24 agosto 1999 – Estate in Intertoto

24 agosto 1999, la fine dell’estate più lunga

Due mesi di lavoro, 6 partite ufficiali nelle gambe. L’ultima estate del millennio, quella del 1999, non è proprio così rilassante per la Juve targata Carlo Ancelotti. Bisogna passare dal purgatorio dell’Intertoto per entrare in Europa. Dalla porta di servizio, spalancata al termine dell’ultima fatica, proprio nella serata del 24 agosto.

Un secolo trionfale, finito nel peggiore dei modi

Quella del 1999 non può essere catalogata come un’estate normale: è l’ultima del 20° secolo, ma soprattutto è ultima del millennio.
E infatti, normale non è per la Juve. Per la sua storia, che  ha attraversato per intero il secolo. Ma in particolare per l’ultimo lustro che è stato scintillante e molto vincente.

A febbraio, dopo l’ennesimo risultato negativo, Marcello Lippi e la dirigenza decidono di accelerare un processo già iniziato da qualche mese. È già stato deciso che la stagione 1998/99 sarà l’ultima col viareggino in panchina, ma nessuno poteva immaginare come sarebbero precipitate le cose. Con un frame molto preciso a fare da spartiacque: il grave infortunio al ginocchio patito da Alessandro Del Piero, a Udine, agli inizi di novembre dal 1998. Dall’uscita dal campo in barella del numero 10, il mondo crolla sotto i piedi dei bianconeri. Che da allora iniziano una discesa senza freni, fino alle dimissioni del mister dopo la sconfitta casalinga col Parma.

A Torino approda subito Carlo Ancelotti, che anticipa di qualche mese l’arrivo già annunciato a fine stagione. Ma anche il tecnico di Reggiolo fatica a tenere la barra dritta. Dalla Champions League – sfumata in semifinale dopo l’illusione dell’impresa con il Manchester United – , al campionato finisce tutto nel peggiore dei modi. Con tanto di spareggio Uefa buttato contro l’Udinese.

È il 31 maggio quando il campo emana l’ultima sentenza: per non rinunciare all’Europa, dopo 5 stagioni in cui il traguardo minimo è stata la semifinale, bisogna ricorrere all’Intertoto. Tradotto in soldoni: vacanze ridotte all’osso, raduno il 1° luglio e prima gara ufficiale il 18 dello stesso mese.

Un’estate sul campo fino al 24 agosto

Con l’uscita di scena di Marcello Lippi, a cui tutti devono riservare un’ovazione per quanto fatto in 5 anni, c’è la sensazione che un’era si chiuda lì. Confermata dall’addio di altri 3 fedelissimi del mister: Angelo Peruzzi, Didier Deschamps e Angelo Di Livio. A Torino arrivano un centrocampista in rampa di lancio quale Sunday Oliseh, un giovane esterno pronto al salto qualità quale Gianluca Zambrotta, un attaccante serbo che in Spagna ha fatto benissimo – Darko Kovacevic – e per la prima volta, la porta viene affidata a un numero uno straniero: quell’Edwin Van Der Sar, che nel 1996 col suo Ajax, ha conteso ai bianconeri la finale di Champions.

Darko Kovacevic acquisto della Juventus nel 1999

Ma Ancelotti aspetta riscontri in particolare dall’infermeria. Sono quasi pronti al rientro Conte, Zidane e Del Piero, le sui assenze hanno pesato come macigni nel complicato finale della stagione precedente.

Dal primo luglio, tutti a sudare a Chatillon, in Valle d’Aosta. Con l’obiettivo di crescere di condizione e evitare pericolosi scivoloni. Il cammino che deve portare all’ingresso in Coppa Uefa, il 24 agosto, è tortuoso e lungo.

Un evento in più in un’estate a tutto sport

6 partite in 40 giorni, questo è il programma per chi vuole superare l’Intertoto e rientrare in Europa dalla porta di servizio. E questo attende non solo i giocatori bianconeri ma anche tutti i loro tifosi.

E la cosa, certo, non dispiace agli appassionati di sport, già richiamati da una serie di eventi tutti da gustare. Il 1999 è anno dispari, quindi niente Mondiali o Europei di calcio. E neppure le Olimpiadi. Ma c’è modo di recuperare e gli atleti italiani sanno come emozionare i loro connazionali. La Nazionale di basket guidata da Tanjevic vince l’Europeo in Francia battendo la Spagna in finale.

Meno sorprendente l’Italia del volley, che con il nuovo tecnico Andrea Anastasi si porta a casa dall’Argentina la settima World League: Cuba è battuta all’ultimo atto. L’atletica leggera ha il suo momento clou nei Mondiali di Siviglia. L’uomo copertina è Michael Johnson che tritura il record dei 400 metri. Ma un posto speciale se lo prende Fabrizio Mori che vince nei 400 ostacoli in maniera esaltante.

E poi ci sono quei grandi eventi che si ripetono, anno dopo anno. A Wimbledon vince Pete Sampras e il Tour de Force si inchina per la prima volta a Lance Armstrong, in quella che allora era sembrata una bellissima storia di riscatto e che il tempo etichetterà in maniera diversa.

A Torino il centenario della Fiat

La formula 1 regala invece altre emozioni. Sul circuito di Silverstone, in Inghilterra, Michael Schumacher esce di strada con la sua Ferrari e si frattura una gamba, autoescludendosi di fatto dalla corsa al mondiale. È l’11 luglio ed è una notizia che toglie un po’ di buon umore a Gianni Agnelli che proprio in quel momento, a Torino, è impegnato in un evento da celebrare al meglio: la Fiat raggiunge il secolo di vita. 2 anni dopo il centenario della Juve, per l’Avvocato è di nuovo tempo di festeggiare. Guai, per i bianconeri, rovinargli l’estate con una brutta figura internazionale!

Evitare le brutte figure

Si chiamerà pure Intertoto, ma si tratta sempre di una competizione internazionale e il rischio di scivolare sulla classica buccia di banana è altissimo. Ancelotti lo sa bene e i suoi lo capiscono sulla loro pelle. Il 18 luglio, nell’esordio in Romania in casa del Ceahlaul, un gol di Alessio Tacchinardi evita la sconfitta e di fatto vale il passaggio del turno. La gara di ritorno, giocata il 24 luglio, non si schioda dallo 0-0. La sfida, disputata in un Manuzzi di Cesena che riserva anche fischi, verrà ricordata per essere l’ultima di Thierry Henry: il francese saluta dopo pochi mesi, in cui ha mostrato grandi doti ma incompatibili con il gioco di Ancelotti. Dimostrerà il suo vero potenziale all’Arsenal, con buona pace dei bianconeri.

24 agosto 1999, la prima gioia per Carlo Ancelotti con la Juve

Sembra strano, ma la strada si fa in discesa. Il valore delle avversarie sale, ma anche la condizione degli uomini di Ancelotti e soprattutto le armi a disposizione del tecnico si fanno più ricche. Contro i russi del Rostelmash le insidie sono soprattutto ambientali. L’andata a Rostov, il 28 luglio, è a rischio per un’epidemica di febbre emorragica, una sorta di ebola che ha infettato parecchi abitanti della zona. La Juve risolve tutto con una trasferta lampo, il tempo di scendere in campo e rifilarne 4 ai padroni di casa. Segna 2 volta Inzaghi, che serve anche l’assist per il primo gol di Kovacevic in maglia Juve. Primo centro anche per Zambrotta. La finale è ormai conquistata. Ma le buone notizie per Carletto sono anche altre.

Il ritorno di Del Piero

Per la formalità del ritorno, di nuovo a Cesena il 4 agosto,  tra i disponibili torna anche Alessandro Del Piero, così come  Conte lo era stato all’andata. Il numero 10 entra nella ripresa e sorprende tutti per la facilità di passo. E si prende i riflettori per un gol e per un assist a Inzaghi, autore di una tripletta. Di Tacchinardi l’altra rete del 5-1 finale. Se non fosse per l’espulsione di Montero, che lo terrà fuori dalla finale d’andata, sarebbe davvero una serata perfetta.

Manca un ultimo step. Un ultimo ostacolo, sulla carta il più duro: il Rennes. I francesi non hanno il blasone di PSG e Monaco, ma possono contare su buoni giocatori come Nonda e soprattutto hanno già iniziato il campionato da 2 settimane.

24 agosto, Del Piero spinge la Juve fuori dall'Intertoto

Questa volta la prima è in casa. Il 10 agosto, in riviera adriatica è tempo di tutto esaurito e anche il Manuzzi si riempie, come non era accaduto nelle altre 2 uscite. È la notte delle stelle cadenti, ma quelle della Juve sono inizialmente sedute… Del Piero e Zidane partono dalla panchina, da è certo il loro impiego nella ripresa. L’altra stella, Inzaghi, è in campo e dopo i 5 gol segnati al Rostelmash vuole incrementare il bottino personale. E ci riesce alla mezz’ora, su perfetto cross di Bachini da sinistra.

La sfida si anima nella ripresa dopo gli ingressi di Zidane e Del Piero per Oliseh e Kovacevic. Il raddoppio è la copertina finale: Zidane porta palla, allarga sulla destra per Del Piero che entra in area e centra basso per Superpippo, il cui tocco di rapina vale il 2-0 finale e un’ipoteca in vista del ritorno del 24 agosto. Ancelotti applaude e forse gli viene un pensiero: con quei 3 disponibili prima, forse la seccatura dell’Intertoto sarebbe stata evitata.

Una grana evitabile in vista del ritorno del 24 agosto

Come detto, il 2-0 dell’andata è una piccola ipoteca per il passaggio del turno, ma la pratica Rennes deve ancora essere completata. E stavolta il calendario potrebbe giocare a sfavore. Il ritorno è in programma ben 14 giorni dopo, martedì 24 agosto.

