22 agosto 1982 – Platini si presenta

22 agosto 1982, il primo capolavoro di Michel Platini

Inizio la puntata con una premessa. Almanacco Bianconero è un podcast dedicato a tutta la storia della Juventus. Non solo agli anni ’80 che ho trattato più degli altri in questi primi appuntamenti. Ma facendo un salto nel passato, ho notato che nel mese di agosto sono stati davvero tanti gli eventi di spicco accaduti in quel periodo. Poi, dico, vorrai forse farmi saltare l’anniversario del primo gol di Michel Platini? Datato 22 agosto 1982.

Dal Catania al Pescara

Torniamo dunque al 1982, come successo nella prima puntata dello scorso 18 agosto. Le premesse sono quindi ridotte al minimo. Siamo sempre nell’estate post Mondiale e con la Juventus nei panni di strafavorita per la stagione appena iniziata. Un’etichetta che non può certo essere scalfita per un pareggio risicato a Catania, nel primo match di Coppa Italia.

Cinque giorni dopo la gara del Cibali, ecco la seconda occasione per verificare i progressi del gruppo. Sempre in Coppa Italia, ma questa volta in casa, al Comunale, dove è attesa la visita del Pescara. Sulla carta, l’impegno dovrebbe essere ancora meno gravoso dell’esordio. Rispetto ai siciliani che militano in Serie B, con gli abruzzesi le categorie di differenza sono addirittura 2, dopo la piuttosto clamorosa retrocessione in C patita al termine della stagione precedente.

Una festa per pochi

È il battesimo casalingo, ma a Torino è difficile scaldare i cuori dei tifosi al 22 agosto. Gran parte dei suoi abitanti sono ancora in vacanza, in attesa della riapertura delle fabbriche. La sfida col Pescara non sembra così accattivante. Nonostante i prezzi molto popolari, come i 4 mila lire per le curve. Ma sopratutto nonostante i temi di interesse non manchino. Intanto c’è il ritorno di Roberto Bettega al Comunale, da dove nel novembre precedente era uscito in barella dopo lo scontro con Munaron, portiere dell’Anderlecht.

Poi ci sarebbe da tributare l’ovazione ai Campioni del Mondo che nel frattempo sono tornati tutti a disposizione di Trapattoni. La vertenza tra Boniperti e la frangia composta da Gentile, Tardelli e Paolo Rossi è stata sistemata. E infine la curiosità di vedere da vicino i 2 nuovi stranieri Boniek e Platini. Tra i tifosi bianconeri, alcuni non hanno ancora digerito il sacrificio di Liam Brady e 18mila spettatori non costituiscono proprio una gran platea. In particolare, se paragonati ai 40mila che, la domenica precedente, hanno trascorso ore sotto il sole di Catania per entrare al Cibali.

22 agosto, prima in casa per Platini e Boniek

22 agosto 1982, cosa vi siete persi!

Questa volta il match è in calendario di giovedì e, anche se Torino è in gran parte chiusa per ferie, non può che essere fissata in orario serale. Per la gioia anche dei giocatori che possono scendere in campo con un clima più piacevole rispetto all’afa siciliana.

Come detto, sono meno di 20mila quelli si concedono una serata di svago in attesa della ripresa a pieno regime. E che non hanno voglia di pensare alla crisi di Governo, che sta finendo per rovinare l’indimenticabile estate del presidente della Repubblica Sandro Pertini, un altro dei protagonisti della notte del Bernabeu dell’11 luglio.

Trapattoni ha quindi la squadra a completa disposizione, anche se per precauzione preferisce evitare inutili sforzi all’acciaccato Tardelli, che deve quindi rimandare l’esordio. Chi invece è regolarmente al suo posto è Michel Platini. Dopo il deludente esordio di Catania, condizionato dalla pubalgia, gli è stato anche prospettato uno stop per guarire definitivamente. Il francese c’è e ci mette una manciata di minuti per lasciare un segno. E che segno!

Le emozioni della radio

Qui apro una parentesi personale. Io sono cresciuto nel mito di Michel Platini e le sue prodezze mi facevano letteralmente impazzire. Guardavo tutti i programmi sportivi in tv solo per rivedere i suoi gol. Poi, fortunatamente, hanno inventato internet ed è nata YouTube. In rete si possono trovare gran parte dei filmati dell’epoca e con i gol di LeRoi sono stati realizzati filmati davvero emozionanti.

