28 agosto 1996 – Roma/Barletta

28 agosto 1996, dall’Ajax alla Fidelis Andria

C’era una volta il proverbio “squadra che vince non si cambia”. In casa Juve è stato un sorta di marchio di fabbrica con Boniperti presidente. Il detto non si addice invece alla Triade. Se è vero che all’indomani del trionfo in Champions, salutano alcuni dei protagonisti, come Vialli, Ravanelli e Paulo Sousa. Nel 1996 si riparte con una rosa quasi rivoluzionata e quella che esordisce il 28 agosto, in Coppa Italia, è una squadra con 4 novità importanti rispetto alla finale di Roma di appena 3 mesi prima.

Estate 1996, addio certezze

L’estate del 1996 è una di quelle in cui, nel mondo dello sport, tante certezze vengono spazzate via. Più o meno solide che fossero. Le Olimpiadi di Atlanta hanno un protagonista su tutti: Michael Johnson stabilisce il nuovo primato dei 200 metri che, fino a poche settimane prima, apparteneva ancora al grande Pietro Mennea. 

Negli Stati Uniti, tutta la spedizione italiana fa un figurone e con 35 medaglie sfiora il primato delle 36 vinte nel 1960 a Roma. Un primato che da qualche giorno è stato ritoccato grazie alle magnifiche 40 di Tokyo.

Intanto in altre discipline iniziano a far parlare di sé giovani talenti destinati a lasciare il segno. A Wimbledon, nel doppio vince una Martina Hingis appena 15enne. E nel Motomondiale comincia il regno di Valentino Rossi che, a Brno, vince il suo primo Gran Premio ad appena 17 anni.

E fine del ciclo di Matarrese

Anche nel calcio italiano è tempo di saluti. La spedizione azzurra agli Europei di Inghilterra finisce nel peggiore dei modi, con l’eliminazione al primo turno in cui pesa un rigore, fallito da Zola, che avrebbe potuto cambiare le sorti. Nel girone vanno avanti la Germania e la Repubblica Ceca di Pavel Nedved che si ritroveranno di fronte anche in finale, con tanto di trionfo tedesco. 

Quando a Wembley non si è ancora giocato l’ultimo atto, in Italia è già tempo di resa dei conti. Il presidente federale Antonio Matarrese si dimette, mettendo fine a una gestione che in durava dal 1987. Arrigo Sacchi resiste in panchina ma sarà questione di mesi e a novembre sarà addio anche per lui.
La copertina del Guerin Sportivo del 1996

La stagione 1996/97 parte quindi all’insegna dell’incertezza istituzionale. E anche il campo ribalta subito qualche certezza. Nel primo impegno ufficiale, la Fiorentina di Batistuta va a vincere in casa del Milan Campione d’Italia e si porta a casa la Supercoppa Italiana.

Squadra che vince… si rivoluziona

Per la Juventus avrebbe dovuto essere un’estate di festeggiamenti. La Champions League è tornata a Torino, ma non c’è tempo di cullarsi sugli allori. Quasi a sorpresa, Marcello Lippi si vede smembrata una parte importante della rosa. Via Gianluca Vialli e Fabrizio Ravanelli, entrambi destinati all’Inghilterra. Via anche Paulo Sousa, chiamato ad allungare l’elenco di ex al Borussia Dortmund. E saluti anche a 2 dei veterani della difesa quali Pietro Vierchowod che si accasa al Milan, e Massimo Carrera che va all’Atalanta.

Luciano Moggi ha già in mano le carte per rinfoltire il mazzo. Soprattutto in attacco, dove in un colpo solo arrivano 4 assi: Alen Boksic dalla Lazio, Christian Vieri dall’Atalanta, Nicola Amoruso dal Padova, ma soprattutto Zinedine Zidane dal Bordeaux. Per le retrovie, i nomi nuovi sono Paolo Montero, anche lui prelevato dall’Atalanta, e Mark Iuliano proveniente dalla Salernitana.

Super lavoro per Lippi, in vista del 28 agosto

Per il tecnico viareggino c’è da studiare, in particolare i nuovi schemi dell’attacco in cui il solo Alessandro Del Piero è rimasto a disposizione.

L’avvio è persino al di là di ogni previsione ottimistica. Il titolo di Campioni d’Europa galvanizza i bianconeri che, in amichevole, superano il Bayern Monaco e il Middlesbrough dell’ex Ravanelli. Ma soprattutto, 68 giorni dopo la finale di Roma, nel torneo di La Coruna rifilano un  6-0 all’Ajax di Van Gaal.

Le premesse per affrontare un’altra grande stagione ci sono tutte. Una stagione in cui gli obiettivi non mancano: confermarsi in Europa, riprendersi lo Scudetto e puntare all’Intercontinentale e alla Supercoppa Europea. Grandi palcoscenici attendono la Juve, ma ad aprire le danze sarà un teatro un po’ più a capienza ridotta: in casa della Fidelis Andria per l’esordio in Coppa Italia.

Da Roma a Barletta, avvio con polemica già al 28 agosto

Mercoledì 28 agosto è in calendario l’esordio dei Campioni d’Europa. Giocare ad Andria è da escludersi per questioni logistiche. Si cerca subito un’alternativa e, come accaduto 4 anni prima ai tempi dell’unico confronto in Puglia, si punta su Bari. Ma al San Nicola è già in programma Bari-Verona, altra sfida del tabellone di coppa.

