2 ottobre 1932 – Il primo volo di Farfallino

2 ottobre 1932 – È nato un fenomeno: Felice Placido Borel

Il calcio è cambiato tanto negli anni. Certi exploit centrati in passato, sembrano difficilmente ripetibili. Come quelli di un ragazzino 18enne, che al primo anno segna 29 gol in 28 partite e trascina la sua squadra allo Scudetto. Quel ragazzino si chiamava Felice Placido Borel, detto Farfallino, e nella stagione 1932/33 spinge la Juve al terzo dei 5 sigilli del Quinquennio. E dire che l’esordio non era stato proprio indimenticabile. Il 2 ottobre 1932 è il Napoli a rovinargli la prima assoluta con la Juve, la squadra dei suoi sogni di bambino.

In mezzo al Quinquennio

Per questa seconda puntata del mese di ottobre, Almanacco Bianconero torna di nuovo negli anni ’30. Al periodo del Quinquennio d’oro. Ti ho raccontato la fine del ciclo, all’indomani della morte di Edoardo Agnelli. E poi l’inizio, con l’arrivo a Torino di Carlo Carcano.

Oggi si approda al 2 ottobre 1932, quindi in pieno dominio bianconero. La Juventus ha vinto gli ultimi 2 Scudetti, dominando letteralmente la stagione 1931/32. Il Bologna secondo è arrivato a 4 punti, la Roma addirittura dietro di 14. In tutta l’annata, la squadra è riuscita a superare quota 100 gol, con i 24 di Orsi e i 19 di Giovanni Ferrari in evidenza.

L’attacco è l’ultimo dei problemi, ma Carcano guarda già al futuro. E per l’inizio della stagione 1932/33 aggrega alla rosa un ragazzino che si è messo in luce nelle giovanili. Si chiama Felice Placido Borel, ha compiuto 18 anni ad aprile ed è pronto al grande salto.

Borel, famiglia di calciatori

Felice Placido è l’ultimo discendente dei Borel, una famiglia di calciatori e di attaccanti. Papà Ernesto, classe 1889, ha vestito la maglia bianconera a inizio secolo, poco dopo la conquista del primo storico Scudetto del 1905.

Il fratello Aldo Giuseppe ha 2 anni in più e ha finito per allontanarsi dalla tradizione di famiglia. I primi passi li ha mossi nelle giovanili del Torino, con il quale ha anche esordito nel 1930. È reduce da un’annata a Casale Monferrato e per la stagione 1932/33 si è accasato alla Fiorentina.

Ma chi ha bazzicato i campi dove sgambettano i giovani ne è sicuro: dei 3, il vero talento è proprio il più giovane. Felice Placido è nato a Nizza il 5 aprile 1914. Cresciuto respirando Juve in casa, dimostra subito le sue doti. È un attaccante sgusciante, dotato di grande tecnica ma dal fisico non proprio robusto. Per questo si è meritato il soprannome di Farfallino. 

E per le cronache del tempo è anche conosciuto come Borel II, per distinguerlo dal fratello maggiore.

2 ottobre 1932, esordisce Felice Placido Borel

1932, anno di grandi novità destinate a durare

Come già accennato nelle altre puntate di Almanacco Bianconero dedicate al periodo, siamo in pieno Ventennio fascista.

Nel 1932, anche la Germania inizia a respirare la stessa aria. Il Partito Nazista prende la maggioranza dei voti nelle elezioni politiche, primo passo dell’ascesa al potere di Hitler all’inizio dell’anno successivo. 

In Italia partono 2 iniziative destinate a durare a lungo e a giungere fino ai giorni nostri. Esce il primo numero della Settimana Enigmistica e a Venezia scatta la prima edizione della Mostra Internazionale del Cinema.

Anche lo sport vive un periodo importante. Il 1932 è anno olimpico e gli Stati Uniti hanno l’onere di organizzare entrambe le edizioni. Quella invernale si disputa a Lake Placid, mentre quella estiva si tiene a Los Angeles. Tra le discipline in gara non compare il calcio, che tornerà solo 4 anni dopo a Berlino. E sarà un momento indimenticabile per l’Italia di Vittorio Pozzo.

Via alla nuova stagione, in attesa del 2 ottobre

La Juventus è reduce da 2 scudetti di fila, cosa mai successa nella sua storia. Altri club, Genoa e Pro Vercelli hanno infilato anche dei tris di successi consecutivi, ma tutti prima dell’istituzione del girone unico. 

La squadra di Carlo Carcano parte quindi per la stagione 1932/33 con l’obiettivo di allungare la striscia. I presupposti ci sono tutti, la squadra è di fatto la stessa e tutti i favori del pronostico sono per i bianconeri.

Invece l’avvio non va secondo le previsioni. Almeno di quelle dei Campioni d’Italia. Nell’esordio in campionato, il 18 settembre, a tirare un brutto scherzo a Carcano è la sua ex squadra. Ad Alessandria i bianconeri prendono un’imbarcata, subendo 3 gol in un’ora. Le reti di Vecchina e Orsi servono a rendere solo meno amaro il ko.

