21 ottobre 1979 – Tardelli decide il derby

21 ottobre 1979 – La firma di Schizzo sul Derby della Mole  

I ’70 sono un decennio incredibile per la Juventus, l’ho ricordato spesso nelle precedenti puntate di Almanacco Bianconero. Merito soprattutto di Boniperti e della sua svolta verde a partire dal 1971. Eppure c’è un dato negativo che il Presidentissimo fatica a digerire: il bilancio nei Derby della Mole. Sono anni da ricordare anche per il Toro che vince lo Scudetto del 1976 e mette spesso sotto i bianconeri. Che però si prendono una parziale rivincita nelle ultime 2 sfide prima di lasciare spazio agli anni ’80. Dopo il successo di marzo targato Cabrini, il 21 ottobre 1979 ci pensano Bettega e Tardelli a firmare un 2-1 in rimonta. Una delle poche soddisfazioni in una stagione non proprio indimenticabile. 

Gli indimenticabili ’70

Li ho già snocciolati in altre puntate del podcast, ma certi numeri meritano di essere ricordati periodicamente. Se non altro per rendere onore ai protagonisti del tempo, uno su tutti Giampiero Boniperti. Gli anni ’70 sono un concentrato di vittorie per la Juventus, soprattutto dopo la nomina dell’ex capitano a presidente nel luglio 1971.

Quando Boniperti arriva al vertice, il club è a quota 13 Scudetti. Ha già vinto più di tutti in Italia, ma è fermo dal 1967 e in panchina c’era ancora Heriberto Herrera. Quando il decennio arriva alla conclusione, al termine della stagione 1978/79, nell’albo d’oro della Serie A il nome Juventus è stato scritto altre 5 volte.

Gli scudetti adesso sono 18, a 2 passi dalla seconda stella. Proprio mentre il Milan ha appena festeggiato la prima e l’Inter è inchiodata a 11 scudetti dal 1971. In più, i bianconeri si sono presi la soddisfazione di vincere anche la prima coppa internazionale, la Uefa nel 1977, e aggiunto in extremis un’altra Coppa Italia, la 6a della collezione. Oltre ad aver dato l’ossatura alla Nazionale, che si presenta in Argentina nel 1978 con 8 juventini titolari.

Tutto perfetto, se non per un paio di sbavature. Intanto non è ancora stata vinta la Coppa dei Campioni, sfiorata nel 1973 nella finale contro l’Ajax. 

Ma soprattutto è negativo il bilancio delle stracittadine contro il Torino. E questo a Boniperti, l’uomo record del Derby della Mole, non può andare giù fino in fondo.

5 settembre 1971, la prima al Comunale di Boniperti da presidente

Anni ’70, la rinascita del Toro

Calcisticamente parlando, i ’70 sono un decennio all’insegna di Torino. Nonostante siano anni difficili per la città, tra lotte operaie, austerità e Brigate Rosse. Insomma, sono anni di piombo, così come vengono tramandati alla storia.

Ed è nel calcio che i torinesi si prendono la loro rivincita. Già detto dei successi bianconeri, non si può trascurare la crescita dei cugini. I granata hanno passato decenni difficili dopo la tragedia di Superga del 1949. Lo choc è stato tremendo e i segni non si possono cancellare facilmente. 

Un inizio di rinascita coincide nel 1963 con l’approdo di Orfeo Pianelli, il presidente che ridà la scossa a tutto l’ambiente.

Il Toro trova in Gigi Meroni il suo nuovo trascinatore e ha una fiammata nel 1965 in cui sfiora la Coppa delle Coppe. Ma nel 1967 deve pagare un altro prezzo salato, con la tragica scomparsa proprio di Meroni, investito da un’auto.

Ma questa volta il club è più solido grazie a Pianelli e giungono anche le prime soddisfazioni. Sotto forma di Coppa Italia, vinta una prima volta nel 1968 e poi di nuovo nel 1971. 

È solo l’inizio di un decennio in cui il Torino non scende mai sotto il 6° posto. Merito di una rosa in cui ci sono i vari Pulici, Graziani, Claudio Sala, Zaccarelli, Castellini e il capitano Giorgio Ferrini. Anche lui scomparso prematuramente nel 1976 per allungare l’elenco delle disgrazie del club.

Il Toro vince lo Scudetto nel 1976 rimontando una Juve che si ferma sul più bello e arrivando secondo in altre 3 stagioni, sempre alle spalle dei cugini.

Il ritrovato equilibrio si vede proprio negli scontri diretti, con il Toro che tiene la supremazia nei Derby della Mole. Soprattutto tra il 1973 e il 1979, quando costringe i bianconeri a un lungo digiuno di vittorie.

1979, la Juve torna padrona del derby

Padrona in Italia e sottomessa in città. Davvero singolare il destino della Juve in quegli anni ’70. Ma il pragmatismo è di casa e, in fondo, se questo è il prezzo da pagare per tanti scudetti, beh allora ben venga.

Ma arriva il momento di ribaltare la situazione. Proprio nella fase in cui i bianconeri hanno un principio di flessione. Dopo i 2 Scudetti del 1977 e del 1978, all’inizio della primavera del 1979 il cambio della guardia comincia a intravedersi, con il Milan che corre troppo veloce per tutti.

La squadra di Trapattoni prova a non mollare la presa e il 25 marzo riesce anche a rosicchiare un punto. I rossoneri vengono fermati a Vicenza e la Juventus vince finalmente il derby. L’attesa dura fino all’88’ quando è Antonio Cabrini a deciderlo con un sinistro irresistibile, che si infila nella porta sotto la curva Maratona.

Una vittoria che serve più per la storia delle stracittadine. I bianconeri riescono ad arrivare terzi, avanti di un punto ai cugini, e si consolano con la Coppa Italia. Tanto per non restare all’asciutto proprio nell’ultima vera stagione degli indimenticabili anni ’70.

1979/80, avvio a rilento in attesa del 21 ottobre

Nell’ultima estate degli anni ’70, Boniperti torna a rimettere mano alla sua Juve. La rivoluzione del 1976 può andare definitivamente in archivio. Così come sono arrivati, Romeo Benetti e Roberto Boninsegna salutano anche insieme. Ma dopo essersi presi per sempre un posto nella storia della società.

Si ritorna a quella linea verde che ha fatto da collante per oltre un decennio. Pietro Paolo Virdis viene scelto definitivamente come spalla di Bettega e vengono promossi in Prima Squadra 2 ragazzi del vivaio: Domenico Marocchino e Vinicio Verza.

In difesa, Sergio Brio si prende i galloni del titolare. Anche per il grande Francesco Morini stanno per giungere i titoli di coda, saluterà ad annata in corso per approdare in Canada.

L’avvio della stagione 1979/80 è così così. Nelle prime 3 partite di campionato va tutto nella norma, ma alla 4a ecco la prima doccia fredda. Lo scontro diretto nella tana dei Campioni d’Italia del Milan finisce male: il gol Tardelli non basta e evitare il primo ko in stagione.

E un altro gol di Tardelli non basta neppure per battere in casa l’Udinese una settima dopo. Trascorse 5 giornate, i bianconeri sono staccati 3 punti dall’Inter e di uno dal Milan e dal Torino. E la domenica successiva, 21 ottobre, c’è proprio il Derby della Mole.

Il momento d’oro di Mennea e della Ferrari

Se la Juventus sta vivendo una flessione dopo momenti straordinari, ci sono altri 2 simboli dello sport italiano che vivono un gran finale di anni ’70: Pietro Mennea e la Ferrari.

Succede tutto in una manciata di giorni di inizio settembre. Domenica 9, nel Gran Premio d’Italia a Monza, c’è una doppietta tutta rossa: Jody Scheckter precede il compagno Gilles Villeneuve e conquista il titolo piloti con 2 gare d’anticipo. A completare la festa c’è pure il successo nel campionato costruttori.

Una gioia indescrivibile che, paradossalmente, sarà l’ultima del millennio. Per rivedere una Ferrari davanti a tutti bisognerà aspettare il 2000, quando al volante del Cavallino Rampante approderà Michael Schumacher.

Tre giorni dopo, mercoledì 12 settembre, tocca al velocista di Barletta entrare nella storia. Alle Universiadi di Città del Messico, Mennea piazza il suo 19.72 nella finale dei 200 metri piani. Un primato straordinario che, a livello mondiale, è durato fino all’avvento di Michael Johnson nel 1996 e poi a quello dell’uragano Usain Bolt. Ma in Europa nessuno è più riuscito a fare meglio del grande Pietro.

Uscendo dallo sport, in Italia si vivono momenti di apprensione per Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi. Sono stati rapiti a inizio agosto e, a ridosso del 21 ottobre, sono ancora nelle mani dei sequestratori. Verrano liberati solo nei giorni precedenti il Natale.

21 ottobre 1979, ultimo derby di un decennio indimenticabile

Si arriva così a domenica 21 ottobre. C’è il Derby della Mole, quindi Juventus e Torino non devono viaggiare. Una preoccupazione in meno in giorni caldi per il trasporto aereo. Gli uomini radar hanno minacciato uno sciopero a oltranza, che cade solo dopo la mediazione del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

In città c’è grande attesa, come sempre, per la stracittadina. Si tratta della numero 174, per giunta l’ultima di un decennio indimenticabile per entrambe le rivali. 

Nelle ultime stagioni la bilancia è stata dalla parte dei granata. Il gol di Cabrini di 7 mesi prima ha fermato un’astinenza che durava dal dicembre 1973, quando Antonello Cuccureddu si regalò l’ultima gioia di un anno straordinario per lui. 