I padroni di casa cercano il massimo dell’incasso e puntano al rinvio di 24 ore per avere libero lo stadio del capoluogo. Ma il 29 agosto i francesi devono rispondere alla convocazione della loro Nazionale e Marcello Lippi non vuole perdere Deschamps e Zidane. Spostamento di data impossibile e ricerca di una nuova sede, individuata nello stadio Comunale di Barletta. Tra i rimpianti anche di tanti tifosi juventini di Puglia che sognavano un’altra invasione come quella del 1992.

Alla vigilia, il mister viareggino non pensa alle polemiche ma confida su una Juve che vorrà puntare in alto. E che dovrà iniziare a premere sull’acceleratore e staccare il piede a giugno.  Anche lui, come tanti tifosi bianconero, è curioso di vedere all’opera la squadra, in particolare i nuovi.

28 agosto, a Barletta con uno spettatore d’eccezione

L’avventura dei Campioni d’Europa parte quindi da Barletta, in un impianto che a malapena può contenere 9mila spettatori. Tra i quali ce n’è uno assolutamente d’eccezione. Direttamente da Manchester è sbarcato sir Alex Ferguson. Il suo United è appena stato sorteggiato nello stesso girone di Champions League della Juventus, insieme a Rapid Vienna e Fenerbahce. Il manager scozzese non vuole perdere l’occasione di vedere dal vivo i suoi rivali, in vista dell’esordio dell’11 settembre a Torino.

Alex Ferguson e Marcello Lippi

E Marcello Lippi non fa nulla per nascondere le carte. A parte Tacchinardi e Padovano, gli altri sono tutti disponibili. Rispetto alla finale di Roma, ultimo match ufficiale, sono 7 le conferme: Peruzzi in porta, Torricelli, Ferrara e Pessotto in difesa, Conte e Deschamps a centrocampo e Del Piero in avanti. Per il resto debutto fin dal primo minuto per Montero, Zidane, Boksic e Vieri. Con Amoruso, ex attesissimo del match, pronto a entrare a gara in corso.

La Fidelis Andria, guidata da Papadopulo, è reduce dalla retrocessione in C e c’è voglia di riscatto. E naturalmente di fare bella figura a cospetto dei più quotati avversari.

Vieri fa meglio di Vialli

I nuovi sono quelli che da cui si aspetta di più. E il primo a battere un colpo è Christian Vieri. L’ex Atalanta ci mette 7 minuti prima di bagnare l’esordio con un gol: assist di Boksic e gran botta di mancino. Senza scomodare mostri sacri, al suo esordio in maglia Juve nel 1992, proprio contro la Fidelis Andria, Gianluca Vialli non era riuscito a trovare la via della rete.

28 agosto, è di Vieri il primo gol della stagione

La Juve non vuole consumare più energie del previsto e chiude i giochi poco dopo la mezz’ora, con un pugliese doc: Conte riceve palla da Del Piero e infila il portiere Di Bitonto con una spettacolare acrobazia. Un bel premio per il capitano che ha passato un’estate non proprio facile dopo la botta rimediata nella finale di Roma contro l’Ajax.

La qualificazione è decisa già nel primo tempo. Nella ripresa l’arbitro Nicchi ha il suo daffare per sgomberare il bordo campo, invaso da troppi tifosi locali, molti dei quali entrati senza biglietto. Si riparte con 15’ minuti di ritardo per una ripresa che ha poco da raccontare.

I bianconeri fanno in pieno il loro dovere e superano il turno. Al contrario di altre big quali Roma, Parma e Torino, subito eliminate. Anche il Milan conferma le difficoltà iniziali ed è costretto al replay dall’Empoli.

Buona la prima, per una stagione che lascerà più di qualche segno nella storia di una Juve che corre verso il centenario. 

NOTA A MARGINE

Umberto Agnelli e la Superlega, 25 anni in anticipo

È l’inizio del campionato d’Europa, quello nazionale diventerà per l’appunto una preparazione a questa competizione che rappresenterà sempre di più un grosso spettacolo e un grosso affare. Sapete, tanti anni fa, quando ero presidente, i giocatori snobbavano la Coppa Campioni, la consideravano alla stregua della Coppa Italia, io non riuscivo a trasmettere loro la voglia di vincere che avevo e così prendemmo delle botte storiche: ad esempio, ricordo un 7-0 subito a Vienna. Beh, forse, una volta eravamo più tirchi sui premi.

Umberto Agnelli con la Triade e Lippi

Sai chi ha pronunciato queste parole? Te lo dico io. È stato Umberto Agnelli parlando della Champions League, durante il tradizionale appuntamento estivo di Villar Perosa, che il quel 1996 si disputò domenica 18, 10 giorni prima dell’esordio del 28 agosto. Il Dottore disse la sua dopo la decisione di allargare la massima competizione europea, a partire dal 1997, anche alle seconde classificate dei campionati nazionali.

Non so voi, ma io ci rileggo molto del progetto della SuperLega portato avanti da suo figlio Andrea. Come si dice in questi casi, tale padre e tale figlio! 

3 pensieri su “28 agosto 1996 – Roma/Barletta

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