24 ottobre 1982 – Juve-Roma in 4 atti

24 ottobre 1982 – Il lungo duello coi giallorossi  

Pochi giorni fa è stato scritto l’ultimo capitolo, in ordine di tempo, della saga di Juventus-Roma. Una storia sempre piuttosto tesa, almeno negli ultimi 40 anni. Da quando cioè, come già visto in un’altra puntata di Almanacco Bianconero, alla guida del club giallorosso approda Dino Viola. Negli anni ’80, bianconeri e giallorossi se le danno di santa ragione su più fronti e le gare sono spesso fonte di polemiche, anche mediatiche. Nell’annata 1982/83, le 2 rivali si affrontano addirittura 4 vuole in pochi mesi. La Juve di Trapattoni fa il pieno, tra campionato e Coppa Italia, ma il tricolore finisce nella Capitale. La prima di queste sfide è datata 24 ottobre, decisa da Platini e Scirea.

1982, un anno speciale

Il 1982 è un anno speciale per chi l’ha vissuto. La vittoria del Mondiale di Spagna è una pagina indimenticabile. Soprattutto per chi, come me, era un bambino che si avvicinava al mondo del calcio.

Un anno in cui accadono tanti eventi anche dopo la fine dell’estate. Non a caso, qui su Almanacco Bianconero, l’ho già incrociato ben 4 volte. Le prime 2 ad agosto, per l’esordio (18 agosto) e il primo gol (22 agosto) di Michel Platini. Le altre 2 a ottobre. Il 10 ottobre a Firenze e il 17 ottobre a Udine.

Oggi arriva il tris. Cioè la terza gara del trittico, la più importante dal punto di vista della classifica: lo scontro diretto contro la Roma, in programma domenica 24 ottobre al Comunale. Un crocevia già fondamentale per la squadra di Giovanni Trapattoni.

24 ottobre, testa a testa per restare incollati

Juventus-Roma è il match clou della 7a giornata. Di fronte la squadra Campione d’Italia e la prima candidata alla successione. Almeno stando a quando dicono i numeri fino a quel momento. Dopo 6 turni, i giallorossi guidano con 10 punti, +2 sul trio Torino-Sampdoria-Verona e +3 su Juventus, Inter e Pisa.

La squadra di Nils Liedholm è partita a mille, inceppandosi solo a Marassi contro la Sampdoria. Proprio dove la Juve dei Campioni del Mondo aveva sbattuto il naso all’esordio. 

Ma dopo il primo ko, i bianconeri hanno avuto altri passaggi a vuoto. Hanno perso anche a Verona e, 7 giorni prima della super sfida, sono stati graziati a Udine dall’ex Franco Causio che ha sbagliato un rigore.

Scivolare a -5 sarebbe già un grosso problema. Soprattutto per chi, come i bianconeri, hanno deciso di puntare forte su 2 tavoli. E fortunatamente per Zoff e compagni, sull’altro le cose stanno andando meglio. 

In Coppa dei Campioni c’è l’impressione che possa essere l’anno giusto. Vista la rosa e anche l’esperienza internazionale maturata. Con tanto di laurea con lode per gli azzurri reduci del Mondiale. Passato in scioltezza il primo turno coi i danesi di Hvidovre, i Campioni d’Italia hanno trovato sulla loro strada lo Standard Liegi negli ottavi. 

L’andata a Liegi è stata giocata proprio 4 giorni prima della visita della Roma. Il gol di Tardelli in apertura è valso un 1-1 comunque non disprezzabile in vista del ritorno in casa. Ma prima di pensare ai belgi c’è da rimettersi in corsa in campionato.

24 ottobre, quanti abbracci tra Campioni del Mondo

Per la terza settimana di fila, i 6 Campioni del Mondo bianconeri – Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli e Rossi – sono chiamati all’amarcord del recente trionfo. Due settimane prima, a Firenze, c’era stato l’abbraccio con Antognoni, Graziani, Giovanni Galli e Massaro. Sette giorni prima quello con Franco Causio. Ora tocca a Pietro Vierchowod e a Bruno Conti.

Una reunión che precede quella generale. Nei giorni successivi a Juventus-Roma è prevista la prima uscita della Nazionale dopo la Spagna. La Federazione ha un’amichevole contro la Svizzera, a Roma. Scelta obbligata, per unire la partita alla premiazione al Quirinale con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, di fatto un altro dei protagonisti della finale del Bernabeu.

Per il Presidente è un periodo di grandi emozioni. Nei giorni precedenti è stato invitato a pranzo da Papa Giovanni Paolo II e l’evento ha avuto molto spazio sui giornali italiani. Più dell’ennesima crisi di Governo che sta attanagliando l’esecutivo presieduto da Giovanni Spadolini. E più dell’ennesimo sciopero in programma, questa volta degli ospedalieri.