Va meglio una settimana dopo nell’esordio in casa. In corso Marsiglia, questa volta il tris lo mettono sul tavolo i Campioni d’Italia. Contro il Padova, segna 2 volte Cesarini nel primo tempo e Ferrari chiude i conti nella ripresa con la rete del 3-1 finale.

Per la terza giornata, è già prevista una sfida impegnativa. Domenica 2 ottobre, c’è il big match in casa del Napoli.

2 ottobre, super sfida a Napoli

Per il primo match del nuovo mese, i Campioni d’Italia sono chiamati a una lunga trasferta. Il campo di Napoli è insidioso e bianconeri lo sanno bene. Nella cavalcata della stagione precedente, nel capoluogo campano è arrivato uno dei pochi ko, anche se piuttosto netto: un 2-0 con doppietta di Attila Sallustro, idolo di casa.

Alla fine della corsa, anche grazie al 5-3 di Torino, la Juve chiude il campionato con 19 punti di vantaggio sui rivali. Relegati a metà classifica ma di fatto a 5 punti dalla Roma, finita sul gradino più basso del podio.

Ma a tenere alta la tensione per gli uomini di Carcano ci sono altri 2 motivi. Il primo è la classifica, con il Napoli già a quota 3 e quindi a +1, anche se con appena 180 minuti disputati.

Poi, per la trasferta in Campania non è disponibile Renato Cesarini. Per questo il tecnico decide di lanciare quel ragazzino 18enne che scalpita: Felice Placido Borel. Sarà lui a comporre l’attacco con Vecchina e Orsi. Nel Napoli, oltre al temuto Sallustro, c’è un ex bianconero: Antonio Vojak.

Felice Borel prende indicazioni da Carlo Carcano

2 ottobre, tripudio partenopeo

I timori della vigilia si dimostrano fondati. Non tanto per l’assenza di Cesarini. Borel fa la sua parte e, stando alla cronaca de La Stampa, risulta anche tra i migliori in campo.

Ma soprattutto il Napoli si conferma avversario tosto. I partenopei rischiano il patatrac nel primo tempo, quando il difensore Vincenzi sfiora l’autogol ma è salvato dal palo della sua porta.

La partita si sblocca al 10’ della ripresa. Nonostante la supremazia bianconera, a colpire è ancora una volta Sallustro. Questa volta basta e avanza. Il Napoli rifila un altro ko ai Campioni d’Italia e lancia la sua candidatura. I campani saranno a lungo protagonisti, chiudendo al quarto posto e restando in testa per alcune giornate.

La Juventus incassa la seconda sconfitta in 3 gare. Ma non dà a nessuno il tempo di parlare di crisi o di abdicazione. A partire dalla settimana successiva, con l’1-0 rifilato alla Roma, i Campioni d’Italia piazzeranno una striscia di 9 vittorie consecutive. 

Un ruolino di marcia inarrestabile, favorito anche dall’esplosione di Borel. Farfallino si prende la Juve e inizia a segnare a raffica, spesso più volte nella stessa partita. E non si ferma più: a fine anno saranno 29 gol in 28 partite e titolo di capocannoniere. Non male per un ragazzo appena 18enne e alla prima esperienza.

Anche la Juve non si ferma più e porta a casa il terzo Scudetto della serie, il quinto per il club. E la serie è destinata ad allungarsi, ora che Carcano può contare su un Farfallino in più.

NOTA A MARGINE

2 ottobre, tripudio partenopeo

Se mi hai seguito nelle precedenti puntate di Almanacco Bianconero, sai che ogni tanto mi piace citare dei libri che ho letto. Oggi il tributo è doveroso perché il protagonista è proprio Felice Placido Borel.

No, non è la sua biografia e non è neppure un libro sul calcio. Si intitola “Felix e l’estate perfetta” ed è una storia per ragazzi. Scritta da Enrico Brizzi, autore tra i più affermati e conoscono fin dal 1994 quando uscì il suo primo romanzo “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.

Si tratta di una storia di fantasia, ambientata a Torino a metà degli anni ’20 del secolo scorso. Il protagonista, come detto, è il Borel bambino. Il piccolo Felice, Felix nella storia, che già sogna di diventare un grande calciatore e di indossare la maglia della Juventus. Il club nel quale ha militato il papà Ernesto.

Tra una ragazzata e l’altra, il 12enne Felix si trova a risolvere una serie di misteri che stanno accadendo nel 1926 a Torino. E il riferimento non è casuale, perché tra questi misteri c’è anche la sparizione della coppa per vincitori del campionato. Destinata alla Juventus, lanciata verso la vittoria del suo secondo storico Scudetto.

Un libro scritto per ragazzi, ma destinato a tutti. Soprattutto a chi vuole ripercorrere una pagina di storia bianconera non così conosciuta. E anche per conoscere meglio un personaggio straordinario come Farfallino Borel, uno che il mito della Juventus l’ha prima scritto sul campo e poi raccontato. È stato il primo direttore di Hurrà Juventus dopo la rinascita nel 1963. 

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