Ma, devo dire la verità, il suo primo gol ufficiale con la Juve non ricordavo di averlo visto. O meglio, di averci passato minuti interi a sviscerarlo. Cosa che invece mi è capitata recentemente, mentre preparavo queste puntate di Almanacco Bianconero. Ho ritrovato le rare immagini di quel Juventus-Pescara e sono stato folgorato dalla sua giocata.

22 agosto 1982, la prima prodezza di Platini

Chiudo la parentesi e ne riapro un’altra. In quei miei primi anni da appassionato di calcio, oltre alla tv ero stato conquistato dalla radio. Faccio parte della generazione cresciuta con Tutto il Calcio Minuto per Minuto. E non nascondo che sognavo di essere uno dei radiocronisti di quella gloriosa trasmissione. Giornalista lo sono poi diventato, ma ho capito presto che la mia strada sarebbe stata un’altra.

22 agosto, la prima pennellata dell’artista

Tornando alla sera del 22 agosto, non mi cimenterò nella radiocronaca di quella prodezza di Michel, ma proverò a descrivertelo nel modo più semplice possibile. Dopo aver ascoltato questa puntata, ti consiglio di cercarlo in rete quel gol, lo troverai postato anche nel mio sito. Siamo appena al 7° minuto e la Juve è in attacco. C’è un corner da destra, Marocchino scambia con un compagno e crossa col mancino verso l’area. Un avversario anticipa tutti e spazza di testa verso la trequarti, dove è appostato Platini.

I difensori del Pescara eseguono alla lettera i dettami del loro mister Tom Rosati: far salire tutti insieme la linea difensiva e lasciare in fuorigioco gli attaccanti bianconeri. Ma non hanno fatto i conti con Platini, o forse sono tra i tanti che ancora non sanno che tipo di giocatore è: uno che vede le cose sempre prima degli altri e sa come agire in anticipo.

Quando si ritrova il pallone tra i piedi a 30 metri dalla porta, il francese fa la cosa più naturale del mondo. Per lui! Col pallonetto scavalca tutti i pescaresi in avanzamento, una sorta di lancio per se stesso, che gli permette di presentarsi solo in area ospite. Con tutta la calma del mondo, controlla a seguire, altri 2 tocchi per aggiustarsi il pallone e prende la mira sull’uscita disperata del portiere Bartolini. Pennellata di destro e sfera che si insacca a una spanna dall’incrocio dei pali. Nella porta sotto la curva Filadelfia.

Beato chi c’era quel 22 agosto!

Per un attimo provo a immaginarmi la reazione dei tifosi presenti al Comunale quella sera. Di calcio internazionale in tv se ne vedeva poco e non tutti conoscevano le potenzialità di Platini. Ammirare dal vivo una giocata del genere, non era proprio una cosa da tutti i giorni. E lo sarebbe invece diventata a breve, perché di prodezze così Le Roi ne avrebbe concesse altre. Tante altre!

E per un attimo ho provato a mettermi anche nei panni dei giocatori del Pescara. Una squadra appena retrocessa e  da ricostruire, con un allenatore appena richiamato per risollevare le sorti di un club che solo pochi anni prima era in A. Un gruppo giovane, in cui spicca un 19enne di nome Filippo Galli che farà parecchia strada. Alla seconda partita c’è l’impegno con la squadra Campione d’Italia, infarcita di Campioni del Mondo e per giunta in trasferta. Con tutto l’ottimismo dell’universo, puoi sperare che la Juve sia ancora inceppata e tu possa tenere lo 0-0 più a lungo possibile. Magari fino al 90’.

E invece, dopo appena 7 minuti, ti trovi sotto, per giunta per una prodezza personale di questo tipo. Il rischio di crollo non è neppure quotato. Invece il Pescara regge.

22 agosto 1982, bentornato Bobby Gol

Dopo il vantaggio, la squadra di Trapattoni prova chiudere la partita. Le occasioni fioccano soprattutto nei primi 15 minuti ma gli abruzzesi non capitolano. I bianconeri perdono anche una pedina importante come Cabrini, costretto a uscire per infortuno intorno alla mezz’ora: entra Osti con Gentile spostato a sinistra.

