26 settembre 2010 – Il tris della meteora Krasic

26 settembre 2010 – Krasic e un tridente che illude

L’ho detto fin dalla prima puntata e l’ho ripetuto in tutte quelle della serie. Almanacco Bianconero racconta le storie dei campioni della Juventus. Ma anche delle meteore, cioè coloro che hanno brillato per poco, finendo poi per illudere tutti. Se stessi, in primis. Ma anche i dirigenti che li avevano voluti e i tifosi che, forse frettolosamente, li avevano eletti a idoli.  In questo elenco ci rientra Milos Krasic, il primo colpo internazionale della Juve targata Agnelli-Marotta. Per i primi mesi, il serbo ha incantato. Regalando serate indimenticabili, come quella del 26 settembre 2010, quando con una tripletta ha messo ko – quasi da solo – il Cagliari di Alessandro Matri.

2010, l’estate dei cantieri aperti

Per il calcio in Italia, l’estate 2010 potremmo definirla… edile. Tra macerie, progetti da ricostruire e cantieri aperti.

La Nazionale si gioca male la carta del titolo mondiale da difendere. Neppure il ritorno di Marcello Lippi in panchina cambia le sorti. La squadra del 2006 ha ancora molti sopravvissuti, ma il talento è rimasto a casa con i vecchietti Del Piero e Totti. Le new entry danno tutto ma pagano lo scotto dell’inesperienza.

Dal Sudafrica, gli azzurri tornano con le ossa rotte. E per qualcuno non è solo un modo di dire. Gigi Buffon è di nuovo alle prese con problemi alla schiena: stavolta l’intervento chirurgico è inevitabile. Con buona pace della Juve che, in casa, di macerie ne ha più ancora della FIGC.

Dopo una stagione 2009/10 da incubo, la casa madre decide che è ora di un nuovo cambio. Finisce la parentesi di Jean-Claude Blanc e al comando arriva uno che di cognome fa Agnelli. È Andrea, figlio del dottor Umberto, nipote dello zio Avvocato e di quel bisnonno Edoardo che ha iniziato la dinastia in bianconero.

Rifondazione bianconera

Ad Andrea Agnelli spetta un compito non facile: far tornare la Juve al suo blasone. Con i risultati sul campo, innanzitutto, e senza isterie al di fuori. In 4 anni, a Torino si sono susseguiti 4 allenatori. Si è assistito a esoneri (Ranieri e Ferrara), a dimissioni (Deschamps) e mancati rinnovi (Zaccheroni).

Il neo presidente viene affiancato da Beppe Marotta e dal suo braccio destro Fabio Paratici, con l’amico Pavel Nedved promosso a vicepresidente. C’è tanto lavoro da fare, a partire dalla ricostruzione della squadra.

Marotta e Paratici non sono partiti da soli da Genova, sponda Samp. Hanno portato con loro l’allenatore Gigi Delneri e il portiere Marco Storari, nuovo numero 1 in attesa del ritorno di Buffon.

La nuova Juve prova a ripartire da un caposaldo della storia: l’anima italiana. Sul mercato, Marotta va a rastrellare i nuovi talenti. Alcuni dei quali portati da Lippi nella sfortunata avventura sudafricana. Come Bonucci, Pepe e Quagliarella. Poi sotto con Aquilani, Motta e il “malaka” Martinez.

Manca almeno un colpo internazionale. Marotta punta sulla Russia, sul CSKA Mosca, dove da 6 anni gioca un’ala serba: Milos Krasic. L’elemento chiave per il 4-4-2 di Delneri.

Gigi Delneri sulla panchina della Juve

Estate di superlavoro

Gigi Delneri è atteso da un lavoro straordinario. A differenza di quasi 10 anni prima, quando sbarcò in Serie A col Chievo dei Miracoli, ora le aspettative sono alte. E il tempo è poco.

Il settimo posto dell’ultimo campionato ha lasciato un’altra tassa: i preliminari di Europa League. Se non si vuole saltare un giro nelle coppe, bisogna sudare. Fin da inizio luglio, quando viene fissato il ritiro. A Mondiale ancora aperto, se non per l’Italia almeno per gli altri.

