20 settembre 2014 – Tutti Allegri a San Siro

20 settembre 2014 – Allegri e la rivincita col Milan

Io non so se, da grande appassionato di ippica, Allegri sia scaramantico. Magari proprio come i protagonisti del famoso film “Febbre da cavallo”. Lo dico perché, calendari alla mano, c’è una curiosità storica che potrebbe rasserenare Max. Nelle prime 5 partite della stagione appena iniziata, la sua Juventus incontrerà 3 rivali già affrontate in passato, all’inizio della sua prima avventura in bianconero. Di sicuro, e su questo non ci piove, nel 2014 la partenza fu decisamente migliore. E a farne le spese furono Udinese, Malmoe e Milan. Proprio il successo di San Siro, festeggiato il 20 settembre, fu il primo grande esame superato.

Tra passato e presente

Almanacco Bianconero è un podcast che guarda al passato. Alla ultracentenaria storia della Juventus, ai suoi successi e ai personaggi che l’hanno fatta grande.

Ma senza tralasciare il presente. E, sotto questo punto di vista, un particolare è sotto gli occhi di tutti: l’avvio della stagione 2021/22 non è stato così esaltante, tanto per essere gentili. Un ruolino di marcia che sta ricordando quello dell’annata 2015/16, quando i bianconeri partirono malissimo, anche peggio di oggi, e poi furono protagonisti di una rimonta entrata nel mito.

Invece, nulla a che vedere con gli strepitosi primi passi che, al suo arrivo a Torino, Massimiliano Allegri fece nel 2014. Come già visto nella puntata del 30 agosto, il tecnico livornese esordisce a Verona con un successo sul Chievo. Ed è solo il primo passo.

Vero, la squadra ha degli automatismi oliati. Quelli che hanno permesso di vincere gli ultimi 3 campionati, dominando letteralmente l’ultimo. Ma il ruolo del mister è tutt’altro che marginale. Dopo l’addio di Antonio Conte in estate, ogni occasione è buona per far scattare il confronto e la sua calma da toscano si rivela determinante.

Che partenza sprint nel 2014

Nel 2014, la Serie A lascia subito spazio alla Nazionale, guarda caso proprio allenata da Antonio Conte. Si riparte a metà settembre ed è subito un tour de force, per l’avvio della Champions League.

I bianconeri sono attesi da 7 partite in 22 giorni. Con impegni ravvicinati e pure complicati. Con avversari che si chiamano Milan, Atletico Madrid e Roma.

Intanto, come si dice in questi casi, sotto con un impegno alla volta. Alla ripresa, Allegri è atteso subito da un doppio banco di prova e non riguarda solo il nome delle avversarie: le prime uscite allo Juventus Stadium, contro Udinese in campionato e Malmoe in Champions League. Ovviamente c’è curiosità. Quale accoglienza riserverà il pubblico al successore di Conte? Gli sputi di Vinovo o gli striscioni di benvenuto di Verona?

Ma il tecnico livornese ha il passepartout giusto per entrare nel cuore dei suoi nuovi tifosi. Ha il numero 10 e si chiama Carlos Tevez. L’Apache vuole vincere, che in panchina ci sia Conte o Allegri non fa differenza.

L’argentino sblocca la sfida contro l’Udinese, prima che Marchisio la chiuda nella ripresa. E poi fa tutto lui contro il Malmoe nell’esordio stagionale in Europa: 2 gol in mezz’ora e la paura è passata.

Allegri ha superato il primo doppio esame Stadium. Ma ora è atteso da un altro, complicato, sia dal punto di vista tecnico che ambientale: la trasferta in casa del suo ex Milan. In programma sabato 20 settembre.

20 settembre, giorno da resa dei conti

Tre partite, 3 vittorie, 5 gol fatti e Buffon ancora imbattuto. L’impatto di Allegri sulla panchina della Juventus non poteva essere migliore.

Ma ora il calendario propone il primo vero big match. Quello con il Milan non può essere un incontro normale, visti i precedenti. Anche se in casa rossonera si stanno sentendo pericolosi scricchiolii. La gestione Silvio Berlusconi non è più quella degli anni precedenti e l’addio di Ibrahimovic e Thiago Silva è stato un evidente segnale di difficoltà.

Anche il post Allegri, iniziato a gennaio dopo le 4 reti prese da Berardi, ha creato scompensi. Clarence Seedorf è durato giusto qualche mese, non riuscendo a conquistare posti in Europa. Galliani ha promosso subito Pippo Inzaghi, che con la Primavera ha vinto la Viareggio Cup.

E questo non fa altro che aumentare la curiosità legata a Milan-Juventus. Chi ha bazzicato l’ambiente rossonero, sa che Max e Pippo non si vogliono bene e di mezzo ci sarebbero anche questioni di gossip. Basta leggere poche righe di un articolo scritto da Maurizio Crosetti su Repubblica: “Dicono che Inzaghi abbia smesso di giocare per colpa di Allegri. Dicono che Allegri abbia perso il Milan anche per colpa di Inzaghi. Dicono, Allegri di Inzaghi e Inzaghi di Allegri, le peggio cose”.

Il livornese tocca così il tema in conferenza stampa: “La mia storia di calciatore non vale una decima parte della sua, ma da allenatore io ho iniziato prima, dalle piccole squadre, e attraverso i risultati sono fortunatamente riuscito ad arrivare prima al Milan e poi alla Juventus. Lui ha avuto la fortuna, e la responsabilità, di allenare subito il Milan, che praticamente è casa sua”. Per la serie, c’è chi fa la gavetta e chi no!

20 settembre, parola al campo

Intanto Superpippo, bene o male, è riuscito a partire col piede giusto in campionato e ha centrato 2 vittorie. La marcia del Milan però non assomiglia a quella dei Campioni d’Italia: 8 gol fatti e 5 subiti raccontano di un collettivo ancora alla ricerca di identità.

La sfida di San Siro, in programma nella serata di sabato 20 settembre, è già un piccolo scontro al vertice. Forse troppo presto per dare risposte, ma Allegri ricorda bene così successe nel 2011. Il suo Milan Campione d’Italia si presentò quasi subito allo Stadium e fu preso a pallate dalla Juve di Conte. Quindi meglio non sottovalutare niente.

Il Meazza risponde come d’abitudine nelle grandi sfide: 76mila spettatori e tutto esaurito, con buona rappresentanza di tifo bianconero.

Allegri a San siro da ex

C’è una sfida nella sfida, in porta 2 veterani che sono stati anche compagni: Gigi Buffon da una parte e Christian Abbiati dall’altra. 

Inzaghi punta sul trio Honda-El Shaarawy-Menez, Allegri si gioca le 2 carte che nell’ultimo confronto di pochi mesi prima – a marzo – sono state vincenti: Llorente e Tevez. L’argentino, che è anche stato a un passo dai rossoneri, è in un momento di forma super e non vuole fermarsi.

Sei mesi prima, la Juve ebbe la meglio colpendo nei momenti chiave della gara. Con lo spagnolo a fine primo tempo e con l’Apache nella ripresa. Stavolta i bianconeri prendono da subito il controllo della partita, ma palesano il solito problema delle prime uscite: poca concretezza. Un po’ ci si mette anche la sfortuna, soprattutto quando Marchisio colpisce un clamoroso palo.

Ci pensa ancora l’Apache

Il punteggio non si schioda dallo 0-0 fino al 70’, quando Tevez decide di dare uno scossone. Prende palla al limite, scivola ma si rialza in tempo per scambiare con Pogba. L’uno-due del francese è perfetto e lo mette solo davanti ad Abbiati. E a quel punto Carlitos fa quello che gli riesce meglio, cioè segnare.

L’esultanza, con tanto di ciuccio in bocca, sarà la foto di prima pagina dei giornali della domenica.

Prima pagina di Gazzetta dopo Milan-Juventus

È il gol che decide la partita. La Juve sbanca San Siro, più nettamente di quanto non dica lo 0-1 finale. Sono 3 vittorie in altrettante parte, proprio come la Roma che si ricandida ad anti-Juve.

Allegri, che sa farsi scivolare addosso le polemiche quanto le soddisfazioni, non vuole parlare di rivincite. Inzaghi etichetta invece il ko come utile e che farà crescere. Ma il suo Milan non sarà più una rivale temibile per i Campioni d’Italia.

NOTA A MARGINE 

20 settembre 1921, nasce il mito Carlo Parola

Oggi la nota a margine è tutta dedicata a un personaggio che ha dato la vita per la Juventus. Esattamente un secolo fa, il 20 settembre 1921, a Torino nasceva Carlo Parola.

Del club bianconero è stato prima di tutto uno dei punti forza. In campo 339 volte e vincitore di 2 Scudetti e una Coppa Italia. E poi come allenatore, prendendosi altre soddisfazioni in 2 distinti momenti: con la squadra di Boniperti-Charles-Sivori a inizio anni ’60 e con quella dominante degli anni ’70.

Ma Carlo Parola è stato, inconsapevolmente, il simbolo di intere generazioni cresciute a calcio e Panini. E con Panini intendo la celebre casa editrice di Modena, che prese la sua plastica rovesciata e ne fece il logo delle figurine dei calciatori. 

Un logo che non è cambiato negli anni e che ha reso ancora più celebri le mitiche figurine Panini. E ha reso immortale Carlo Parola. Ancora di più oggi, 20 settembre 2021, nel centesimo anniversario della sua nascita!

La mitica rovesciata di Carlo Parola

2 pensieri su “20 settembre 2014 – Tutti Allegri a San Siro

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