L’1-0 resta fino dopo l’intervallo. Dopo pochi minuti della ripresa, si decide di non sforzare ulteriormente la pubalgia di Platini: entra quel Massimo Bonini che – come narra un celebre aneddoto – negli anni correrà spesso per lui, permettendogli anche qualche sigaretta di troppo.
Quasi un’ora di gioco possono bastare ai tifosi per capire cosa rappresenterà quel francese con la maglia numero 10.

La partita invece non è finita e per spegnere le velleità del Pescara ci vuole il raddoppio. E arriva puntuale al 60’, firmato dall’altro uomo più atteso: Bettega insacca su cross da sinistra di un Gentile in versione Cabrini. Bobby Gol torna a esultare come non gli succedeva dall’11 ottobre 1981, quando con una prodezza decise nel finale la sfida casalinga col Cagliari.

La prova generosa degli ospiti viene premiata a tempo scaduto, quando un tiro di Massi viene deviato da Scirea alle spalle di Zoff: è il 2-1 che chiude definitivamente la gara.

Elogio al Trap

Per la Juventus è la prima vittoria stagionale, ma Trapattoni sa che il percorso è ancora molto lungo. Assemblare una squadra con così tanto talento non è facile neppure per un tecnico del suo calibro.

Tanto per spazzare una lancia a favore del Trap, che di sicuro non ne ha bisogno. Alla faccia del tecnico difensivista, quella Juve scendeva in campo con Paolo Rossi, Bettega, Platini e  Boniek, con un attaccante aggiunto a sinistra come Cabrini e con un libero come Scirea famoso per i suoi inserimenti vincenti. Ma nel calcio, si sa, certe etichette diventano difficili da estirpare!

NOTA A MARGINE

A proposito di etichette

A proposito di etichette, visto che stiamo parlando del 1982, per l’immaginario collettivo Claudio Gentile è per tutti il difensore che ha fermato Maradona e Zico nei 2 decisivi match con Argentina e Brasile. Fermato con le buone e con le cattive, sempre nel rispetto delle regole in vigore in quel momento nel calcio.

Eppure Claudio Gentile è stato molto di più di un marcatore arcigno. Un calciatore dotato di una tecnica eccelsa, che spesso gli ha permesso di giocare anche come terzino fluidificante. Proprio come in quel match del 22 agosto 1982 quando Trapattoni lo dirottò a sinistra dopo l’uscita di Cabrini. E lui lo ripagò servendo a Bettega l’assist del 2-0.

Ho il rammarico di aver visto giocare poche volte dal vivo Claudio Gentile, negli anni in cui era al top. Ma ricordo invece benissimo una partita esibizione di 10 anni fa. Era il marzo 2011 e le vecchie glorie di Juventus e Torino si sfidarono allo stadio Olimpico in un derby benefico per raccogliere fondi per la ricerca sulla Sla. In campo c’erano fuoriclasse che avevano smesso da poco di giocare, uno su tutti Zinedine Zidane.

Claudio Gentile, molto più di un marcatore

Ma io sono stato colpito soprattutto dalla tecnica sopraffina di quelli della generazione precedente. Quelli dei mitici derby anni ’70, tanto per intendersi. E Gentile era uno di quelli. A un certo punto l’ho visto scattare sulla fascia, andare sul fondo e crossare un pallone perfetto a centro area. Come da manuale. Ah, giusto per la cronaca o per l’anagrafe, Gentile aveva 58 anni quando è stata disputata quella partita. Alla faccia delle etichette, appunto!

4 pensieri su “22 agosto 1982 – Platini si presenta

  1. Pingback: 18 agosto - Giorno da grandi esordi - Almanacco Bianconero - Fabio Ellena

  2. Pingback: 31 agosto 1994 - La prima di Lippi - Almanacco Bianconero - Fabio Ellena

  3. Pingback: 7 settembre 1978 - A Monza vince la F1 - Almanacco Bianconero

  4. Pingback: 13 settembre 1981 - Viaggio verso la 2ª stella - Almanacco Bianconero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *