20 ottobre – Primo gol alla francese

20 ottobre – Si sbloccano Zidane e Pogba  

Sarà la vicinanza geografica. O forse la storia legata al nome dei Savoia. O anche il dialetto, non troppo distante dalla loro lingua madre. Sta di fatto che Torino è sempre stata un po’ legata ai francesi. Un legame che si fa ancora più speciale quando si parla di Juventus. Da oltralpe sono approdati in bianconero autentici fuoriclasse, decisivi per le vittorie del club. Soprattutto dal 1982, quando è stato ingaggiato Michel Platini. Da lì in poi è stata un’apoteosi, con i vari Deschamps, Zidane, Trezeguet, Thuram, Zebina, Vieira, Pogba, Evra e Matuidi, fino ad arrivare a Rabiot. Il 20 ottobre è una data speciale per 2 di loro. Zidane e Pogba hanno segnato il loro primo gol con il club, rispettivamente nel 1996 contro l’Inter e nel 2012 contro il Napoli. Due big match, il momento giusto per piazzare la giocata da campione. 

 

Juventus-Francia, una storia inizia con Platini

Il legame tra la Juventus e la Francia inizia di fatto nel 1982. Vero, nel 1964 a Torino sbarca Nestor Combin. Ma l’attaccante è nato in Argentina ed è solo naturalizzato francese. La vera epopea parte nel 1982, all’indomani della Coppa del Mondo in Spagna.

Come già visto in altre puntate di Almanacco Bianconero, Platini giunge in bianconero dopo aver portato la sua Nazionale alla semifinale mondiale, il traguardo più alto negli ultimi decenni. L’inizio di un percorso che spingerà i galletti a essere protagonisti per quasi tutti i 40 anni successivi.

E la dimostrazione è proprio il numero di francesi che seguono le orme di Le Roi e approdano alla Juve. E quasi tutti lasciano impronte importanti, mettendo la firma su tante vittorie. Soprattutto da metà anni ’90. 

Deschamps e Zidane sono tra i trascinatori della prima Juve di Lippi. Henry è un cavallo di razza ma ha la sfortuna di finirci nel momento sbagliato, suo e del club. Va meglio al suo amico Trezeguet che arriva in tempo per l’inizio di un nuovo ciclo. A cui contribuiscono anche Thuram, Zebina e Vieira.

Anche l’incredibile striscia iniziata nel 2011 parla un po’ francese, grazie a Pogba, Evra, Matuidi e per poco anche Coman. All’ultimo arrivato, Rabiot, il compito di seguire gli esempi dei suoi illustri connazionali.

Zidane e Pogba uniti in una data: 20 ottobre

Tra i tanti appena citati, 2 di questi fuoriclasse francesi sono uniti da un sottile fil rouge. O meglio, da una data. Ovviamente quella del 20 ottobre a cui è dedicata questa puntata del podcast.

Sia Zinedine Zidane che Paul Pogba hanno realizzato il loro primo gol con la maglia della Juventus. A distanza di 16 anni l’uno dall’altro.

Nel 1996 è Zizou a sbloccarsi con un gran gol che chiude i conti nello scontro al vertice contro l’Inter. Nel 2012, il destino di Paul non è tanto diverso. Altra prodezza a mettere la parola fine a un big match, quello contro il Napoli. Perché i fuoriclasse si vedono soprattutto nelle partite che contano. 

E dai loro rispettivi 20 ottobre, sia Zidane che Pogba hanno messo tante altre volte la firma. Anche in Nazionale, esaudendo entrambi il sogno di diventare Campioni del Mondo.

20 ottobre, giorno speciale per Zidane e Pogba

 

1996, sul pianeta Juve atterra Zidane

Estate 1996. La Juventus ha appena coronato il sogno di riportare la Coppa dei Campioni, o Champions League a Torino. È successo nella finale di Roma, vinta ai rigori contro l’Ajax.

È la chiusura di un cerchio, iniziato un anno prima con lo Scudetto e la Coppa Italia. Ma è anche la chiusura di un mini ciclo: all’indomani dell’ultimo atto all’Olimpico salutano Vialli, Ravanelli e Paulo Sousa.

Come già visto nella puntata del 28 agosto, è quasi una rivoluzione, soprattutto in attacco. Luciano Moggi fa il pieno di giocatori offensivi e porta alla corte di Lippi Boksic, Vieri e Amoruso. 

