27 agosto 1995 – Riecco il tricolore

27 agosto 1995, il ritorno di 2 grandi amici

Tra amici, può capitare di non sentirsi per quasi 10 anni, ma al primo incontro pare il tempo non sia mai passato e tutto sia rimasto magicamente come prima. Nel 1995, la Juventus ne ritrova 2 di questi amici: la Coppa dei Campioni, che nel frattempo è diventata Champions League, e lo scudetto sul petto. Da sfoggiare fin dalla prima gara ufficiale, il 27 agosto contro la Cremonese.

Ritorno alla normalità

Dopo estati di sogni, nel 1995 a Torino si torna a vivere la realtà. O meglio, rivivere quella sensazione che ha caratterizzato la Juve negli anni: ripartire davanti a tutti. E ritrovare 2 amici, come li ho chiamati prima, che sono sempre stati di casa: il tricolore sulla maglia e la Coppa Campioni – o Champions League – a cui prendere parte.

Questo ritorno alla normalità ha un nome: Marcello Lippi. Al primo anno, il viareggino si è dimostrato tecnico moderno e vincente. Ha capito più degli altri come affrontare il campionato con i 3 punti a vittoria. Ma anche come gestirsi nelle coppe, nelle quali i bianconeri arrivano in fondo.

La copertina di Hurrà Juvnetus dopo i trionfi del 1995

L’interminabile duello con il Parma di Nevio Scala ha portato lo Scudetto numero 23, facendo ripartire un conto che si era interrotto nel 1986. Ma anche la 9a Coppa Italia, a distanza di 5 anni dall’ultima firmata Dino Zoff. E per poco non è tornata in bacheca anche la Coppa Uefa, che invece ha preso la via Emilia.

All’inizio dell’annata 1995/96 parte la missione più difficile: confermarsi.

Parte la missione Champions, senza Baggio

La prima Juve targata Lippi, ma anche targata Luciano Moggi che l’ha costruita, si è dimostrata all’altezza. Capace di competere su più fronti. Ma la sensazione è che per la Champions League possa non bastare.

Serve alzare il livello e la Juve torna a bussare in casa Sampdoria, da dove nel 1992 ha prelevato Gianluca Vialli. Stavolta il direttore riempie il carrello e porta a Torino 3 ex compagni del bomber: Pietro Vierchowod, Attilio Lombardo e Vladimir Jugovic. Finiscono in bianconero anche Gianluca Pessotto, prelevato dal Toro, e un attaccante che a Torino ci è nato e cresciuto: Michele Padovano.

Ma a far più notizia sono le cessioni. Jurgen Kohler torna in Germania e si accasa a Dortmund, ma soprattutto Roberto Baggio passa al Milan con Del Piero promosso a pieno titolo come nuovo talento su cui puntare.

Il precampionato è all’insegna del lavoro del preparatore Giampiero Ventrone, che nel primo anno è stato uno dei punti di forza della Juve di Lippi. Ma anche del rimpianto per la perdita di una pedina importante. In un test contro il Borussia Dortmund a Cesena, Lombardo si rompe tibia e perone e dice addio alla prima parte di stagione, quella determinante per entrare negli schemi del tecnico.

Tra sorteggio e prima di campionato del 27 agosto, quante emozioni

A fine agosto, tutto il gruppo vive un concentrato di emozioni. Domenica 27 agosto è in programma la prima giornata di Serie A con la visita della Cremonese. Ma prima c’è uno degli eventi più attesi: il sorteggio per i gironi di Champions. A cui la Juve non ha mai preso parte da quando è cambiata la formula nel 1992. 

E l’urna non sorride proprio alla debuttante di lusso: escono proprio il Burussia Dortmund dei grandi ex (Moeller, Kohler, Roeter e Julio Cesar), la Steaua Bucarest e i Glasgow Rangers. Un raggruppamento che viene considerato di ferro e anche il calendario non è proprio amichevole: esordio in Germania il 13 settembre, con Vialli e Ravanelli che dovranno scontare un turno di squalifica. Ma per quello ci sarà tempo di pensarci. Adesso tutta la concentrazione è riservata al campionato.

Digerito l’esito dell’urna europea, la concentrazione è tutta rivolta all’esordio in campionato. Si riparte dal Delle Alpi, contro un pezzo del passato di Gianluca Vialli. Il capitano tiene molto a questo confronto, in cui nella stagione precedente ha lasciato 2 volte in segno con altrettante rovesciate spettacolari. In particolare quella allo Zini, davanti ai suoi concittadini.

L’ex doriano veste anche i panni del capopopolo alla vigilia, chiamando i tifosi bianconeri allo stadio. La campagna abbonamenti è andata così così, nonostante le soddisfazioni regalate dalla squadra. 

