26 ottobre 2003 – Buffon strega Baggio

26 ottobre 2003 – Buffon para e la Juve stende il Brescia  

Ci sono stagioni che proprio non vogliono andare per il verso giusto. Nonostante gli sforzi fatti e le grandi aspettative. Come succede alla Juventus nel 2003. C’è da digerire il ko di Manchester, proprio mentre l’arrivo del colosso Nike proietta il club in nuova nuova dimensione. Invece sarà l’ultima stagione di Marcello Lippi, questa volta definitiva. Vissuta  all’insegna della discontinuità, dopo un avvio più che promettente. Passato anche dal successo casalingo contro il Brescia del 26 ottobre, messo sui binari giusti da Gigi Buffon che in apertura para un rigore al grande ex Roberto Baggio. Prima dell’ennesima giocata vincente di un Nedved lanciato verso il Pallone d’Oro.

Dimenticare Manchester

Alla 70a puntata, Almanacco Bianconero sbarca anche nel 2003. Per la Juventus la stagione 2003/04 è iniziata con una missione: dimenticare Manchester. O meglio, la sconfitta della finale di Champions League.

Un ko che fa ancora più male dei precedenti perché arrivata in un derby tutto italiano. Contro una rivale storica, il Milan, per giunta guidata da 2 grandi ex come il tecnico Carlo Ancelotti e il bomber Pippo Inzaghi, entrambi sacrificati nella rivoluzione del 2001. La sconfitta ai rigori brucia tanto. 

La squadra di Lippi non è riuscita a far valere la propria supremazia sui rivali, dimostrata in tutto l’ultimo biennio. Sia in patria, dove i rossoneri sono sempre finiti lontani in classifica dai Campioni d’Italia. Ma anche in Europa, con il cammino juventino decisamente più esaltante.

Ma alla fine dei conti, all’Old Trafford ha vinto la paura di perdere e l’assenza di Pavel Nedved ha fatto tutta la differenza del mondo. 

Ingresso nella galassia Nike

La sconfitta di Manchester ha impedito alla Juventus, per l’ennesima volta, l’accoppiata Scudetto-Champions League. Ma anche di accogliere nel migliore dei modi la grande novità annunciata dal mesi. Con l’inizio della stagione 2003/04, i bianconeri sono ufficialmente entrati nella galassia Nike.

Dopo i tanti anni con la Robe di Kappa e la parentesi con Lotto, è un deciso salto di qualità. Non tanto per la fornitura del materiale tecnico. Ma per tutto quello che accompagna l’accordo con uno dei grandi brand mondiali: dal merchandising alle nascita delle scuole calcio, o Soccer School, in tutto il pianeta. 

Il colosso americano abbraccia quindi la Juventus, proprio nell’anno in cui ha salutato il suo testimonial più importante e conosciuto di tutti: Michael Jordan, che ha deciso di ritirarsi dal basket giocato, questa volta in via definitiva. 

Da New York via al lungo duello col Milan

La finale di Manchester non è stata la parola fine. Anzi. Il duello tra Juventus e Milan ritorna più che mai nel vivo: le 2 rivali sono le assolute favorite per il campionato 2003/04 e anche per la Champions.

E la stagione non potrebbe chiedere di meglio che aprirsi col l’ennesimo faccia a faccia. Nulla a che vedere con la Champions League, ma la Supercoppa Italiana ha il compito di fare da apripista. Si gioca a New York, al Giant Stadium, e i bianconeri si prendono una piccola rivincita, imponendosi col la stessa arma, cioè ai rigori. 

Il trofeo ha più che altro un valore simbolico, con dedica speciale: al Presidente, l’avvocato Vittorio Chiusano, scomparso proprio alla vigilia del match.

Per piccola che sia la consolazione, la Supercoppa resta sempre un trofeo e rimetterla in bacheca a un anno da quella vinta a Tripoli, fa sempre morale. Soprattutto in vista delle competizioni che contano di più.

