22 ottobre 1922 – L’esordio in Corso Marsiglia

22 ottobre 1922 – La Juve entra nel suo stadio  

Una quarantina di giorni fa, l’8 settembre, la Juventus ha celebrato il 10° anniversario dello Stadium, punto nevralgico di tutte le vittorie dell’ultimo straordinario ciclo. Un impianto di proprietà, un novità per il calcio italiano. Ma non per il club bianconero che già nel secolo scorso ne aveva costruito uno. Quello di Corso Marsiglia, inaugurato esattamente 99 anni fa, il 22 ottobre 1922 in un match contro il Modena vinto in goleada. Un altro passo decisivo verso la creazione di un club moderno e soprattutto vincente.

Un altro passo nel futuro

Nella storia di ogni club ci sono momenti cruciali, che fanno la differenza. E che segnano l’ingresso in una nuova era. Per la Juventus, il 22 ottobre 1922 costituisce proprio una di queste tappe. A Torino viene inaugurato il nuovo stadio di Corso Marsiglia.

È una Juve che inizia a pensare in grande, nonostante il suo destino non si sia ancora incrociato con quello della Famiglia Agnelli. Almeno di Edoardo, colui che inizierà a far pensare in grande tutto l’ambiente.

Se ne parlerà solo nel 1923, nel frattempo il club cammina sulle sue gambe e si lancia in un’iniziativa che guarda al futuro: la costruzione di un nuovo impianto tutto suo. Uno stadio moderno, con le tribune in cemento armato e con l’impianto di illuminazione. Che permette ai giocatori – non ancora professionisti – di allenarsi in notturna dopo la giornata di lavoro.Lo stadio di Corso Marsiglia inaugurato il 22 ottobre

Tra Mussolini e Stalin

Un investimento sul domani, in un momento in cui l’Italia non se la passa troppo bene. La Prima Guerra Mondiale è finita da 4 anni ma in troppi ne portano ancora i segni. C’è parecchio malcontento e, pochi giorni dopo l’inaugurazione dello Stadio Juventus, partirà uno dei periodi più bui della storia d’Italia: il Ventennio fascista.

Il 28 ottobre, 6 giorni dopo il battesimo del nuovo campo di Torino, va in scena quella che verrà ribattezzata la marcia su Roma. Al comando di 28mila camicie nere, il capo del Partito Nazionale Fascista Benito Mussolini entra nella Capitale. La sua richiesta a Re Vittorio Emanuele III è chiara: l’incarico di formare il nuovo governo, con ricorso alla violenza in caso di rifiuto. Il sovrano resiste un paio di giorni e il 30 ottobre cede. Il futuro duce viene nominato nuovo presidente del consiglio.

Il 1922 è anno da nascita di totalitarismi. In est Europa, sulle ceneri dell’impero russo, nasce ufficialmente l’Unione Sovietica. Pochi mesi dopo che Stalin ha preso il posto di Lenin come leader del Partito Comunista.

Una Juve a caccia di identità

Con il nuovo stadio pronto a ospitare le partite casalinghe, la Juventus si appresta ad affrontare il campionato 1922/23. Dopo una sola stagione, viene ricucito lo strappo tra la Federazione Italia Gioco Calcio e la Confederazione Calcistica Italiana, come visto nella puntata dello scorso 8 ottobre.

Si torna tutti insieme, ma è ancora presto per organizzare un torneo a girone unico. Le squadre sono di nuovo divise in una Lega Nord e una Lega Sud, con formule diverse. A nord, dove è impegnata la Juventus, i club vengono raggruppati in 3 gironi da 12.

I bianconeri sono nel B con Genoa, Bologna e Milan. I liguri sono i grandi favoriti, per il palmares ma soprattutto per aver sfiorato il titolo pochi mesi prima, battuti in finale dalla Pro Vercelli.

La Juventus è appena stata affidata alle mani di un tecnico ungherese, Jeno Karoly. Da un anno ha tra i pali un certo Gianpiero Combi che, a dispetto della giovane età, ha subito convinto tutti. Poi c’è il capitano Bigatto, oltre ai vari Ferraris, Blando e Gallo.

Si parte con 2 trasferte, in attesa del primo grande appuntamento casalingo nel nuovo stadio di Corso Marsiglia il 22 ottobre. Bene la prima, con il 2-1 ottenuto sul campo del Derthona grazie a una doppietta di Blando. Male la seconda, con il ko in Liguria contro la Rivarolese.

In vista dell’esordio in casa, c’è già da rincorrere. Il Modena, avversaria per la terza giornata, arriva a Torino a punteggio pieno. Il che rende più appetibile il grande evento.

Gianpiero Combi

Domenica 22 ottobre, che festa in Corso Marsiglia

Domenica 22 ottobre arriva il momento tanto atteso. La Juventus può finalmente giocare la prima partita in Corso Marsiglia. La zona è piena periferia, in quella che allora è chiamata la  barriera di Orbassano. Mancano pochi giorni al 25° anniversario della fondazione del club. Ed è un altro segnale di quanto sia cresciuto in un quarto di secolo, per giunta condizionato dalla guerra. 

È una tipica domenica autunnale, piove e tira vento. Ma il meteo non impedisce alla gente di gremire le tribune. Non c’è solo la partita col Modena ad attirare l’attenzione. 

Prima del match è prevista una cerimonia, in stile varo navale, con tanto di bottiglia di champagne rotta su un palo di una delle porte. Ma soprattutto ci sono da ricordare i soci del club che non sono tornati dal fronte. Ai caduti bianconeri è dedicata una targa in marmo collocata nei pressi della tribuna centrale.

22 ottobre, un poker per partire bene 

Poi spazio al campo. Come riporta La Stampa nella sua cronaca, c’è curiosità di vedere all’opera anche l’arbitro. Si tratta del signor Terzolo di Genova, appena tornato dalla Gran Bretagna dove si è preparato con i colleghi inglesi, maestri anche nel formare i direttori di gara.

Eppure, nonostante la sua impeccabile dedizione, il fischietto ligure lascia a desiderare sulla regola del fuorigioco. Sempre secondo il racconto del quotidiano torinese, un paio di sviste sono decisive nei gol.

Il match è a senso unico, fin dall’inizio. Nonostante i 2 punti in meno, la Juventus domina in lungo e in largo. Gli emiliani devono ringraziare fin da subito il portiere Brandolini che salva più volte il risultato. Ma alle fine deve capitolare in 4 occasioni.

I bianconeri segnano 2 volte con Pio Ferraris nel primo tempo e altre 2 nella ripresa, ancora con Ferraris e con Blando. Finisce 4-0, un successo così netto che fa passare sotto traccia anche i 2 errori di valutazione del signor Terzolo, sulla prima e sulla terza segnatura.

22 ottobre, una vittoria storica ma senza seguito

Il 4-0 sul Modena permette alla squadra di Karoly di agganciare gli avversari e rilanciarsi subito. Ma anche per l’annata 1922/23 non c’è spazio per i sogni.

La Juventus finirà solo quinta nel girone, staccatissima del Genoa e alle spalle anche del sorprendente Legnano, del Bologna e del Milan. I gialloblu arriveranno appena dietro, anche grazie al successo ottenuto nel match di ritorno.

Il club bianconero potrà comunque consolarsi con il suo stadio, un altro mattone verso la costruzione della squadra che dominerà in futuro. E soprattutto a fine stagione accoglierà Edoardo Agnelli come socio e presidente.

In Corso Marsiglia, la Juve resterà fino al 1933, quando il regime fascista costruirà un grande stadio da dedicare a Benito Mussolini. Ma non prima di aver vinto 4 Scudetti, quello del 1926 e i primi 3 del Quinquennio.

Una bella pagina per la storia della Juventus. Con tanti punti in comune con lo Stadium che verrà inaugurato nel 2011 e che sarà teatro di un ciclo ancora più vincente.

Una foto d'epoca dello Stadio Juventus

NOTA A MARGINE 

La storia della Juventus attraverso i suoi stadi

Nei suoi quasi 124 anni di storia, la Juventus ha disputato le gare casalinghe in diversi impianti cittadini. Un pellegrinaggio che ha contraddistinto soprattutto i primi anni, quando il calcio stava iniziando a diventare un fenomeno di massa.

Prima di approdare in Corso Marsiglia nel 1922, i bianconeri sono costretti ad adattarsi a impianti quasi improvvisati. Sorti in alcuni dei luoghi simbolo di Torino: dal parco del Valentino, al giardino della Cittadella, da piazza d’Armi al Motovelodromo Umberto I.

E solo dall’approdo nel 1908 nel campo di Corso Sebastopoli, adiacente all’area dove venne poi eretto il Comunale, che la squadra inizia ad avere una certa stabilità.

Dal 1933 in poi è storia recente. Prima il già citato Comunale in cui si gioca fino al 1990. Poi il Delle Alpi fino al 2006. Un’altra parentesi nel vecchio Comunale, nel frattempo diventato Olimpico, e finalmente l’approdo allo Stadium, oggi griffato Allianz.

Una storia affascinante quella degli stadi della Juventus, non certo riassumibile in una sola puntata di Almanacco Bianconero. Per questo, mi permetto di consigliare un lavoro davvero ben fatto realizzato da un ragazzo di Torino. Si chiama Alessandro Germano e ho avuto il piacere di conoscerlo pochi mesi fa, quando l’ho avuto ospite a Radio Bianconera. 

Alessandro è un attore e doppiatore, oltre che un appassionato di calcio. Ha realizzato una serie di documentari, visibili sul sito alessandrogermano.com, per raccontare la storia di tutti gli impianti calcistici di Torino. Un viaggio nel tempo per conoscere tante curiosità. Non solo legate alla Juventus.

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