29 settembre 1985 – Il lungo duello col Verona

29 settembre 1985 – Un anno di Juventus-Verona

Pochi giorni fa, ho dedicato una puntata al Parma. E alla sua impressionante ascesa nel grande calcio. Un percorso che ha punti di contatto con quello del Verona anni ’80. Con l’arrivo di Osvaldo Bagnoli in panchina, i gialloblu scalano le classifiche, fino a vincere un clamoroso Scudetto nel 1985. Nella stagione successiva, tra la Juventus e i Campioni d’Italia vanno in scena ben 5 confronti diretti: uno in amichevole, 2 in Coppa dei Campioni e i 2 in campionato. Quello dell’andata, il 29 settembre al Bentegodi, è già un antipasto di passaggio di consegne.

1985, primo miracolo a Verona

Nel 2001 c’era il Chievo dei miracoli. Ma nella città di Giulietta e Romeo, il primo prodigio calcistico è targato Hellas. Le 2 avventure hanno anche punti in comune: sono il frutto della programmazione e della crescita costante.

Lo Scudetto, targato 1985, giunge a completamento di un percorso iniziato nel 1981: a Verona torna Osvaldo Bagnoli. Da calciatore c’è stato a fine anni ’50. L’ho anche incrociato in una puntata di Almanacco Bianconero, era in campo l’8 settembre 1957, giorno dell’esordio di John Charles e Omar Sivori. 

Al Mago della Bovisa il compito di riportare la squadra in Serie A. Là, dove c’è stata spesso e ha anche lasciato segni. Come nel 1973, quando fermò il Milan all’ultima giornata lasciando spazio al sorpasso bianconero.

Il Mago della Bovisa non sbaglia 

Bagnoli torna da protagonista. Riporta subito la squadra tra i grandi, proprio nell’estate 1982 mentre l’Italia sta per festeggiare il trionfo Mondiale.

Il Verona dimostra che il traguardo non è frutto del caso. E in A se ne accorgono tutti. La Juve dei Campioni del Mondo parte lenta e i gialloblu stanno davanti per mesi. Prendendosi anche lo sfizio di batterla al Bentegodi alla 3a giornata.

Alla fine sarà 4° posto che sa di prodigio, a 8 punti dalla Roma e a 4 dalla squadra di Trapattoni. Contro cui si gioca anche la Coppa Italia. E per poco il Verona non rifila l’ultima delusione stagionale a Platini e compagni. Che la ribaltano solo nei supplementari della finale di ritorno al Comunale.

Nella città dell’Arena iniziano a sognare. La stagione successiva porta l’esordio nelle coppe e un’altra finale di Coppa Italia persa di un soffio, questa volta contro la Roma. E nell’annata 1984/85 ecco l’exploit, grazie a una partenza razzo che stronca le velleità della concorrenza. 

La vera magia, Bagnoli la fa sui suoi giocatori. Rivaluta chi altrove non era esploso: dal portiere Garella a Di Gennaro, dall’ex bianconero Fanna al futuro bianconero Tricella, poi i vari Fontolan, Volpati, Sacchetti e Bruni. Quest’ultimo approderà in futuro in bianconero per allenare la Primavera. A proposito di giovanili Juve, in gialloblu si mettono in luci alcuni ex talenti del Combi, come Galderisi, o Luciano e Fabio Marangon. Senza dimenticare gli stranieri, con Briegel ed Elkjaer fondamentali per il progetto.

1985/86, obiettivo riportare lo Scudetto a Torino

Il Verona ha sculacciato tutti, compresa una Juve che ha dato ulteriori segnali di fine ciclo. Nonostante la squadra di Trapattoni abbia messo in bacheca altri 2 trofei che mancavano alla collezione. Se la Supercoppa Europea è un dettaglio, la Coppa dei Campioni è quel traguardo rincorso da sempre. Fin dalla prima partecipazione nel 1958.