Sulla prevendita della prima gara pesa anche un evento che coinvolge tutta Torino. La Fiat ha appena lanciato 2 nuovi modelli, si tratta di Bravo e Brava e in più parti della città sono stati organizzati eventi promozionali. 

27 agosto, si riparte con uno Scudetto in più

Marcello Lippi monopolizza la vigilia. In conferenza stampa è pronto a scommettere che la sua Juve ha ancora fame e che i Campioni d’Italia non si sono imborghesiti dopo lo Scudetto.

Il tecnico viareggino ha recuperato Jugovic, che non salterà l’esordio, e Del Piero che a causa della febbre sarà solo in panchina, pronto a cambiare la partita in corso. Un’opportunità, questa, sempre più decisiva: è appena scattata la nuova regola che permette i 3 cambi e la cosa non può certo dispiacere per chi ha disposizione tante soluzioni.

Magari un po’ meno Gigi Simoni, che tenterà di uscire indenne da Torino, come non è mai successo prima in campionato ai grigiorossi. Per farlo, il tecnico – ex della gara per i suoi brevi trascorsi da giocatore juventino –  punta molto sulla coppia Maspero-Tentoni.
La Serie A 1995/96 può quindi partire e la Juve può sfoggiare la nuova maglia su cui fanno capolino 2 simboli tricolore. Oltre allo scudetto, c’è anche la coccarda simbolo della Coppa Italia.

L’altra curiosità riguarda i nuovi e Lippi accontenta tutti. Dentro dall’inizio Vierchowod al centro della difesa, Pessotto a sinistra e Jugovic in mezzo al campo. Davanti ci sono Ravanelli e Vialli, più che mai atteso. Per molti, il campionato che sta per iniziare sarà una sfida a 2 tra la sua Juve e il Milan di Roberto Baggio.

Baggio e Vialli, da compagni di squadra ad avversari nel 1996

Ravanelli e la curiosità degli Agnelli

Nonostante a Torino impazzi la festa per Bravo e Bravo, Gianni e Umberto Agnelli non rinunciano alla prima dei neo Campioni d’Italia. E la loro curiosità di vedere all’opera i nuovi acquisti è presto accontentata. Al 17’ è il debuttante Jugovic a siglare il primo gol della stagione con un diagonale mancino su imbeccata di Ravanelli. Di sicuro un episodio di buon auspicio pensando a come finirà la stagione. Del serbo e di tutta la Juve.

Per vedere altre segnature bisogna aspettare la ripresa. E di sicuro in pochi si aspettano che a colpire siano gli ospiti. Simoni ha messo subito Florjancic dopo l’intervallo per irrobustire l’attacco, ma il pari giunge da calcio piazzato di Maspero che sorprende Peruzzi. Il quale a fine gara, col sorriso sulle labbra, non nasconderà di aver fatto la figura del pollo…

Uno dei gol di Ravanelli il 27 agosto 1996

Mancano ancora 40 minuti e i bianconeri si riversano di nuovo nella metà campo grigiorossa. Lippi butta dentro Del Piero e Padovano al posto di Vialli e dell’acciaccato Paulo Sousa e la mossa dà i suoi frutti. Anche se a cambiare la partita è uno che in campo c’era fin dal primo minuto: Fabrizio Ravanelli si prende la squadra sulle spalle. Prima segna di testa da corner di Di Livio e poi su rigore procurato proprio da Padovano.

Prima della fine, anche Deschamps si iscrive al tabellino dei marcatori con una botta dal limite deviata da Tentoni alle spalle di Turci. Il 4-1 è fin troppo pesante e Simoni lo sottolinea a fine gara, rimarcando il rammarico di aver visto i suoi mollare sul più bello. Lippi si tiene i 3 punti e aspetta di vedere i suoi più brillanti col passare delle settimane. Per essere al top per l’appuntamento con l’Europa che conta. 

NOTA A MARGINE 

Santa Maradona e la Champions League

Uno dei dialoghi più celebri di Santa Maradona, opera prima del regista Marco Ponti uscita esattamente 20 anni fa.

Il duetto tra Libero De Rienzo, alias Bart, e Stefano Accorsi, nei panni di Andrea, sintetizza al meglio la svolta intrapresa dal calcio dopo la creazione della Champions League.

Ci tenevo a riportare questo frammento nella puntata del 27 agosto in onore di Marco Ponti, che ho il piacere di conoscere e di cui conosco anche la sua passione per il pallone. Non a caso, proprio in Santa Maradona, un’altra delle scene cult è stata girata al Delle Alpi durante Juventus-Atalanta del 2001, ultima partita in bianconero di Zinedine Zidane, proprio l’idolo calcistico di Marco.

E dopo la tragica scomparsa di Libero De Rienzo, lo scorso 15 luglio, la citazione era quanto mai dovuta!

3 pensieri su “27 agosto 1995 – Riecco il tricolore

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