Dopo 9 minuti Boninsegna timbra il cartellino anche in campionato, dopo averlo fatto in Coppa Italia e in Coppa Uefa. La Lazio reagisce e Re Cecconi si inventa il 2-1 con un’azione personale, in cui la difesa bianconera non brilla per decisione.

3 ottobre, Boninsegna subito a segno

Passa un quarto d’ora e i tifosi juventini iniziano a sorridere: forse la stagione potrebbe essere speciale. Anche la buona sorte è dalla parte del Trap, quando Bettega colpisce male da 2 passi, ma così facendo spiazza il portiere Pulici. Subito una doppietta per Bobby Gol e subito una vittoria per la Juve. Nonostante il 3-2 trovato nel finale da Giordano.

L’esordio non è del tutto convincente, in particolare per i 2 gol subiti. Ma per ora può bastare così. Serviva dare un segnale e la nuova Juve di Trapattoni lo ha fatto. E ne manderà tanti altri in una stagione che sarà indimenticabile.

I 2 punti presi all’Olimpico sono i primi di un bottino che si fermerà a 51, uno in più di quelli del Toro campione uscente. Un record mai visto prima nei campionati a 16 squadre. Un record tutto torinese, la risposta del calcio al piombo.

La prima pagina de La Stampa dopo Lazio-Juventus

NOTA A MARGINE 

3 ottobre 1971, via alla cavalcata della prima Juve del presidente Boniperti

Il 3 ottobre è una data da inizio di grandi cavalcate. Esattamente 5 anni prima di quella dei 51 punti, ne parte un’altra. Nel 1971, per Giampiero Boniperti scatta il primo campionato da presidente.

Sono passati 10 anni da quando il grande capitano ha appeso gli scarpini al chiodo. E neppure 3 mesi da quando è stato nominato numero uno del club, come già visto nella puntata del 5 settembre.

Domenica 3 ottobre parte il campionato 1971/72 e per i bianconeri è un debutto casalingo. Al Comunale di Torino arriva il Catanzaro. Boniperti deve subito sudare freddo: dopo neanche mezz’ora i suoi sono rimasti in 10 per l’espulsione di Capello. I ragazzi di Vycpalek sono giovani ma non mancano di carattere e non fanno sentire l’uomo in meno. Ci pensa Anastasi a sbloccare la gara pochi minuti dopo.

La ripresa è una girandola di emozioni. Segnano ancora Haller e Bettega in 3 minuti. E tra il 75’ e il 79’, gli spettatori assistono ad altri 3 gol. I calabresi realizzano con Spelta e Gori, ma in mezzo c’è la doppietta di Bettega.

La Juve parte con un 4-2 il suo cammino che, a fine stagione, riporterà lo Scudetto a Torino. Per la gioia del neo presidente e di tutto il popolo bianconero. La prima di tante che gli anni ’70 sapranno riservare.

2 pensieri su “3 ottobre 1976 – Trap inizia la cavalcata

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