20 agosto 1980 – Welcome Brady

20 agosto 1980, il ritorno gli stranieri in Italia

Gli ’80, intesi come anni, per il calcio italiano sono stati indimenticabili. A mio parere, il decennio più divertente di sempre. Iniziato nel peggiore dei modi con il Calcioscommesse e poi cresciuto in modo esponenziale. Con un Mondiale vinto e uno da organizzare in casa. E dopo la decisone della FIGC di riaprire le frontiere nella primavera del 1980, nel nostro paese sono sbarcati i più grandi fuoriclasse stranieri. Il primo a indossare la maglia della Juventus è stato Liam Brady, il cui esordio ufficiale è proprio datato 20 agosto 1980.

1980, l’inizio del decennio che ha riscritto la storia

Quando iniziano gli anni ‘80, nessuno può immaginarsi che conseguenze avrebbero lasciato sulla storia del mondo. Soprattutto con il colpo di coda arrivato proprio negli ultimi giorni del 1989, con la caduta del muro di Berlino e l’inizio dello sgretolamento del blocco sovietico.

Preso il testimone, il nuovo decennio si porta ancora dietro tanti dei problemi ereditati dagli anni ’70. Il terrorismo continua a mietere vittime e tra quelle delle Brigate Rosse spicca il nome di Walter Tobagi, vice direttore del Corriere della Sera.

Torino è una delle città che paga il prezzo più alto, con la tensione nelle fabbriche che comincerà a scemare solo a ottobre con la celebre marcia dei 40 mila.

L’Italia è subito scossa da 2 tragedie: il 27 giugno nei cieli di Ustica viene abbattuto un DC9 che compie la tratta da Bologna a Palermo e il 2 agosto una bomba squarcia la stazione ferroviaria di Bologna. Due casi di cui si parla ancora tanto  oggi. Non solo per il giusto tributo alla memoria delle vittime. Ma sopratutto perché – a distanza di 40 anni – non abbiamo ancora i nomi dei colpevoli. E non si tratta degli unici casi della storia italica.

A Mosca, italiani protagonisti nelle Olimpiadi del boicottaggio

Come detto prima, nel 1980 nessuno può immaginare gli eventi di 9 anni dopo. Il nuovo decennio prende il via con la tensione alle stelle tra Stati Uniti e Unione Sovietica per via dell’Afghanistan. A rimetterci è il mondo dello sport, che con la politica non dovrebbe avere niente a che spartire. Gli americani decidono il boicottaggio dei Giochi Olimpici di Mosca, che perdono così parte del loro interesse. Risollevati grazie alle imprese azzurre, tra le quali quelle di Sara Simeoni, Pietro Mennea, Maurizio Damilano e Patrizio Oliva.

Calcio italiano tra scommesse ed Europei

E poi c’è sempre il calcio. Come accennato nell’introduzione, gli anni ’80 iniziano nel peggiore dei modi per quello di casa nostra. A marzo scoppia lo scandalo del Calcioscommesse, con la polizia che fa irruzione negli stadi e arresta i tesserati in diretta tv. Tra le società, il prezzo più salato lo pagano Milan e Lazio, retrocesse in B. Ma soprattutto tanti calciatori illustri, quali Paolo Rossi, Bruno Giordano, Lionello Manfredonia, Giuseppe Savoldi ed Enrico Albertosi. 

1980, Rossi e Giordano fermati per il Calcioscommesse

Una brutta grana, scoppiata a pochi mesi da un Europeo che l’Italia deve ospitare in casa. E che infatti finisce male, nonostante Enzo Bearzot abbia tra le mani il gruppo che ha fatto benissimo in Argentina, con 2 anni in più di esperienza. Dino Zoff tiene la porta inviolata per le 3 partite del girone, ma l’attacco produce un solo gol, di Tardelli nell’unico successo, a Torino con l’Inghilterra. Troppo poco: gli azzurri devono cedere la finale al Belgio per differenza reti e perdono  ai rigori anche la finalina contro la Cecoslovacchia.

20 agosto, riaprono le frontiere chiuse dal 1966

E qui arriviamo al tema di questa puntata del 20 agosto di Almanacco Bianconero. L’ho preso un po’ alla larga, lo so, ma i fatti del periodo finiscono per incastrarsi l’uno con l’altro. Compreso quello del 9 maggio, quando la FIGC ufficializza una decisione di cui si discute da mesi: la riapertura delle frontiere per i calciatori stranieri. Frontiere chiuse 14 anni prima, dopo la brutta figura fatta dalla Nazionale contro la Corea del Nord nel Mondiale di Inghilterra del 1966.

Giampiero Boniperti è tra i presidenti che ha spinto di più per questa riforma e si mette subito alla ricerca del talento in grado di rinforzare la sua Juve. Una Juve, per inciso, anch’essa reduce da un pessimo inizio di decennio. La stagione 1979/80 è stata la peggiore degli ultimi anni, almeno dall’arrivo di Giovanni Trapattoni. Dopo 2 Scudetti, una Coppa Uefa e una Coppa Italia, il gruppo rimane per la prima volta all’asciutto. Un’annata da “zeru tituli”, come avrebbe coniato qualche anno dopo José Mourinho. E poco consola il successo di Roberto Bettega nella classifica dei cannonieri.