Il tecnico friulano si traveste da portiere d’albergo, accogliendo i nuovi che arrivano e i vecchi che salutano. Come 2 simboli quali Camoranesi e Trezeguet o Diego, rimasto tale solo sulla carta.

La squadra può sempre contare su Del Piero e Amauri che, per la competizione, sono un lusso. Missione compiuta, eliminando prima gli irlandesi dello Shamrock Rovers e poi gli austriaci dello Sturm Graz. L’Europa, almeno per ora, è salva. Ma il vero banco di prova e il campionato e nessuno può nasconderselo.

La squadra è rivoluzionata dopo il mercato. Non possono bastare 4 partite di preliminare e qualche amichevole: per l’intesa ci vogliono lavoro, applicazione e tempo. A fine agosto è già campionato e la Juve inizia nel peggiore dei modi perdendo male a Bari. I bianconeri non cadevano alla prima in Serie A dal 1982, ma le condizioni erano sicuramente diverse.

Manca l’equilibrio e si vede nelle successive partite: 3-3 con la Samp, 3-3 con il Lech Poznan nell’esordio in Europa League, netto successo 4-0 a Udine e deludente ko 1-3 in casa con il Palermo. Quando arriva fine settembre, i bianconeri devono già rincorrere.

Krasic scalda i motori in vista del 26 settembre

Come succede spesso, sono i nuovi ad attirare l’attenzione dei tifosi. Se Storari, Bonucci, Pepe e Quagliarella hanno già lasciato segni, si attende l’esplosione di Milos Krasic.

Il serbo ha fatto già vedere qualcosa, ma da lui ci si attende altro. In particolare dopo un’estate in cui, il suo nome, è finito spesso in prima pagina.

Male la prima a Bari, sostituito dopo un tempo. Ma Delneri ci crede e lo schiera sempre dall’inizio e lui lo ripaga soprattutto con gli assist. Due nella partita con la Samp – per i gol di Marchisio e Pepe – e altri 2 nel largo successo di Udine, per le fantastiche stoccate di Quagliarella e ancora Marchisio.

All’appello manca ancora il gol, sciupato malamente contro i doriani. L’occasione per sbloccarsi potrebbe arrivare domenica 26 settembre. Lo stadio Olimpico di Torino sarà teatro del posticipo contro il Cagliari.

Cantiere Stadium

La squadra sta cercando gli equilibri giusti. E anche in società si lavora sodo per un’organizzazione degna di un grande club. Nei primi mesi di gestione Agnelli, la Juve è un cantiere aperto.

E poi c’è quello vero di cantiere aperto. I lavori dello Stadium proseguono a spron battuto, nel rispetto dei tempi. La nuova casa bianconera è l’eredita che la gestione Blanc ha lasciato. E questo è un merito che nessuno potrà mai cancellare al manager francese.

Per sottolineare l’importanza strategia del nuovo stadio, Andrea Agnelli lo sceglie come luogo simbolo. Si tiene lì il cda previsto nei giorni precedenti il 26 settembre. Il presidente concede una delle prime dichiarazioni alla stampa: ha visto errori di gioventù nella squadra e ci vuole pazienza.

La stessa pazienza che professa Delneri, alla vigilia della sfida col Cagliari. Il tecnico non cambia idea, si va avanti con il 4-4-2 in cui Krasic sta diventando importante. La Juve sarà pronta per la settimana decisiva che inizia: dopo i sardi, i bianconeri saranno attesi dal Manchester City in Europa. E poi dal test di San Siro, contro l’Inter Campione d’Italia e reduce dal triplate.

26 settembre, attenzione al Cagliari

Domenica 26 settembre c’è il posticipo con il Cagliari. I sardi hanno fatto bene negli ultimi anni, grazie a Massimiliano Allegri in panchina. Ma al tecnico livornese non è bastato e si è preso il benservito, a poche giornate dalla fine del campionato 2009/10 a salvezza già acquisita: si consolerà con l’ingaggio da parte del Milan.