Un grande avvio per la solita Juve, in attesa del 26 ottobre

La Juventus 2003/04 è quasi immutata. D’altronde, perché cambiare un gruppo che ha dominato il campionato e perso una Champions solo ai rigori? Stavolta non si cambia. Restano tutti i grandi protagonisti della cavalcata. Buffon in porta, eletto miglior giocatore della Champions. Nedved in odore di Pallone d’Oro. E davanti Del Piero e Trezeguet, sempre più affiatati.

Buffon e Nedved, esordio per 2 il 26 agosto

Il gruppo viene puntellato con pochi innesti, alcuni ragazzi che si sono messi in luce nell’annata appena trascorsa: Nicola Legrottaglie, Fabrizio Miccoli e Stephan Appiah.

L’avvio di stagione è a dir poco straordinario. La voglia di riscatto per la Champions è una molla in più per il gruppo di Marcello Lippi. Che inizia vincendo 8 delle prime 9 partite tra campionato e Champions League. L’unica a uscire indenne è la Roma di Capello che strappa coi denti il 2-2 a Torino. 

Ma a rammaricare non è tanto il risultato, ma l’infortunio di Del Piero. Questa volta nulla a che vedere con il grave stop di Udine nel 1998 e il tecnico viareggino assiste a una serie di successi di fila anche senza il numero 10. 

Quando arriva la fine di ottobre, è più che mai un testa a testa tra Juventus e Milan, che arrivano appaiate alla fine del 6° turno con gli stessi punti: 16.

Prima dello scontro diretto, in programma a inizio novembre, c’è solo un doppio ostacolo. I rossoneri di scena in casa Samp, i bianconeri in casa contro il Brescia di Roberto Baggio. Entrambe le gare sono in calendario domenica 26 ottobre.

26 ottobre, salta il duello Del Piero-Baggio

Prima del grande scontro diretto, c’è quindi un turno da disputare, il 7° di andata. Peccato, ottobre sarebbe stato il mese ideale per il nuovo duello dopo le altre emozioni sportive vissute dagli italiani. Due idoli dei tifosi continuano a conquistare titoli: Michael Schumacher mantiene la Ferrari in cima al mondo mentre Valentino Rossi chiude in anticipo un altro Mondiale della Moto GP.

Venerdì 24 ottobre, un’altra istituzione chiude la sua attività. Dopo 27 anni passati a solcare i cieli di tutto il mondo, il Concorde viene messo definitivamente a riposo.

Chi invece vuol continuare a volare è la Juve. Ma per farlo deve superare il Brescia degli ex Brighi, Bachini, ma soprattutto Roberto Baggio. Il Codino ha lasciato Torino da oltre 8 anni ma non ha smesso di regalare magie, anche se il suo addio è vicino. Quella del 26 ottobre potrebbe essere l’ultima apparizione davanti ai tifosi bianconeri.

L’ultima occasione per tentare di dare un dispiacere, come ha fatto un paio di stagioni prima segnando un gol che alla sua ex squadra è costato un pezzo di Scudetto.

Purtroppo, per la sfida del Delle Alpi salta il duello con Del Piero. Pinturicchio è ancora ko dopo l’infortunio patito contro la Roma e deve dare forfait. Lippi dà una chance a Miccoli e regala un turno di riposo a Di Vaio, autore di una doppietta in settimana contro la Real Sociedad.

26 ottobre, emozioni fin dall’inizio

Juventus-Brescia di domenica 26 ottobre rientra in quel novero di match che non hanno bisogno della fase di studio. Nei primi 5 minuti, i taccuini dei cronisti in tribuna stampa sono già zeppi di spunti di cronaca.

Al 2’ Miccoli sta già per esultare, ma il bresciano Martinez salva sulla linea a portiere battuto. Ribaltamento di fronte e fallo di Ferrara su Caracciolo: l’arbitro Paparesta concede il rigore – giusto – alle Rondinelle. Sul dischetto va Baggio per calciare nella porto sotto la curva Sud, la stessa dove ha segnato nel 2001.

Roberto Baggio contro Buffon, duello tra fenomeni. Gigi si ricorda di un precedente del 1999, un Parma-Inter in cui neutralizzò un penalty del Codino e si ripete. È una prodezza che tiene il risultato sullo 0-0.