Questi ultimi 2 derby hanno un fattore comune: sono stati entrambi giocati con il Toro padrone di casa. E il dato non è del tutto trascurabile perché anche questa volta, il 21 ottobre, è un Torino-Juventus.

Giovanni Trapattoni è troppo esperto per non sapere che la sua Juve si gioca tutto. Perdere ora vorrebbe dire uscire dai giochi con mesi di anticipo. Al contrario, un successo potrebbe rilanciare i suoi nella rincorsa all’Inter. Il tecnico è carico, “come raramente si era visto primo”, scrive Bruno Bernardi su La Stampa alla vigilia. 

21 ottobre, un’altra firma di Tardelli

Il Comunale è stracolmo per l’ultimo Derby della Mole del decennio. Lo spettacolo è concentrato più sugli spalti che in campo, tra striscioni, bandiere e conigli che vengono liberati sulla pista d’atletica.

Anche se è solo la 6a giornata, la posta in palio comincia a essere alta. E non solo per il prestigio cittadino. Radice punta sui soliti noti: Pulici, Graziani, Sala e Pecci. Trapattoni si gioca il tutto per tutto con Fanna, Verza e Virdis che gravitano intorno a Bettega. Sorprende l’iniziale esclusione di Claudio Gentile, soprattutto al cospetto dell’attacco granata.

La gara è brutta, una partitaccia come viene definita dai servizi Rai. Almeno fino alla mezz’ora, quando all’improvviso si scuote. Per merito del Toro che la sblocca con uno stacco di Graziani sulla solita pennellata del poeta Claudio Sala.

Per la Juventus potrebbe essere una mazzata, ma la squadra del Trap ha il merito e la fortuna di agguantarla subito. E fortuna ci sta perché Giuliano Terraneo toppa l’intervento a terra e si fa superare dal tiro al volo di Bettega: 1-1, risultato con cui si chiude il primo tempo.

Come da prassi, Boniperti lascia la tribuna all’intervallo e si perde la ripresa. Si perde soprattutto la terza stoccata di fila di Marco Tardelli. È il 23’ quando l’ex Danova sbaglia a 50 metri dalla propria porta, Schizzo si invola da solo e si ferma solo sotto la Filadelfia, dopo aver insaccato sull’uscita di Terraneo. 

Questa volta, quella del centrocampista toscano è una rete da 2 punti, che regala alla Juventus l’ultimo derby del decennio. E anche una speranza di poter tenere il passo delle 2 milanesi che guidano la classifica.

21 ottobre, Marco Tardelli decide il derby

Un 21 ottobre di guerriglia

Sugli spalti, lo spettacolo di inizio gara si trasforma in una brutta pagina. Che esce dallo sport ed entra in cronaca. A fine gara, dalla curva Maratona, un gruppo di facinorosi invade il campo e dà fuoco ad alcuni cartelloni pubblicitari.

L’ultimo Derby della Mole degli anni ’70 termina tra fuoco, fiamme e tafferugli fuori dal Comunale. Una brutta parola fine per un decennio indimenticabile, per la Juventus ma anche per il Torino. In attesa degli ’80 in cui lo spettacolo verrà riproposto solo in parte. 

Stampa Sera il giorno dopo il derby del 21 ottobre

NOTA A MARGINE 

21 ottobre 1979, che decennio per il Derby della Mole

Come raccontato, quello di domenica 21 ottobre, è il Derby della Mole che chiude un decennio incredibile per Juventus e Torino.

I bianconeri hanno fatto il pieno di campionati, ben 5, alla media di uno ogni 2 anni. Ma i granata hanno saputo tenere botta. Quello del 1976 è uno Scudetto storico, il primo dopo Superga. Ma soprattutto il Toro si è preso la soddisfazione di avere la meglio nel computo delle stracittadine. 

A partire dall’8 febbraio 1970 a quello del 21 ottobre 1979, sono 20 i derby disputati in campionato. E il bilancio vede il Torino nettamente avanti con 8 successi, davanti ai 5 della Juve e ai 7 pareggi. Volendo allargare il discorso, c’è anche una doppia sfida in Coppa Italia chiusa con un successo a testa.

Ma tornando alla Serie A, i granata l’hanno fatta quasi da padroni tra il 1973 e il 1979, quando non hanno lasciato un solo successo ai cugini. Quindi, in un periodo in cui un derby poteva valere anche uno Scudetto. Come accaduto nelle 2 annate 1975/76 e 1976/77.

Bettega e compagni si sono presi una parziale rivincita. Dei 5 duelli vinti, 4 sono scaturiti in sfide con il Toro padrone di casa, come accaduto nelle ultime 2 gare del 1979.

Sintetizzando al massimo il concetto, il motto è: al Torino i derby, alla Juventus gli Scudetti. E ai bianconeri non può davvero che andare bene così!

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