23 ottobre 1994 – Capolavoro in casa Vialli

23 ottobre 1994 – Vialli “rovescia” la sua Cremonese  

In principio fu la rovesciata di Carlo Parola. Un gesto abituale per il difensore bianconero, reso celebre nel 1950 da una foto simbolo scattata in un Fiorentina-Juventus. Prima di diventare immortale grazie alle figurine Panini. Passa quasi mezzo secolo e l’eredità viene raccolta da Gianluca Vialli. Il bomber diventa uno specialista nei gol in acrobazia, segnati con la Sampdoria, con la Nazionale e tanti con la Juventus. Nella stagione 1994/95, quella dello Scudetto, ne realizza addirittura 4, uno più bello dell’altro. Ma è il primo che ha un sapore speciale, quello del 23 ottobre nella sua Cremona, decisivo per il successo della squadra di Lippi e per il suo rilancio dopo un momento difficile. Un capolavoro, quello di Vialli, che rovescia il destino del campionato!

Le mitiche figurine dei calciatori Panini

Pochi giorni fa, a Torino è tornato il Salone del Libro. In un’edizione eccezionalmente autunnale, con tanta voglia di ripartire dopo un anno e mezzo di pandemia e restrizioni. Ed è stato un autentico successo di presenze, segno che il covid ci ha tolto tante cose ma non la voglia di leggere.

Non ho sprecato l’occasione e, come tutti gli anni, mi sono riservato il tradizionale pomeriggio tra gli stand del Lingotto. Dal quale sono tornato con un libro che ha stuzzicato la mia fantasia e mi ha fatto tornare ai tempi dell’adolescenza. Il titolo è “Panini. Storia di una famiglia e di tante figurine”. Si tratta del racconto della famiglia Panini di Modena e di come ha creato il mitico album delle figurine dei calciatori. E da lì tirato su un vero e proprio impero.

La storia è raccontata di Leo Turrini, uno dei grandi cantori del giornalismo sportivo di oggi, pure lui originario di quella zona dell’Emilia, nota per aver dato i natali a Enzo Ferrari. Nel volume sono raccontante le vicende degli 8 fratelli Panini e di come è nata l’idea lanciarsi nella nuova avventura, agli inizi degli anni ’60.

Fin dalla prima edizione, le figurine dei calciatori diventano un’icona e non solo per i ragazzini. Merito anche di un logo inconfondibile: la celebre rovesciata. Di fatto, la riproduzione di un gesto stilisticamente impeccabile e realmente visto in un campo da calcio. Il gesto tipico di Carlo Parola. 

Il libro dedicato alla storia della famiglia Panini

Carlo Parola, l’uomo della rovesciata

Carlo Parola è uno dei simboli della storia della Juventus. Proprio pochi giorni fa, come raccontato nella puntata di Almanacco Bianconero del 21 settembre, è stato celebrato il centenario della sua nascita. Cento anni, di cui buona parte dedicati alla sua Juve che lui, torinese di nascita, abbraccia fin da ragazzo.

Esordisce poco più che diciottenne nel 1939 e si mette in luce per le doti atletiche fuori dal comune. Che gli permettono di giocare nonostante il pacchetto di sigarette che fuma quotidianamente. Ma soprattutto che gli consentono gesti acrobatici che non si vedono spesso nel calcio di quegli anni.

Come ad esempio la sua celebre rovesciata che, al contrario di quanto si possa immaginare, non usa per segnare gol spettacolari – sono appena 11 in 339 partite ufficiali in bianconero – ma bensì per liberare la sua area. Carletto Parola è un difensore centrale e le sue doti fisiche sono spesso fondamentali per evitare alla squadra di subire reti.

Come succede ad esempio il 15 gennaio 1950, quando la Juve è di scena a Firenze ed è in piana lotta per lo Scudetto. La gara è tosta e i bianconeri portano a casa lo 0-0. Merito di un rigore fallito dal viola Cervato ma anche di Parola. Su un pallone indirizzato all’attaccante avversario Pandolfini – smarcato in area a 2 passi dal portiere Giovanni Violail capitano si prodiga in una rovesciata plastica e lo anticipa. Strappando applausi a tutto lo stadio di Firenze, a quei tempi non ancora così ostile con la Juve.

Per fortuna di noi posteri, a bordo campo c’è un fotografo di nome Corrado Bianchi che immortala il gesto con una foto passata alla storia. Siamo nel 1950, non ci sono il digitale, l’autofocus o obiettivi super. Eppure Bianchi coglie in pieno l’attimo fuggente.

La mitica rovesciata di Carlo Parola

Parola nella storia e… nel futuro

La foto entra nell’immaginario collettivo di tutti gli appassionati di sport. Grazie alla famiglia Panini che decide di usare l’immagine come simbolo delle neonate figurine dei calciatori.

Anche se ritoccato, con colori neutri che non lo identifichino con nessuna squadra, il disegno è un chiaro omaggio a Carlo Parola e al suo gesto.

Grazie alle figurine, Carletto è riconosciuto da intere generazioni di ragazzi. Di ieri, di oggi e di domani. Perché fino a quando ci saranno gli album Panini, ci saranno bambini curiosi, che vorranno sapere chi era quel calciatore immortalato nel disegno.

E ci saranno anche bambini che sogneranno di ripetere lo stesso gesto su un campo. Magari in uno stadio gremito davanti a migliaia di persona. Imitare Carlo Parola, insomma. E i tanti calciatori che, negli anni, si sono distinti per giocate simili e rese celebri anche grazie alla tv.

Un elenco lungo, in cui è impossibile ricordare tutti. Ma di cui fanno parte nomi immortali come Pelé, Riva, Van Basten o Ibrahimovic. O Cristiano Ronaldo, la cui rovesciata allo Stadium contro la sua futura Juve ha fatto il giro del mondo. Ma pure quella in versione assist di Alessandro Del Piero nel 2005, decisiva per il gol di Trezeguet che valse lo Scudetto.

Ma c’è un fuoriclasse che, più di tutti, ha fatto dei gol in acrobazia il suo marchio di fabbrica: Gianluca Vialli.

Gianluca Vialli, l’uomo della rovesciata moderna

Fin dalle sue prime uscite con sua la Cremonese, a inizio anni ’80, Gianluca Vialli si mette in luce per le sue doti da bomber. Per la quantità dei gol, che gli fanno vincere la classifica cannonieri nell’anno dello storico Scudetto della Samp. Ma soprattutto per la qualità e lo stile della giocata.

Comincia a farsi conoscere per le reti in rovesciata. Come una che segna a Tacconi al Comunale, nel maggio 1987. Si tratta di  una delle ultime partite di Michel Platini prima del suo ritiro.

La storia di Vialli è nota e l’ho anche già raccontata ad Almanacco Bianconero. Nel 1992, dopo aver mancato di un soffio la Coppa dei Campioni – persa a Wembley col Barcellona – decide di trasferirsi alla Juventus. I bianconeri da anni non riescono a primeggiare, proprio da quando hanno salutato Le Roi Michel e, prima ancora, Giovanni Trapattoni.

Il Trap è tornato a Torino nel 1991 ed è lui ad accogliere l’attaccante cremonese. Nei 2 anni sotto la sua gestione, Vialli non riesce a essere determinante come a Genova. Nella prima stagione fa il suo soprattutto in Coppa Uefa e contribuisce alla conquista del trofeo. La seconda, la 1993/94 è da incubo: si rompe 2 volte il piede, gioca appena una dozzina di partite e segna solo 4 gol.

Quando nel 1994 scatta la nuova rivoluzione, con l’arrivo della Triade e di Marcello Lippi, la Juventus può contare anche su un Vialli affamato.

Juve e Vialli altalenanti prima del 23 ottobre

Anche l’andamento della stagione 1994/95 è piuttosto nota. Ci ho già dedicato 3 puntate di Almanacco Bianconero. Le ultime 2, il 25 settembre e il 27 settembre, per raccontare il gol partita di Di Livio contro la Sampdoria e la cinquina di Ravanelli in Coppa Uefa contro il CSKA Sofia.

A fine settembre, la squadra di Lippi sembra quindi aver intrapreso la strada giusta. Il successo sui blucerchiati ha proiettato la Juve in testa al campionato. Ma è solo una breve illusione. Nelle 2 successive uscite, i bianconeri non vanno oltre lo 0-0 in casa nel big match contro l’Inter e poi perdono malamente a Foggia il 16 ottobre.

A parziale consolazione ci sono le coppe, con un paio di vittorie che almeno risollevano il morale. In Coppa Italia è uscito un 2-0 casalingo alla Reggiana. In Coppa Uefa ci ha pensato ancora Ravanelli a decidere l’andata dei sedicesimi in casa dei portoghesi del Maritimo. Due giorni dopo la debacle in Puglia.

Domenica 23 ottobre c’è un’altra trasferta insidiosa, nella tana della Cremonese di Gigi Simoni, dove da inizio campionato sono già andati ko il Napoli e il Milan. Una partita da vincere a tutti i costi per restare in corsa. E il più atteso è chi da quelle parti è di casa: Gianluca Vialli.

23 ottobre, in cerca di riscatto a casa Vialli

L’avvio di annata di Gianluca Vialli non è stato irresistibile. L’attaccante sta pagando i tanti problemi della stagione precedente e sta assimilando la cosa Ventrone.

Fino alla vigilia del match nella sua Cremona, ha segnato solo una volta, nel primo successo stagionale contro il Bari. Anche se, a onor del vero, anche la fortuna gli un po’ voltato le spalle. Come già visto nella gara contro il CSKA Sofia, quando parte dei 5 gol di Ravanelli potevano essere suoi.

Il bomber è in cima all’elenco dei bianconeri criticati dalla stampa. Si parla quasi solo di lui nella conferenza stampa di vigilia della sfida di Cremona. Con Marcello Lippi nei panni dell’avvocato difensore. Il mister conosce Vialli da tempo, da quando era un tecnico alle prime armi nelle giovanili della Samp. Per questo, oltre alle doti tecniche sa apprezzarne quelle umane, di leader nello spogliatoio, di trascinatore e di combattente. Per questo è pronto a scommettere su di lui. “Tornerà al gol” è la sintesi delle sue parole.

Il mister sa che è un momento delicato. Il ko di Foggia può lasciare strascichi, urge una reazione. Intanto è tornato Roberto Baggio dopo una sosta ai box durante la quale è stato ben sostituito da Del Piero. E per la trasferta di Cremona, anche Vialli ha ricaricato le pile saltando la sfida in Portogallo. Allo Zini, giocheranno tutti insieme: Baggio, Vialli e Ravanelli.

Baggio e Vialli, da compagni di squadra ad avversari nel 1996

23 ottobre, Vialli tutto casa e Chiesa

Si arriva così a domenica 23 ottobre. In Italia c’è una febbrile attesa per la sentenza del processo di primo grado al cosiddetto mostro di Firenze. Per l’imputato Pietro Pacciani, l’accusa ha chiesto l’ergastolo.

Ma c’è un’altra aula che ha fatto notizia: è la Camera dei Deputati, in cui c’è stata una deprecabile rissa tra parlamentari. Una scena davvero poco edificante, critica duramente in un’intervista anche dall’Avvocato Agnelli.

Mentre a Bari si scoprono dei casi di colera, il mondo del cinema piange la scomparsa di Burt Lancaster.  

A Cremona si vive invece l’attesa per il ritorno del figliol prodigo Gianluca Vialli. Quella zona della bassa lombarda è ad alta densità di tifo bianconero e infatti lo Zini è pieno, nonostante la pioggia copiosa.

Gigi Simoni si affida soprattutto a un ragazzo in cui il destino è simile a quello di Vialli. Si chiama Enrico Chiesa, è ligure, è passato dalle giovanili doriane e ora è a Cremona per tentare il definitivo salto di qualità che in molti si aspettano da lui. In quel 23 ottobre 1994 non ha ancora concepito il figlio Federico (nascerà 3 anni dopo, proprio negli stessi giorni, il 25 ottobre) ma è pronto a sfida la Juve. 

23 ottobre, Vialli rovescia il suo destino

Chiesa è l’autentico mattatore della prima parte di gara e si procura subito un paio di ghiotte occasioni, ma Peruzzi è in giornata. Non altrettanto i compagni, che sembrano ancora quella di una settimana prima a Foggia.

Ma anche se in difficoltà, la Juve è una grande squadra e sa accendersi all’improvviso. Così, in una manciata di minuti prima dell’intervallo apre e chiude la gara.

Al 39’ il momento più spettacolare. Cross di Conte, Ravanelli spizza di testa un pallone indirizzato alto a centro area, dove c’è Vialli, spalle alla porta e con un difensore attaccato. Il bomber fa la cosa più naturale per lui, carica per la rovesciata e insacca alle spalle di Turci. Un gesto stilisticamente perfetto, questa volta reso spettacolare dalle immagini tv e dai replay. E seguito da una corsa verso la panchina, ad abbracciare Lippi.

Quattro minuti dopo, ancora Ravanelli nei panni dell’uomo assist, innesca Baggio nel corridoio giusto. Il Codino dribbla anche il portiere e insacca da posizione angolata. Uno-due pesante e Cremonese ko. O quasi.

Il colpo del definitivo knock out ce l’ha lo stesso Baggio a inizio ripresa ma lo sciupa. E questo rimette in piedi i padroni di casa che riaprono il match con Pedroni, che si fa trovare libero sul secondo paolo. E all’ultimo minuto sfiorano il clamoroso pari con Giandebiaggi e con Dall’Igna, che non riesce a ribattere in rete dopo il miracolo di Peruzzi.

Faticando più del dovuto, la Juventus porta a Torino una vittoria fondamentale per la classifica e rosicchia 2 punti alla Roma capolista provvisoria. Ma soprattutto, nella sua Cremona, si ritrova Gianluca Vialli.  

23 ottobre, la rovesciata vincete di Vialli

NOTA A MARGINE 

23 ottobre, da Cremona il Vialli 2.0

La vera stagione 1994/95 di Gianluca Vialli inizia da casa sua, dallo Zini di Cremona. Il gol capolavoro contro la sua ex squadra rovescia letteralmente il destino del bomber che diventa determinante anche sotto porta. E soprattutto ritrova il feeling con le rovesciate. Nel lungo cammino che porta allo Scudetto, Vialli ne segnerà altri 3 in acrobazia.

La prima neppure un mese dopo, contro la Reggiana. Dopo l’iniziale vantaggio del futuro compagno Michele Padovano, Vialli trascina letteralmente i suoi. Pareggia con un’altra rovesciata nel primo tempo. Segna il gol del sorpasso nella ripresa e poi serve a Del Piero l’assist del 3-1.

Passano i mesi e la Juve inizia a volare. Soprattutto dopo la strepitosa rimonta contro la Fiorentina, in cui Vialli lascia da parte le rovesciata ma segna 2 reti di importanza vitale. 

Quando arriva marzo i bianconeri sono in fuga e hanno fretta di chiudere i conti. Il giorno 19 c’è il ritorno della sfida con la Cremonese. Altra gara scorbutica, con i grigiorossi che non capitolano neppure dopo un’espulsione. Bisogna aspettare metà ripresa, quando il grande ex inventa un’altra sforbiciata da 3 punti. 

Ancora un mese, il traguardo è sempre più vicino. Il 25 aprile tutta la Juve è a pezzi dopo la morte di Andrea Fortunato. Vialli commuove tutti con il suo discorso letto durante i funerali e pochi giorni dopo, sabato 29 aprile, apre la gara di Firenze. Un’acrobazia da bomber di razza, ad arpionare un pallone complicato e a spedirlo alle spalle di Toldo. 

Il quarto capolavoro della serie, forse il più importante. Uno dei 17 gol in un campionato in cui c’è tanto Vialli nella conquista di un tricolore atteso da troppo tempo.

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