Quindi 2 giornate di campionato in più nelle gambe per i francesi e 2 settimane senza impegni ufficiali per i bianconeri. Se si esclude il Trofeo Berlusconi in casa del Milan di Zaccheroni fresco di Scudetto. A San Siro il risultato non conta, ma il successo finale regala fiducia a piene mani. Il fatto poi che a decidere sia un altro gol di Del Piero, beh è altro motivo in più per sorridere.

Del Piero, Inzaghi e Zidane mattatori in Intertoto

Il morale è alto in vista della trasferta in Francia, ma in casa Juve trovano il modo per darsi la zappa sui piedi. Alla classica giornata di Villar Perosa non si può rinunciare, figurarsi nell’anno del centenario della Fiat, con l’Avvocato Agnelli più che mai al centro dell’attenzione. La sfida in famiglia con la Primavera viene sostituita con una sgambata sul campo, davanti ai soliti spalti gremiti di spettatori.

Spettatori che, per inciso, hanno pagato 20mila lire e tornano a casa delusi per lo spettacolo ridotto e i pochi autografi firmati dai loro beniamini. Una grana evitabile, proprio adesso che si avvicina una partita chiave. Che forse non vale la stagione, ma che potrebbe anche vanificare 2 mesi di duro lavoro.

24 agosto 1999, l’ultimo sigillo verso l’Europa

In Bretagna c’è grande attesa per la partita e in particolare per Zinedine Zidane che, da quando ha deciso la finale Mondiale col Brasile nel 1998, non ha più messo piede su un campo francese. Lo stadio è in fase di ampliamento e limita la capienza per una partita che, in tempi normali, avrebbe portato molta più gente sugli spalti.

Come detto, i padroni di casa hanno disputato altre 2 gare di campionato e ottenuto anche la prima vittoria. Per questo si sentono tutt’altro che estromessi dal 2-0 dell’andata.

Ancelotti deve pensare anche all’esordio in campionato, fissato nel fine settimana contro la Reggina, al Delle Alpi. Per questo vuole rodare il trio delle meraviglie: Zidane, Inzaghi e Del Piero dentro dall’inizio. Rispetto all’andata torna Montero che ha scontato la squalifica, ma non c’è Davids. E questo è un problema che rischia di diventare grosso: il pitbull ha problemi a un occhio e il ritorno in campo è un’incognita.

Rischio harakiri!

I timori della vigilia sono confermati. La Juve soffre maledettamente nella prima mezz’ora. Le folate offensive dei bretoni rischiano ogni volta di far male. Van der Sar può essere contento se dopo mezz’ora ha subito un solo gol. Quello di Diouf, che riapre il discorso qualificazione.

Quando le cose si mettono male, soprattutto lontano da Torino, spunta l’uomo dei gol pesanti. Come mesi prima a Manchester, nella semifinale d’andata di Champions, è Antonio Conte a suonare la carica. Del Piero pennella da sinistra e a centro area sbuca la testa del capitano che pareggia.

L’1-1 del riposo sta più stretto ai padroni di casa. Che a metà ripresa subiscono anche il sorpasso bianconero. Del Piero regala un’altra giocata sopraffina e un altro assist, questa volta per Zambrotta che timbra il 2-1. Ora la qualificazione è davvero chiusa e poco importa se a tempo scaduto Nonda trovi il 2-2, quando Ancelotti ha già tolto i 3 là davanti.

La pagina della Stampa dopo la partita di Rennes

Ora il tunnel è davvero finito e la Juve rivede le luci dell’Europa. Anche se non sono quelle della Champions League. Della sfida di Rennes del 24 agosto, restano le parole del tecnico emiliano: “L’Intertoto ci ha rodato, non è stato un danno”.

Parole che qualche mese dopo, sotto il diluvio di Perugia, avranno tutto un altro effetto. 

NOTA A MARGINE

Un’estate tra tesi e sport, dal 18 luglio al 24 agosto!

Nella nota a margine oggi ci metto un po’ del mio: quei giorni li ricordo bene. Oltre a essere l’ultima del secolo e del millennio, quella del 1999 è stata la mia ultima nei panni  di studente. In quei mesi caldi stavo scrivendo la mia tesi di laurea. E siccome ci rientravo di diritto anch’io tra gli appassionati di sport che ti ho citato prima, non è stato facile concentrarsi con tutte queste “distrazioni”.

Fortunatamente si trattava di una tesi sul giornalismo sportivo e quindi erano distrazioni, diciamo, anche un po’ istruttive.

Riguardo il cammino bianconero in Intertoto ricordo bene il ritorno in campo di Del Piero. Ma soprattutto la partita d’esordio in Romania. Il 18 luglio, giorno del match, festeggiavo i miei 25 anni. E non mi era mai capitato prima di assistere a una partita ufficiale della Juve nel giorno del mio compleanno. E forse non capiterà più!

5 pensieri su “24 agosto 1999 – Estate in Intertoto

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