19 ottobre 1952 – Ci pensa John Hansen

19 ottobre 1952 – Il rosso a Boniperti non ferma la Juve

Per quelli della mia generazione, che hanno iniziato a seguire il calcio negli anni ’80, era un’abitudine consolidata. Cioè vedere il presidente Giampiero Boniperti lasciare la tribuna alla fine del primo tempo e perdersi puntualmente la ripresa. Al Comunale e in trasferta, in Italia e all’estero. E quando era calciatore, gli è capitano di lasciare il campo ancora più in anticipo. Curiosamente, 3 della 4 espulsioni rimediate in carriera gli sono state comminate prima dell’intervallo. Come quella del 19 ottobre 1952, in un match casalingo contro l’Udinese, vinto poi dai suoi compagni nonostante l’inferiorità numerica.

19 ottobre 1952 – Il rosso a Boniperti non ferma la Juve

Nel 1952, la Juventus può iniziare ufficialmente la caccia alla stella. In primavera è arrivato lo Scudetto numero 9, il secondo negli ultimi 3 anni.

Dopo la tragedia di Superga, che si è portata via gli invincibili del Grande Torino, il calcio italiano torna a essere equilibrato. Almeno nella spartizione degli Scudetti. I bianconeri hanno ricominciato a essere protagonisti. Non solo a Torino, dove i granata ci metteranno parecchio tempo per riprendersi dallo choc. Ma soprattutto a livello nazionale, come non succedeva dai tempi del Quinquennio. 

E curiosamente è successo con un altro Agnelli alla guida. Il presidente è Giovanni, il futuro Avvocato e figlio di Edoardo, primo esponente della Famiglia a legarsi ai colori bianconeri.

È lui che ha voluto in panchina Gyorgy Sarosi, uno dei simboli del calcio ungherese, che da calciatore ha affrontato la Juventus con il suo Ferencvaros ai tempi della Coppa dell’Europa Centrale.

Il momento d’oro del calcio scandinavo

Gli inizi degli anni ’50 sono all’insegna della Scandinavia. Nell’estate del 1952 è la capitale finlandese Helsinki a ospitare i Giochi Olimpici. Ma è soprattutto nel calcio che tanti atleti del Nord Europa diventano protagonisti.

Il Milan può contare sul trio svedese Gre-No-Li, ovvero Grenn, Nordahl e Liedholm. La Juventus i suoi talenti li sceglie invece in Danimarca. Si tratta di John Hansen, Karl Hansen e Karl Agge Praest.

I 3 danesi si sono inseriti perfettamente nel meccanismo bianconero di cui fanno parte Boniperti, Carlo Parola, Viola, Muccinelli e Vivolo, a cui si aggiunge Carapellese nel mercato estivo.

La Juventus vuole tentare subito l’assalto al decimo Scudetto, quello mai riuscito al Genoa, unico club italiano capace fin a quel momento di toccare quota 9.

19 ottobre, la Juventus batte l'Udinese

Partenza falsa e ripresa, in vista della sosta del 19 ottobre

Quando dovrebbe iniziare il viaggio verso la stella, la rampa di lancio non funziona al meglio. I Campioni d’Italia partono malissimo racimolando un solo punto nelle prime 2 partite.

Nell’esordio a Palermo è un pareggio per 1-1. Peggio ancora la prima in casa, con il Bologna che si prende lo sfizio di uscire con i 2 punti.

Ma non c’è neppure il tempo di suonare il campanello d’allarme. A partire dalla 3a giornata, i bianconeri riprendono a correre. La prima a farne le spese è l’Atalanta che in casa ne prende 5. Poi sotto con Triestina e Fiorentina. Vivolo e John Hansen sono i protagonisti dell’avvio della rimonta. Con i loro gol riportano la squadra a galla. Proprio nel momento giusto, prima della sosta.

Domenica 19 ottobre si gioca il 6° turno, l’ultimo prima di lasciare spazio alla Nazionale. La squadra di Sarosi è a quota 7 e deve rincorrere. Guida la Roma con 9, seguita dalle 2 milanesi a 8. Il torneo è ancora lungo e c’è tutto il tempo per riacciuffare chi sta davanti. Per il momento è fondamentale non perdere altri colpi e proseguire la striscia favorevole.

A partire dal match casalingo contro l’Udinese, in programma proprio il 19 ottobre.

19 ottobre, attesa per l’Udinese di Aldo Olivieri

Una sfida tutta bianconera per il 6° turno. I friulani hanno avuto un discreto avvio di stagione e sono a quota 5 punti, appena 2 in meno dei Campioni d’Italia.

I motivi per tenere alta la tensione ci sono eccome. Alla guida dell’Udinese è tornato Aldo Olivieri, tecnico che ha portato la squadra in Serie A. Dopo l’avventura all’Inter è tornato in Friuli in attesa di una nuova opportunità. Che arriverà proprio pochi mesi dopo con la chiamata della Juventus.

A far notizia nel gruppo friulano è un ragazzino non ancora maggiorenne. Si chiama Giuseppe Virgili, ha 17 anni e Olivieri è andato a pescarlo negli oratori. In pratica è passato dalle partitelle con gli amici alla Serie A. Ha tutto per sfondare e negli anni lo farà, raggiungendo la Nazionale e vincendo anche uno Scudetto con la Fiorentina.

A non credere alle chance dell’Udinese è invece La Stampa. Il giornale di Torino, nell’articolo di vigilia, prevede un successo facile per Boniperti e compagni.

Tra ciclismo e prime bozze di legge truffa

Nelle pagine sportive de La Stampa di domenica 19 ottobre non si parla solo di calcio. Oltre a ospitare Juventus-Udinese, Torino sarà teatro dell’arrivo del Giro del Piemonte di ciclismo.