Poi va in Francia, a Bordeaux, e acquista uno dei talenti emergenti del calcio transalpino. Si chiama Zinedine Zidane, ha origini algerine e con il pallone fa prodigi. Ha appena preso per mano la sua squadra e le ha fatto vincere la Coppa Uefa, partendo addirittura dall’Europa League.

Nel gruppo è rimasto invece Didier Deschamps, suo compagno di Nazionale, e questo costituisce un aiuto per l’inserimento di Zizou nel nuovo contesto.

Le prime settimane sono complicate. Così come lo erano state anche per Michel Platini nel 1982. Il ragazzo ha tutto per sfondare ma non è ancora riuscito a dimostrarlo.

La squadra va, in attesa dello squillo di Zizou del 20 ottobre

Fortunatamente per Marcello Lippi, la squadra a sua disposizione è davvero notevole. Gli altri nuovi entrano subito in sintonia con l’ambiente e i bianconeri possono anche aspettare l’esplosione di Zidane.

Fino a settembre, i Campioni d’Europa sono stati all’altezza. In linea con le ultime 2 stagioni. In campionato hanno centrato 3 vittorie di fila, cancellando subito il pareggio in casa della Reggiana. E anche la difesa del titolo in Champions è partito bene, con un doppio successo su Manchester United e Fenerbahce, grazie a 2 reti di Boksic.

Dopo la sosta, il tecnico viareggino non ritrova la stessa Juve. Che perde l’imbattibilità contro il sorprendente Vicenza e poi pareggia in casa del Rapid Vienna.

Non proprio il modo migliore per approcciarsi alla super sfida in programma domenica 20 ottobre. Al Delle Alpi è previsto l’arrivo dell’Inter capolista. La squadra di Roy Hodgson è l’unica imbattuta e ha un punto di vantaggio su un plotone composto da Roma, Parma, Bologna e proprio i bianconeri, che hanno così la chance di piazzare il sorpasso. A patto di ritrovare il passo di poche settimane prima.

Anche perché la sfida con i nerazzurri è la prima di un ciclo terribile che prevede anche quelle con Roma, Napoli e Milan. Oltre all’appuntamento più atteso della stagione: la finale di Coppa Intercontinentale contro il River Plate, in programma a Tokyo il 26 novembre.

Zidane vs Djorkaeff, a chi il derby francese del 20 ottobre?

Domenica 20 ottobre c’è Juventus-Inter. Gli uomini copertina sono Zidane e Youri Djorkaeff, pronti per un derby tutto francese. 

Anche il neo nerazzurro è approdato in estate dopo aver vinto un trofeo europeo. Ha contribuito al successo in Coppa delle Coppe del Paris Saint-Germain, che così si è anche garantito il doppio match di Supercoppa contro la Juve.

L’avvio stagionale di Djorkaeff è stato sicuramente migliore di quello di Zizou e le sue prestazioni hanno spinto i milanesi in vetta.

Alla vigilia del testa a testa, La Stampa di Torino propone un’intervista a chi li conosce bene entrambi. Didier Deschamps fa i complimenti a Djorkaeff per come si è ambientato a Milano, ma è pronto a scommettere sul suo Zizou: “È stato frenato dalla lingua e dalla preparazione, è un genio e lo vedrete presto”. Neppure lui può immaginare quanto presto!

Lippi punta molto sul suo francese, anche perché non può contare su Del Piero e Conte, entrambi out. Così come Paul Ince è fuori per gli ospiti.

Didier Deschamps e Zinedine Zidane

20 ottobre, finalmente Zizou

Juventus-Inter è il grande posticipo della 6a giornata. Una giornata che ha già regalato emozioni e aggiunto un carico al Derby d’Italia. In un colpo solo, sono cadute la Roma (ko a Verona), il Bologna superato in casa dalla Fiorentina e anche il Parma battuto al Tardini dal Perugia.

L’occasione è ghiotta per entrambe le rivali. L’Inter potrebbe staccare tutti e andare in fuga. La Juventus ha la chance di tornare in vetta e per giunta da sola.

Lippi opta per Boksic e Padovano dall’inizio, lascia Vieri in panchina e ripropone Zidane che aveva saltato il match infrasettimanale di Vienna. Hodgson punta su Branca, Zamorano, oltre al già citato Djorkaeff.

Zizou entra subito in partita. Lo dimostra per come massaggia un pallone e lo serve a Boksic che spara alla stelle. Il croato colpisce anche un palo dopo un’azione avanzata di Montero. A culmine di un primo tempo dominato, è Jugovic a sbloccare la sfida con un destro contro tempo che supera Pagliuca. 