E il destino vuole che neppure stavolta vada tutto per il verso giusto. La vittoria di Bruxelles è macchiata da quello che succede sugli spalti dell’Heysel: gli hooligan del Liverpool trasformano una serata di festa in una tragedia.

La fine di un’era è sancita dal mercato. Vanno via Tardelli e Paolo Rossi, e pure Boniek e Vignola, anche se il suo è solo un arrivederci.

Boniperti ha fatto una cosa insolita per i suoi standard: ha rivoluzionato la rosa. Ai vari Tacconi, Cabrini, Brio, Favero, Scirea, Bonini e Platini, si affiancano Aldo Serena, Massimo Mauro, Lionello Manfredonia e Michael Laudrup. Oltre a Marco Pacione, che con Briaschi costituisce le seconde linee.

Il reparto offensivo cambia volto. Ma il Trap sa che deve lavorare su tuto e le prime indicazioni non sono confortanti. Dopo Ferragosto, amichevole di lusso in casa dei neo Campioni d’Italia veronesi. Vince di misura la squadra di Bagnoli con i gol degli ex Vignola e Galderisi.

È solo un test, ma è anche il primo di 5 confronti tra le 2 squadre, che caratterizzerà tutta la stagione.

Appuntamento al 29 settembre

Quando parte il calcio che conta, la Juve si fa trovare pronta. Ha già messo l’Intercontinentale di dicembre nel mirino e intanto vola, più ancora del Verona di un anno prima. La squadra del Trap infila un tris di successi in campionato. I bianconeri sfruttano il calendario che li messi posti di fronte ad Avellino, Como e Pisa. Anche se non sono stati 3 match dominati, ma ritrovare l’attitudine alla vittoria è ciò che conta.

E permette a Scirea e compagni di arrivare al top al primo appuntamento clou. Alla 4a giornata è già Verona-Juventus e si gioca domenica 29 settembre.

Finisce un mese in cui i bianconeri sono stati autentici protagonisti. Tra campionato, Coppa Italia e l’esordio in Coppa dei Campioni, hanno vinto 6 partite su 6 e un bilancio di 14 gol fatti e 2 subiti. Trap si presenta al Bentegodi con la nuova Juve, rivoluzionata in particolare attorno a Platini. A fianco del francese ci sono Serena, Laudrup, Mauro e Manfredonia.

1 settembre 1991, a Torino torna in panchina Giovanni Trapattoni

Il Verona ha cambiato meno. Non ha più Garella e Fanna, andati rispettivamente al Napoli e all’Inter. Ma soprattutto manca Elkajaer: il danese è infortunato e deve saltare il duello tutto danese con Laudrup. Ci sono invece Vignola, Verza e Galderisi ad arricchire il plotone degli ex.

1985, anno di fatti fuori dal comune

Si arriva allo scontro diretto. Il Bentegodi è campo sempre ostico per la Juve, che infatti non vince dal 1979 e nelle ultima 4 partite ha sempre perse. Trapattoni non bada a questi numeri e ricorda a tutti che quello che conta, alla fine, sono le coppe e gli scudetti.

Lo Scudetto ora capeggia sulle maglie gialloblù e questa è davvero una rivoluzione. Arrivata in un anno, il 1985, che di fatti fuori dal comune ne ha visti troppi. Anche nel mondo del calcio. L’Heysel non è l’unica tragedia. Sempre a maggio, in Inghilterra, sono stati 56 i morti a causa di un incendio che ha devastato lo stadio di Bradford.

Ma 1985 è anche l’anno della nevicata del secolo a gennaio, del cambio Pertini-Cossiga al Quirinale, del caso Tortora e dei nuovi delitti del mostro di Firenze. 

Nel mondo inizia a farsi conoscere Gorbaciov che intensifica i rapporti con gli Stati Uniti. Il mondo sta cambiando, ma a velocità diverse: in troppi paesi c’è chi soffre la fame. Per questo si mobilitano i grandi nomi della musica. Che danno vita a We are the world e al Live Aid.