È uno degli eventi clou del weekend che riguarda le 2 ruote. L’altro è in Svizzera, a Lugano, dove è previsto il ritorno alla gare del Campionissimo Fausto Coppi.

Al di fuori dello sport, è un altro l’evento che si prende le prime pagine. Il Governo ha appena approvato la nuova legge elettorale. Prevede un premio del 65% dei seggi a chi ottiene la maggioranza assoluta. Verrà approvata dal Parlamento un anno dopo e dalle opposizioni sarà ribattezzata “Legge Truffa”.

Proprio mentre la Rai ha iniziato le sperimentazioni per le trasmissioni televisive. Ci vorrà ancora un po’ di pazienza, fino all’inizio del 1954, ma il futuro è dietro l’angolo.

19 ottobre, la Juventus vince anche senza Boniperti

Si arriva così a domenica 19 ottobre. Mentre Fausto Coppi rientra alla grande vincendo a Lugano e Giorgio Albani si impone nel Giro del Piemonte, al Comunale va in scena Juventus-Udinese.

La Stampa ci aveva visto giusto. I bianconeri di casa, che per l’occasione scendono in campo con una divisa verde, partono forte e schiacciano gli ospiti nella propria metà campo. Ospiti che, anche se a fatica, tengono lo 0-0 fino alla mezz’ora. Sfruttando tutti i mezzi a loro disposizione.

Non manca il gioco duro e gli interventi al limite. Boniperti ne subisce più di uno e al 30’ perde la pazienza reagendo a un colpo di Snidero. L’arbitro Marchese punisce il gesto e lo espelle: Juve in 10 con un’ora da giocare.

Ma i ragazzi di Sarosi sono in fiducia e non perdono smalto neppure in inferiorità numerica. Tanto che in una manciata di minuti indirizzano la gara. Prima con Vivolo che trasforma un calcio di rigore, poi con John Hansen. Quando i friulani restano a loro volta in 10, espulso anche Szoke, si capisce che non ci sarà più storia.

Nella ripresa segnano ancora John Hansen e Praest. E Giovanni Viola blinda il 4-0 parando un rigore a Mazzambani. La Juventus centra la 4a vittoria di fila e continua la sua risalita.

John Hansen decisivo con l'Udinese

L’appuntamento con la stella è rimandato

I bianconeri toccano quota 9 punti e fanno un altro piccolo passo in classifica raggiungendo il Milan, fermato sul pari dalla Triestina. Mentre Roma e Inter non perdono colpi.

Il pari rossonero è un risultato a sorpresa. Uno di quelli che destabilizza gli scommettitori. Quella di domenica 19 ottobre è una domenica speciale per 4 giocatori che centrano un 13 da 48 milioni.

La Juventus riprenderà a correre anche dopo la pausa. Vincerà altre 4 partite di fila, portando a 8 la striscia di successi. Per Giampiero Boniperti arriverà un turno di squalifica per il rosso rimediato. Salterà la trasferta di Como ma rientrerà in tempo per l’appuntamento più atteso: il derby col Toro. Vinto 4-1 con tanto di sua firma sul provvisorio 2-0.

L’appuntamento con il decimo Scudetto sarà però rinviato. Nonostante la striscia di risultati positivi, la squadra di Sarosi perderà malamente altri punti per strada. E si sveglierà troppo tardi, non riuscendo ad agguantare l’Inter che arriverà al titolo in affanno e perdendo tutte le ultime partite. Compreso lo scontro diretto di Torino.

Per riuscire a cucire la stella sulla maglia bisognerà aspettare. Almeno un lustro. Con un altro Agnelli al comando, Umberto al posto di Giovanni, con un altro allenatore, Brocic, e con Charles e Sivori in campo. Ma sempre con la bandiera Boniperti a trascinare la sua Juve. 

NOTA A MARGINE 

19 ottobre 1986, Renato Buso da record

Passano gli anni, 34 per la precisione. Siamo nel 1986 e c’è un altro 19 ottobre da ricordare. Sempre con lo zampino di Giampiero Boniperti.

Da 15 anni Boniperti è diventato presidente e, oltre a uscire dallo stadio a fine primo tempo, ha continuato a portare campioni a Torino. Alcuni affermati, molti invece pronti a esplodere. 

In quel 1986, a Torino sbarca un ragazzino che ha appena 16 anni ma ha già esordito tra i professionisti. Si chiama Renato Buso ed è stato prelevato dal Montebelluna.

Per lui c’è la Primavera ad attenderlo, ma nel momento del bisogno arriva la chiamata dalla Prima Squadra. Rino Marchesi lo ha fatto esordire in Serie A nel match di Firenze del 12 ottobre, quando Buso ha solo 16 anni e 9 mesi e 22 giorni. Da decenni in casa Juve non si vedeva un ragazzo così giovane fare il debutto.

Renato Buso, debuttante il 19 ottobre

Ma l’attaccante veneto non ha finito di bruciare le tappe e una settimana dopo, il 19 ottobre, segna anche il suo primo gol. La Juve è di scena ad Ascoli dove non vince da qualche anno. E dove soffre anche stavolta a cospetto di una squadra che può contare su un certo Liam Brady. 

Buso entra intorno al 60’ al posto di Vignola sul risultato di 1-0 e 10 minuti dopo va a segno aprendo la goleada. Finisce 5-0 anche grazie alla doppietta di Briaschi, a un gol di Ivano Bonetti e una perla finale di Platini. Ma per un pomeriggio i riflettori sono tutti per il ragazzo di Montebelluna, in gol in Serie A e 16 anni e 10 mesi esatti.

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