I rossoblu sono stati affidati a Pierpaolo Bisoli, reduce da una doppia promozione con il Cesena. Il materiale a sua disposizione è di buona qualità. Ha salutato Diego Lopez, ma sono rimasti i vari Conti, Nainggolan, Cossu, Lazzari, Astori e Agazzi. E davanti c’è lui, Alessandro Matri, attaccante che ha già fatto male alla Juve in passato.

Il ruolino di marcia del Cagliari è quanto mai bizzarro. In 4 partite di campionato ha racimolato 3 0-0 e poi, d’improvviso, ha tirato fuori un 5-1 alla Roma. Ergo, la Juve si troverà di fronte una squadra imbattuta, con appena un gol subito e con 2 punti in più in classifica. Decollata dalla Sardegna con grande entusiasmo e una certezza: di potersela giocare alla pari.

26 settembre, la serata di Milos Krasic

Per il posticipo, Delneri fa tournover. La gara di pochi giorni prima con il Palermo e quella in arrivo con il City impongono cambi. Davanti spazio a Iaquinta e Amauri con Del Piero in panchina. A riposo anche Sissoko e Legrottaglie. Bisoli punta su Matri e Acquaviva.

I sardi fanno bene a crederci e infatti se la giocano alla pari. Ma non hanno fatto i conti con il fattore Krasic. Milos segna 2 volte nel primo tempo, con una botta al volo da fuori area e con un azione di rapina. All’intervallo è 2-1 con il gol di Matri a pareggiare provvisoriamente il risultato.

Il primo gol di Krasic contro il Cagliari il 26 settembre

Stessa musica nella ripresa. Dopo una prodezza di Storari, Bonucci firma il tris, anche se per la Lega Calcio è un autogol di Nainggolan. Al 70’ Krasic completa la sua serata magica con con un’azione personale che vale il 4-1. Prima che ancora Matri infili la sua doppietta. Nonché gli ultimi gol da avversario ai bianconeri.

Per la Juventus è una serata da ricordare, con 3 punti che danno morale in vista del proseguo del campionato. È una serata indimenticabile soprattutto per Krasic. Ma quello che avrebbe dovuto essere l’inizio dell’ascesa, è solo il punto più alto del suo breve percorso a Torino. Finito poco più di un anno dopo, a metà della strepitosa annata 2011/12. 

Il tabellone a fine di Juventus-Cagliari

NOTA A MARGINE 

Krasic, Matri e i destini incrociati del 26 settembre

La parabola di Milos Krasic tocca il punto più alto in quel Juventus-Cagliari del 26 settembre. Nell’annata targata Gigi Delneri, il serbo sarà spesso decisivo. E anche protagonista di un fatto accaduto un mese dopo la tripletta al Cagliari. Il 24 ottobre si procura un rigore a Bologna, ma le immagini lo inchiodano: si tratta di simulazione e gli costa 2 turni di squalifica, nonché l’etichetta di cascatore.

Andrà decisamente peggio l’anno dopo. L’arrivo di Conte porterà tante novità – anche tattiche – e Krasic non riuscirà ad adattarsi. Emblematiche le immagini di una gara a Siena, con il serbo fatto riaccomodare in panchina, palesemente spaesato dopo aver ascoltato i dettami del tecnico leccese.

La faccia di Krasic dopo la discussione con Conte

Tutt’altro destino quello dell’altro protagonista di Juventus-Cagliari. Alessandro Matri sbarcherà a Torino pochi mesi dopo, nel mercato di gennaio, insieme a Luca Toni e Andrea Barzagli.

L’anima italiana, ripartita in quella stagione 2010/11 non proprio indimenticabile, sarà l’arma in più per tutti i primi successi del ciclo Conte. A partire da Juventus-Parma del 11 settembre 2011, quando il mister inizierà il campionato schierando una formazione con un solo stranieri e 10 italiani. In linea con la tradizione vincente della storia juventina.

2 pensieri su “26 settembre 2010 – Il tris della meteora Krasic

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