Gli anni ’80 sono più spensierati rispetto ai ’70. La gente ha più voglia di spensieratezza e divertimento. Anche in modo virtuale, come dimostra l’uscita del primo videogame di Supermario Bros.

In Italia, lo stadio resta uno dei luoghi di aggregazione preferiti. Mentre il cinema perde punti rispetto alla televisione, che fa il salto grazie alle tv commerciali. Lo dimostra un sondaggio sui divertimenti dei torinesi pubblicato da La Stampa. Proprio a ridosso del 29 settembre, giorno di Verona-Juventus.

29 settembre, la resa dei conti

Domenica 29 settembre è quindi il giorno della resa dei conti. La sfida è più importante per i Campioni d’Italia, costretti a vincere per accorciare il gap dalla Juventus. Le 2 rivali sono anche attese dalla Coppa dei Campioni e i veronesi hanno l’impegno più tosto. La squadra del Trap deve amministrare il 5-0 rifilato all’andata ai lussemburghesi del Jeunesse. Quella di Bagnoli da una battaglia a Salonicco contro il Paok, confidando che sia sufficiente il 3-1 del Bentegodi.

Laudrup con Platini e Maradona

Il big match si risolve dopo neppure 20 minuti. Laudrup pesca il jolly con un sinistro dal limite che non dà scampo a Giuliani. Il derby danese ora è più che mai suo.

 

Nel resto del match, il Verona tenta l’assalto ma con tanta confusione e Tacconi deve quasi solo amministrare. 

Alla Juve basta e avanza. È una vittoria degna dell’Inter di Helenio Herrera, come scriva Stampa Sera il giorno dopo. Ma per il Trap è una vittoria, punto. La quarta su quattro gare, che permette di restare in vetta a punteggio pieno, a +2 su Fiorentina, Napoli, Milan e Torino.

Ma in tanti hanno la sensazione che, dal pomeriggio del 29 settembre, i bianconeri hanno iniziato a scucire il tricolore dal petto dei veronesi.

L'articolo di Stampa Sera post Verona-Juve

Il duello Juve-Verona continua anche dopo il 29 settembre

La Juventus si è presa la sua rivincita sul Verona. Ma a fine gara, nessuno può sospettare quello che la sorte sta per riservare alle 2 squadre. Dopo il passaggio del turno, bianconeri e gialloblu vengono accoppiati beffardamente nel secondo turno di Coppa dei Campioni. Un sorteggio fratricida che tutti avrebbero evitato. E che riserverà un nuovo capitolo della storie delle polemiche calciofile in Italia. Ma di questo, ci sarà occasione di riparlare in una delle prossime puntate di Almanacco Bianconero.

NOTA A MARGINE

Anche i presidenti cambiano

1985, anno di rivoluzioni. Anche in casa Juventus. Mai, nei suoi 14 anni alla guida del club, Giampiero Boniperti aveva cambiato tanto sul mercato.

Il presidente è troppo scafato per non capire che la Juve, la sua Juve della linea verde lanciata nel 1971, è arrivata al capolinea. Dopo la partenza anche di Paolo Rossi e Tardelli, solo Gaetano Scirea e Antonio Cabrini resistono.

5 settembre 1971, la prima al Comunale di Boniperti da presidente

In più ci sono anche le prime avvisaglie di distacco di Trapattoni, che ha voglia di nuove avventure. E di Platini, che si è ripreso a fatica dopo la notte dell’Heysel.

Ogni estate, al gruppo venivano innestati al massimo un paio di titolari. Nell’estate del 1985, sono ben 4, come abbiamo visto: Aldo Serena, Michael Laudrup, Massimo Mauro e Lionello Manfredonia. I tempi stanno cambiando. E Boniperti lo ha capito. Come sempre, prima degli altri.

2 pensieri su “29 settembre 1985 – Il lungo duello col Verona

  1. Pingback: 1 ottobre 1972 - Sfida al Verona non ancora fatale - Almanacco Bianconero

  2. Pingback: 3 ottobre 1976 - Trap inizia la cavalcata - Almanacco Bianconero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *