19 agosto 2017 – La prima del VAR

19 agosto 2017, inizia la rivoluzione VAR

Per gran parte dell’estate, durante gli Europei, abbiamo ascoltato i tifosi inglesi lanciare la loro profezia: il calcio sta per tornare a casa. Là, oltre Manica, dove è stato inventato quasi 160 anni fa. E che, grazie alla semplicità delle sue regole, è ancora oggi molto simile a quello di allora. Almeno così è stato fino a pochi anni fa, quando è stata lanciata un’entità di nome VAR. Che in Italia ha fatto la sua prima apparizione nel 2017, il 19 agosto per la precisione. E di mezzo non poteva che esserci la Juventus…

La tecnologia entra in campo

VAR, acronimo di Video Assistant Referee. Dal 2017 una presenza fissa, un protagonista entrato a gamba tesa nel calcio italiano. Una vera e propria rivoluzione, forse la più grande di sempre nel mondo del pallone. La tecnologia al servizio degli arbitri, dopo l’introduzione nel 2015 della goal line technology.

Come detto, in Italia fa la sua apparizione con l’inizio del campionato di Serie A 2017/18 e tocca proprio alla Juventus tenere a battesimo la nuova arrivata.  

I bianconeri sono chiamati a dare il via al campionato ospitando allo Juventus Stadium il Cagliari. Anzi, all’Allianz Stadium. Perché le grandi novità sono 2, anche se quello dei naming rights è un tema che appassiona molto meno i tifosi. 

Il 19 agosto 2017 ecco il VAR

Dimenticare Cardiff

Si tratta del primo anticipo del sabato, quello del ore 18, in programma il 19 agosto.

A dire il vero, le novità potrebbero anche essere 3… In Italia, mai nessun club aveva iniziato un campionato reduce da 6 Scudetti di fila. La Juve si è presa anche questo sfizio, con Massimiliano Allegri che ha eguagliato Conte a quota 3 e allungato il computo parziale del ciclo.

Un ciclo che nessun vuol far finire anche se il ko nella finale di Champions League a Cardiff, il 3 giugno precedente, potrebbe lasciare i segni. Anzi, qualcuno lo ha già lasciato. Due dei protagonisti della cavalcata, Leonardo Bonucci e Dani Alves, hanno lasciato Torino. Accompagnati, da voci mai confermate, di liti nello spogliatoio nell’intervallo della finalissima con il Real Madrid.

In compenso Marotta e Paratici operano un puntellamento della rosa alzando il tasso di qualità, esperienza e anche un po’ di imprevedibilità. Vengono ingaggiati Douglas Costa, Bernardeschi, Matuidi, Benatia, De Sciglio, un giovanissimo Bentancur e Szczęsny come vice Buffon.

I temuti strascichi post Cardiff emergono fin dalla prima gara ufficiale. Domenica 13 agosto, non basta una doppietta di Paulo Dybala contro la Lazio, i bianconeri vengono beffati da un gol di Murgia a tempo scaduto e lasciano la Supercoppa Italiana ai capitolini. Proprio quesi battuti appena pochi mesi prima nella finale di Coppa Italia. Guarda caso, con le reti dei 2 grandi assenti Bonucci e Dani Alves.

19 agosto, attesa per la prima all’Allianz Stadium col Cagliari

Contro il Cagliari, nella prima in casa, urge quindi la prima reazione. Anche se alla vigilia, più che le parole di Allegri, a fare notizia è un incontro avvenuto a Milano tra Andrea Agnelli e i vertici di Milan e Inter. Per confrontarsi sul calcio del futuro in Italia e in Europa. Chi lo sa, magari iniziando a pianificare quella SuperLega, naufragata poi nel 2021 ancora prima di mollare gli ormeggi.

I sardi si presentano a Torino dopo aver dominato il torneo di B e aver subito fatto ritorno nella massima serie. La promozione è valsa la conferma a Massimo Rastelli che opta per il 4-4-2 che in cadetteria ha fanno la differenza. Con un mix tra l’esperienza del grande ex Padoin e Cigarini, la gioventù di talenti quali Cragno e Barella e la spavalderia di Farias. I piani sardi sono però stati stravolti da un fulmine a ciel sereno: Marco Borriello, altro ex, ha chiesto la cessione e di fatto ha già salutato il gruppo in partenza per Torino. 

Anche Allegri punta sul sicuro, il 4-2-3-1 così utile nel finale della stagione precedente. A far coppia in mezzo con Chiellini c’è Daniele Rugani. Davanti i soliti Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain, col nuovo arrivato Douglas Costa in panchina, insieme a Matuidi appena acquistato dal PSG.

Tra VAR e commozione per le vittime di Barcellona

Ma per una volta, l’attenzione del pubblico non è solo rivolto ai 22 in campo. La lente di ingrandimento è su Fabio Maresca, designato arbitro della gara. Ma soprattutto su Paolo Valeri e Gianluca Aureliano che dovranno occuparsi del Var.

Inutile dire che l’attenzione non è solo dei presenti all’Allianz Stadium. Ma di molti di quei tifosi non juventini che attendevano con ansia il supporto tecnologico, unico antidoto – a detta loro – per fermare lo strapotere juventino favorito dagli arbitri.

Si gioca a 4 giorni da Ferragosto e fa un gran caldo. Torino non è più da tempo quella dell’ “ad agosto tutto chiuso per ferie”. La città è già quasi tornata alla normalità e lo Stadium è esaurito come quasi sempre nei suoi 6 anni di vita.

E anche l’ultimo clima vacanziero è stato spazzato via a forza. Due giorni prima, il terrorismo internazionale ha colpito uno dei luoghi più frequentati dagli italiani in vacanza. Le Rambla di Barcellona sono state teatro di un eccidio che ha provocato 16 morti, tra cui anche 2 nostri connazionali.

Dopo il doveroso minuto di raccoglimento in onore delle vittime, si parte. E stavolta la Juve lo fa col piglio giusto. Al 10’ è già avanti con la girata di Mario Mandzukic su assist di Lichtsteiner, uno che ha sempre un grande feeling con le prime uscite stagionali.

Il Cagliari c’è e dimostra di non voler solo assistere alle sfuriate dei Campioni d’Italia. Buffon deve fare un mezzo miracolo su Farias ed è graziato da Faragò che sbaglia il tap-in da pochi passi.

19 agosto, minuto 37, si fa la storia

Oltre al calcio, gli inglesi hanno inventato le scommesse. Chissà se qualcuno si è giocato il minuto del primo intervento del VAR…

Sulla ruota di Torino esce il 37. Alex Sandro mette giù il cagliaritano Cop in area. Maresca è ben posizionato ma lascia correre. Dalla sala Var giunge la segnalazione e gli italiani iniziano a far conoscenza col nuovo rito: gesto del direttore di gara a indicare una sorta di rettangolo e corsa a bordo campo dove è posizionato un monitor collegato alla sala video.

Le immagini mostrano un’altra verità e Maresca si corregge. Giustamente, aggiungo io. Perché il fallo del brasiliano, visto e rivisto, è da sanzionare. In tribuna stampa escono i primi dati statistici: la Juve non subiva un rigore in casa da 31 partite. Musica per le orecchie di qualcuno.

Dopo un paio di minuti, si può riprendere. È Farias a presentarsi sul dischetto ma a fare la storia è ancora una volta Buffon, che intuisce l’angolo e respinge il tiro. Alla voce “primo rigore concesso con il VAR” ci sarà vicino il nome di Gigi, che aggiunge un’altra medaglia al petto.

19 agosto 2017, Gigi Buffon para il primo rigore concesso col VAR

Lezione di tango argentino

Scampato il doppio pericolo, i bianconeri si destano e piazzano il raddoppio. Nel peggior momento della partita. Per il Cagliari, ovviamente. A una manciata di secondi dall’intervallo, Pjanic si traveste da Pirlo e lancia Dybala nel corridoio centrale. Il resto lo fa l’argentino che non concede la grazia a Cragno. I sardi protestano per un possibile offside, ma questa volta dalla sala video confermano che la decisione di Maresca e guardalinee è corretta. Per la serie, chi di Var ferisce, di Var perisce.

Il match si chiude di fatto al rientro negli spogliatoi. Per gli ospiti, il doppio svantaggio è una montagna troppo alta da scalare. La ripresa è tutta a tinte bianconere. Una traversa di Dybala e il 3-0 di Gonzalo Higuain, su assist di Alex Sandro, completano la lezione di tango argentino. I debutti di Matuidi e Douglas Costa sono le altre uniche note salienti di un match ormai chiuso. E che nella storia ci era già entrato per quanto accaduto tra il 37’ e il 39’ del primo tempo.

Juventus-Cagliari troverà il meritato spazio nell’album dei ricordi della stagione. La prima pagina del cammino verso lo Scudetto numero 7 di un ciclo sempre più incredibile.

Lo Scudetto più difficile della serie, vinto nel duello col Napoli di Maurizio Sarri. Un duello partito proprio quel 19 agosto, dopo che i partenopei rispondono in serata battendo la Lazio. La lunga sfida è iniziata.

NOTA A MARGINE

19 agosto, il sogno esaudito di Aldo Biscardi 

Non so se ci sia una classifica per gli ossimori, ma credo che “morte felice” occuperebbe una buona posizione in griglia. Un concetto che secondo me può essere collegato ad Aldo Biscardi. Io faccio parte di quella generazione che è cresciuto guardando il Processo del Lunedì e ammirando la sua professionalità. Poi ne ho apprezzato l’ironia, durante i suoi celebri camei nei film a tema calcistico, quali l’Allenatore nel Pallone o Mezzo Destro Mezzo Sinistro.

Aldo Biscardi è morto pochi mesi dopo il 19 agosto 2017

Negli ultimi anni mi aveva colpito la sua perseveranza nel voler portare avanti la crociata della moviola in campo. Ve li ricordate i suoi appelli? A lungo mi era parsa la classica battaglia contro i mulini a vento. Invece, alla fine, ha visto esaudire il suo sogno. 

Dubito che il board della FIFA abbia ascoltato le sue trasmissioni o Gianni Infantino fosse un suo fan, ma la moviola in campo è davvero arrivata. 

Appunto, il 19 agosto 2017. Praticamente 50 giorni prima della scomparsa di Aldo Biscardi, l’8 ottobre. Aveva quasi 87 anni, gran parte dei quali spesi nel giornalismo sportivo. Io non so se la sua si può definire una morte felice, di sicuro ha lasciato questo mondo dopo aver esaudito il suo sogno più grande. E questa non è una c

6 pensieri su “19 agosto 2017 – La prima del VAR

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