Nella ripresa si vede l’Inter e Zamorano ha subito una palla gol, ma Peruzzi si salva con l’aiuto del palo. I bianconeri non vogliono correre rischi e accelerano a caccia del raddoppio. Boksic ha un’altra chance, ma dopo aver saltato Pagliuca trova un difensore a salvare sulla linea.

Ma deve essere la partita di Zidane e Zizou lascia il segno. Su un corner respinto corto dalla difesa interista, il francese controlla e pesca un sinistro imparabile. Una prodezza che vale il 2-0 che chiude la partita e il sorpasso. E nel finale la traversa nega a Ciro Ferrara un 3-0 ancora più netto.

Da quel 20 ottobre inizia la nuova stagione per Zidane, da assoluto protagonista. Segnerà altre 2 volte nel mese successivo e prenderà per mano la squadra. Una squadra che vivrà una delle stagioni più esaltanti di sempre con Scudetto, Intercontinentale, Supercoppa Europea e bis in Champions sfumato di un soffio. 

2012, a Torino sbarca il nuovo fenomeno Pogba

Nel 2012 tocca a Paul Pogba allungare l’elenco dei francesi della Signora. Non arriva con il clamore mediatico dei suoi predecessori. Ha soli 19 anni, anche se in tanti sono pronti a scommettere sulla sua esplosione. 

Di sicuro non gli manca il carattere, quello che gli fa decidere di lasciare lo United che lo ha cresciuto. Sbarca in una Juve al settimo cielo per la conquista dello Scudetto, in cui l’apporto dei centrocampisti è stato determinante. Pirlo, Marchisio e Vidal sono stati tra i trascinatori del gruppo di Conte. Difficile riuscire a scalzare uno di loro e prendersi il posto.

Come tutti gli stranieri è atteso dal periodo di ambientamento. In più, Conte ha le idee chiare e per convincerlo bisogna dimostrare di essere speciali. Il tecnico sta anche vivendo un momento difficile, costretto a mordere il freno in tribuna per la squalifica che lo ha fermato insieme al suo vice Angelo Alessio.

Ma come visto nella puntata del 7 ottobre, dedicata al successo di Siena, i bianconeri hanno saputo cavarsela anche senza il loro condottiero. Grazie a Massimo Carrera, chiamato a guidare il gruppo da bordocampo. Nel frattempo lo stop di Angelo Alessio è terminato e potrà tornare in panchina il 20 ottobre per il big match contro il Napoli.

20 ottobre, quarto scontro nell’anno solare

Il 2012, come anno solare, è all’insegna del duello tra Juventus e Napoli. Quello di sabato 20 ottobre è solo l’ultimo in ordine di tempo. Dopo che le 2 rivali si sono affrontate in 3 competizioni diverse.

Ad aprile la Juve rifila 3 reti ai partenopei nel primo confronto di sempre allo Stadium. Segnano Vucinic, Vidal e l’ex Fabio Quagliarella. Un 3-0 che avvicina i bianconeri al traguardo finale dello Scudetto.

Il Napoli si prende la rivincita 50 giorni dopo. All’Olimpico di Roma c’è la finale di Coppa Italia. La Juve di Conte non ha perso una sola partita in tutta la stagione e l’imbattibilità cade nel momento sbagliato: gli azzurri di Mazzarri vincono partita e trofeo. Proprio nel giorno dell’ultima gara di sempre di Alessandro Del Piero con la Vecchia Signora.

Per il terzo atto ci si sposta in Cina. È l’11 agosto quando si gioca la finale di Supercoppa Italiana. Finisce 4-2 ai supplementari con show polemico del patron De Laurentiis. È il primo trofeo bianconero della stagione 2012/13, a cui Pogba assiste da spettatore. Il suo momento non è ancora arrivato, ma non tarderà.

Altro testa a testa, in attesa del big match del 20 ottobre

Inizia il nuovo campionato e le prime giornate sono di nuovo all’insegna di Juventus-Napoli. Quando il calendario prevede lo scontro diretto, sabato 20 ottobre, le 2 rivali hanno già messo tutti in fila. Con ruolini di marcia esaltanti per entrambe.

In 7 partite, hanno marciato con lo stesso passo: 6 vittorie e un solo pareggio. A questo bottino, Pogba ha partecipato da comprimario. Conte gli ha regalato l’esordio con il Chievo, poi qualche spezzone con Fiorentina e Roma, oltre a quello in Champions con lo Shakhtar Donetsk. Il ragazzo scalpita è ha voglia di diventare protagonista.