Boniperti sceglie Liam Brady

La scelta cade su un ragazzo irlandese entrato a forza nel destino bianconero. Si chiama Liam Brady ed è uno dei punti di forza dell’Arsenal che ha appena estromesso capitan Furino e compagni a un passo dalla finale di Coppa delle Coppe.

Liam Brady e Beppe Furino in Juve-Arsenal 1981

Brady ha 24 anni quando lascia l’Arsenal, dove ha giocato oltre oltre 230 partite, ma ha raccolto poche soddisfazioni di squadra. Compresa proprio la finale di Coppa delle Coppe, persa ai rigori contro il Valencia di Alfredo Di Stefano. E lui, Brady, si macchia di uno degli errori dal dischetto che costano il trofeo. Giusto per curiosità: sai dove si giocò quella finale? In una stadio che qualche anno dopo i bianconeri impareranno, purtroppo, a conoscere bene: l’Heysel di Bruxelles.

Juve a caccia di riscatto

A Torino, l’elenco di gente a caccia di riscatto si allunga. Come detto, l’annata precedente si è chiusa male dal punto di vista dei risultati. Ancora di più per i 6 reduci dall’Europeo: Zoff, Gentile, Scirea, Tardelli, Causio e Bettega. In più ci sono anche Boniperti e Trapattoni, tirati in mezzo al polverone del calcioscommesse e assolti in entrambi gradi di giudizio. 

A parte il ritorno in Coppa Uefa, dove l’ultima apparizione fu trionfale, la Juventus ha il campionato come primo obiettivo. C’è da strappare il titolo all’Inter e dare l’assalto al 19° Scudetto.

Ma come prassi del periodo, la stagione ufficiale parte dalla Coppa Italia. Con una sfida tutta bianconera, al Friuli contro l’Udinese, mercoledì 20 agosto.

20 agosto, sfida tutta bianconera a Udine

Al di là della manifestazione, c’è voglia di ritorno al calcio giocato e di voltare pagina dopo gli ultimi mesi. E non solo per il Calcioscommesse. Bruno Perucca, storica prima firma del La Stampa, lo scrive senza fronzoli nel suo articolo del 20 agosto: “Il 4° posto della Nazionale all’Europeo non ha rimediato alle delusioni provocate dal gioco sbiadito del precedente campionato, vinto dalla squadra migliore di un lotto modesto”.

Per questo ci si aspetta molto dai nuovi talenti sbarcati in Italia. A partire dai più acclamati, come Brady appunto. O come Falcao, Bertoni e Prohaska.

I tifosi hanno voglia di spettacolo e intanto protestano per il caro prezzi dei biglietti, fin dalla prima partita. Succede proprio a Udine dove è attesa la Juve. Ma questo non impedisce il tutto esaurito e un incasso di 200 milioni di vecchie lire. Non male per essere a metà agosto.

Trapattoni parte per il Friuli senza Causio, Furino e Osti squalificati e anche senza l’acciaccato Cuccureddu. Dentro un 19enne esordiente assoluto quale Massimo Storgato, a rinforzare la pattuglia del vivaio che comprende anche Bettega e Marocchino, oltre Verza e Galderisi inizialmente in panchina. Un ragazzo del Combi anche nell’Udinese: è Luciano Miani, classe 1956 come Paolo Rossi e appena arrivato da Vicenza.

La Juve parte forte e nel primo tempo colleziona palle gol. Vanno vicino al vantaggio Fanna e Marocchino e anche l’atteso Brady sfiora la rete all’esordio. Ma è soprattutto Bettega il più attivo, colpendo un palo e vedendo una conclusione salvata sulla linea da un difensore. Lo 0-0 di metà gara non può che star stretto agli ospiti.

Subito lampi di Brady

Ospiti che quasi senza rendersene conto si trovano sotto nella ripresa. L’Udinese piazza a sorpresa un uno-due, prima con Attilio Tesser, entrato in campo a gara in corso, e poi con il ventenne Loris Pradella, appena prelevato dal Montebelluna in Serie D.

20 agosto, Brady e Bettega subito protagonisti

Manca mezz’ora e il Trap inizia a temere un esordio amaro. Ma per rimettere in piedi la partita bastano 3 minuti, quelli tra il 75° e il 78°, il tempo che Brady pennelli 2 traversoni e Bettega li insacchi di testa, confermando la vena realizzativa della stagione precedente. Sul 2-2, con oltre 30 minuti di ritardo rispetto alla tradizione, anche Giampiero Boniperti può lasciare la tribuna soddisfatto: quello dell’irlandese è candidato a finire nel lungo elenco degli acquisti indovinati. E in quel momento, il presidente non può ancora sapere quanto!

NOTA A MARGINE 

20 agosto 1981, l’apparizione dello sponsor maglia

Un anno dopo, il 20 agosto 1981, Brady è di nuovo protagonista e non poteva essere diversamente. Al Comunale è in programma un’amichevole di lusso contro l’Arsenal. L’irlandese onora la partita tra il suo presente e il suo passato segnando le 2 reti juventine nel 2-2 finale.

20 agosto 1981, Brady con lo sponsor Ariston
Ma la gara passa alla storia per un altro fatto: per la prima volta, il nome di uno sponsor compare sulla maglia bianconera. Si tratta di Ariston, marchio che accompagnerà il club in tante vittorie degli anni successivi. Proprio come Boniperti con Brady, nessuno in quella serata di metà agosto del 1981 può sapere che rivoluzione sta per cominciare nel calcio.

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