26 ottobre, Buffon para il rigore a Baggio

Giusto qualche secondo, il tempo che i padroni di casa si ripresentino dall’altra parte: la sponda a centro area di Trezeguet è una chicca, la girata in acrobazia di Nedved una prodezza. Degna di Parola e di Vialli, citati una puntata di qualche giorno fa dedicata ai fenomeni delle rovesciate. Ma soprattutto un altro biglietto da visita per l’assegnazione del Pallone d’Oro, in cui il ceko è in piena corsa.

Servito un assist al bacio, Trezeguet torna a fare quello che gli riesce meglio: segnare. Lo fa una prima volta, ma l’assistente prende un abbaglio e annulla ingiustamente. Allora si ripete, in pieno recupero prima dell’intervallo, su assist di Camoranesi: 2-0 e gara chiusa con un tempo ancora da giocare.

26 ottobre, altro round in parità

La Juventus centra la sesta vittoria in 7 partite e tocca quota 18 gol, quasi 3 a match. Un ruolino che in casa bianconera non si vedeva da fine anni ’50, quando a guidare l’attacco c’erano Charles e Sivori. E stavolta pure senza l’acciaccato Del Piero.

Ma se la Juve chiama, il Milan risponde vincendo nettamente a Genova, trascinato da Shevchenko. Le 2 rivali tengono il passo e aspettano lo scontro diretto in programma al Meazza la settimana successiva, domenica 1° novembre, nel giorno del 106° compleanno della Vecchia Signora.

Un duello che sarà a lungo a 3, con l’inserimento della Roma di Fabio Capello. E la Juventus sarà la prima a mollare la presa, sfaldandosi nel corso dei mesi e chiudendo la stagione in modo piuttosto deludente, in tutte le competizioni.

Il modo peggiore per salutare – questa volta definitivamente – Marcello Lippi. Ma il tecnico è già entrato da tempo tra le pagine di storia del club, indipendentemente dalla chiusura senza lieto fine.  

NOTA A MARGINE 

26 ottobre 1958, il primo derby… stellare

Quello del 2003 non è l’unico 26 ottobre degno di nota. 45 anni prima, nel 1958, c’è un altro evento da menzionare: il primo derby giocato dai bianconeri con la stella sul petto.

Nessun riferimento a cowboy e indiani, come in una famosa citazione di Emiliano Mondonico. Ma alla recente conquista del 10° Scudetto da parte del club di Umberto Agnelli.

L’acquisto di Sivori e Charles ha dato i frutti e i bianconeri hanno infranto il muro dei 9 campionati vinti, impresa non riuscita al Genoa in passato.

All’inizio della stagione 1958/59, la squadra di Brocic parte con grandi ambizioni ma deve abbandonare un doppio obiettivo: prima la Coppa Italia, con l’eliminazione in semifinale contro la Lazio, poi la Coppa dei Campioni con il pesante ko di Vienna a lasciare pericolosi strascichi.

Va meglio in campionato, nonostante Charles salti tutto il mese di ottobre. L’assenza del Gigante Buono si sente soprattutto a Roma, dove i suoi compagni prendono un’altra mezza imbarcata e tornano a casa con un pesante 3-0 da digerire. A una settimana esatta dal derby.

Ancora senza il gallese, domenica 26 ottobre, i bianconeri strappano un successo a fatica contro i granata, guidati in campo da un certo Enzo Bearzot. Dietro si continua a subire gol, altri 3. Ma questa volta ci pensano Sivori – con una doppietta -, Stacchini e Nicolè.

Il primo Derby della Mole stellato finisce bene. Non altrettanto quello del ritorno, perso per una tripletta di un ragazzo friulano già incontrato ad Almanacco Bianconero. Quel Giuseppe Virgili che aveva affrontato la Juve per la prima volta nel 1952 quando non era ancora maggiorenne.

Un successo di prestigio per i granata che non servirà però per evitare la prima retrocessione della storia. A 10 anni esatti da Superga. 

 

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