Il big match è in programma dopo la sosta per le Nazionali. Non potrebbe esserci modo migliore per tornare a fare sul serio. C’è Alessio in panchina e non può schierare Buffon e Vucinic. 

Non c’è Gigi e neppure più Alessandro Del Piero, che nella notte italiana si è sbloccato segnando il suo primo gol nel campionato australiano. Il capitano di giornata è quindi Giorgio Chiellini.

Tra i più attesi c’è Andrea Pirlo e non solo per il gol segnato a Siena. Si avvicina fine anno e qualcuno lo candida nella corsa al Pallone d’Oro: è Vicente Del Bosque, che in un’intervista esalta le prove del Maestro.

La formazione è quasi quella tipo e gioca in completo all black. Storari tra i pali, dietro spazio alla BBC. A centrocampo Marchisio, Pirlo e Vidal, con lo scalpitante Pogba ancora out. Lichtsteiner e Asamoah sulle fasce. Davanti ci sono l’ex Quagliarella e Giovinco.

La gara è viva fin dall’inizio ma non si vedono i gol: all’intervallo è ancora 0-0. 

20 ottobre, la Juve la vince coi cambi

Nella ripresa sono Giovinco e poi Matri – subentrato a Quagliarella -, ad avere l’occasione propizia ma manca sempre qualcosa. La sfida sembra avviarsi verso il pari quando Angelo Alessio tira fuori ben 2 assi dalla manica. Tra il 75’ e il 78′ entrano Pogba per Vidal e Caceres per Asamoah.

Una doppia mossa che spacca la partita. Minuto ’80, corner da sinistra di Pirlo e a centro area sbuca la testa del difensore uruguaiano. Martin non è nuovo a queste prodezze, ha deciso Juventus-Inter di pochi mesi prima e anche questa volta è una rete fondamentale.

Il Napoli non ha neppure il tempo di capire cos’è successo e si trova di nuovo ko. Minuto 82, Giovinco ci prova da fuori, il pallone rimpalla su un difensore partenopeo e finisce sul sinistro di Pogba. Paul non ci pensa un secondo e spara un fendente al volo che entra a fil di palo.

È il primo capolavoro del francese, quello che permette a tutto il popolo bianconero di scoprire un nuovo crack. E il fatto che lo abbia segnato il 20 ottobre, proprio come Zidane 16 anni prima, non può che essere di buon auspicio. E infatti lo sarà!  

Pogba esulta dopo il gol al Napoli

NOTA A MARGINE 

20 ottobre, un tris di compleanni eccellenti

Il 20 ottobre è un giorno di compleanni speciali. Sono 3 gli ex bianconeri nati in questo giorno e protagonisti in epoche diverse della storia bianconera.

Il primo è Romeo Benetti, classe 1945. Lega il suo nome alla Juve in 2 momenti diversi ma è nel secondo che lascia i segni. Nel 1976 torna a Torino nello scambio con Capello, che fa il viaggio al contrario e va al Milan. Diventa uno dei protagonisti della Juve di Trapattoni che vive 3 stagioni ricche di trionfi. E questa volta non più solo in Italia.

Vent’anni esatti dopo, nel 1965, nasce Stefano Pioli. Giunge a Torino giovanissimo, in una Juve ricca di campioni. Resta dal 1984 al 1987, anni in cui i bianconeri vincono Scudetto, Coppa dei Campioni e Intercontinentale. Nella finale di Tokyo entra al posto dell’infortunato Scirea e si prende la sua meritata fetta di meriti. Anche lui lega il suo nome al Milan, come suo attuale allenatore.

Juventus e Milan anche nel destino del terzo festeggiato: Nicola Legrottaglie. Nato nella sua Puglia nel 1976, giunge in bianconero all’apice della sua carriera in una delle Juve più forti di sempre. Ma è quando il club è nella fase di rinascita che riesce a dare il meglio, contribuendo al ritorno in A e costituendo un perno nelle stagioni successive. C’è il suo contributo nell’esplosione di Giorgio Chiellini nel ruolo di centrale difensivo.

Benetti, Pioli, Legrottaglie: 3 modi diversi di lasciare il segno nella storia della Juve.

Un pensiero su “20 ottobre – Primo gol alla francese

  1. Pingback: 21 ottobre 1979 - Tardelli decide il derby - Almanacco Bianconero

Commenti chiusi