24 ottobre, che ripresa la Juve del Trap

Domenica 24 ottobre è il momento di Juventus-Roma. I bianconeri hanno più di un motivo per non sbagliare. La classifica prima di tutto. Ma anche una tradizione che, al Comunale, si è fatta improvvisamente nefasta.

I giallorossi hanno centrato 3 vittorie e un pareggio nelle ultime 4 trasferte sotto la Mole tra campionato e Coppa Italia. I bianconeri non fanno bottino pieno dall’ultimo confronto degli anni ’70. Nel dicembre 1979 erano stati Bettega e Marocchino a firmare il 2-0 contro la squadra degli ex Romeo Benetti e Domenico Maggiora.

La tradizione sembra confermarsi anche per questo nuovo appuntamento. Sono passati appena 5 minuti quando Cabrini non arriva su un cross da sinistra, alle sue spalle sbuca Chierico che supera Zoff. La Juve offre un pessimo primo tempo in cui si affaccia raramente dalle parti di Tancredi.

Chierico supera Zoff

Ma Trapattoni sa toccare le corde giuste negli spogliatoi. Dopo l’intervallo in campo ritorna una squadra più convinta, che ribalta il big match in appena una decina di minuti.

Al 49’ è Platini a farsi trovare libero sul secondo palo e a insaccare dopo un cross basso di Tardelli. I giallorossi contestano la posizione del francese, soprattutto a fine partita, ma le immagini danno ragione ai padroni di casa. 

Al 56’ Gaetano Scirea si proietta in avanti in una delle sue celebri scorribande. Come quella della finale con la Germania, quando insieme a Bruno Conti costruì l’azione del 2-0 di Tardelli. Questa volta Gai la conclude in prima persona e non dà scampo a Tancredi.

È il 2-1 che non cambierà più. Grazie a Zoff che salverà sull’ennesima punizione bomba di Di Bartolomei e alla traversa che impedirà a Bettega il tris.

24 ottobre, Scirea decide la gara contro la Roma

24 ottobre, un successo illusorio

Per una domenica, la Juve mostra quello che è il suo potenziale. Quello per il quale da tutti è stata designata favorita numero uno della stagione.

Il 2-1 finale rappresenta un successo importante per accorciare la classifica e tornare a -1 sulla Roma e anche sul sorprendente Verona. La squadra di Osvaldo Bagnoli, neo promossa, inizia a prendere confidenza con i quartieri alti della classifica. Una lezione che sarà fondamentale per portare a casa lo storico Scudetto degli scaligeri. Storia del 1985, perché la Serie A 1982/83 è destinata a colorarsi di giallorosso.

NOTA A MARGINE 

24 ottobre, primo atto di lunga sfida

Quello del 24 ottobre al Comunale è solo il primo atto di una stagione – la 1982/83 -, tutta all’insegna di Juventus e Roma. Le 2 rivali sono assolute protagoniste e non solo in Italia.

La Roma di Nils Liedholm vive la sua annata indimenticabile e riporta lo Scudetto in casa giallorossa, che mancava dal 1942. E lo fa nonostante il doppio ko contro i Campioni d’Italia uscenti. 

Dopo aver vinto a Torino, i bianconeri concedono il  bis anche all’Olimpico. Si gioca il 6 marzo, quando i capitolini hanno già un cospicuo margine di vantaggio. Sarebbe l’occasione di centrare una sorta di match ball. Ma dopo il vantaggio di Falcao, nel finale ci pensano Platini e Brio a piazzare il sorpasso. Tutto in 5 minuti a ridosso della zona Cesarini.

22 agosto, prima in casa per Platini e Boniek

Il difensore leccese diventa protagonista anche nel post partita, quando viene morso da un cane poliziotto presente a bordo campo. Perché Juventus-Roma non sarebbe Juventus-Roma senza una parentesi extra campo.

Alla fine, la Roma ottiene il suo traguardo, cioè lo Scudetto. La Juve no, perché in Coppa dei Campioni perde l’ultimo atto contro l’Amburgo. Eppure il duello non è ancora finito, c’è la Coppa Italia da onorare. 

A pochi giorni dalla finale di Atene, senza Bettega e Zoff che hanno chiuso in anticipo la loro fantastica storia in bianconero, la squadra di Trapattoni si prende la sua rivincita. Estromettendo nei quarti i neo Campioni d’Italia, loro sì già in vacanza con la testa. 

Il 1 giugno Cabrini, Platini e Boniek firmano il tris a Torino. Pochi giorni dopo, il 4 giugno, l’Olimpico viene espugnato ancora, con l’uno-due Tardelli-Boniek che suggella il passaggio del turno. Un altro passo verso la conquista del trofeo. L’unico di una stagione che tutti si aspettavano più trionfale.

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