18 ottobre 1995 – Del Piero prende il giro

18 ottobre 1995 – Terza magia di Ale in Champions 

Nove anni sono un’attesa interminabile nel calcio. Soprattutto per chi, nel suo dna, è abituato a raggiungere traguardi con una certa regolarità. Nel 1995, la Juventus torna a conquistare lo Scudetto e a giocare nella massima competizione europea, come non succedeva dal 1986. L’avvio in Champions League, come si chiama adesso la Coppa dei Campioni, è straripante per la squadra di Marcello Lippi. Soprattutto grazie alle magie di Alessandro Del Piero, che infila 3 capolavori nelle prime 3 partite. Praticamente in fotocopia. Il terzo è datato proprio 18 ottobre, contro i Rangers Glasgow. E non sarà l’ultimo.   

Valeva la pena aspettare tanto!

Nove anni in attesa dello Scudetto. Nove anni in attesa di tornare a giocare in Coppa dei Campioni. Nel 1995, per la Juventus è arrivato il momento di fermare questa doppia astinenza.

Al primo colpo, la Triade e Marcello Lippi centrano il bersaglio grosso e riportano lo Scudetto a Torino. Che mancava dai tempi del primo Trapattoni e di Michel Platini.

I bianconeri si meritano il lasciapassare per tornare nell’Europa che conta. Nel massimo torneo continentale che, nel frattempo, si è dato un tocco di modernità cambiando anche nome: dal 1992 non si chiama più Coppa dei Campioni ma Champions League.

La Juventus si getta nella nuova avventura e si trova subito inserita in un girone di ferro. Le rivali sono il Borussia Dortmund dei tanti ex, la Steaua Bucarest che pochi anni prima ha conteso il trofeo al Milan in finale e i Rangers Glasgow, massimo esponente con il Celtic del calcio scozzese.

Umberto Agnelli con la Triade e Lippi

Protagonisti fin dall’esordio

Il ritorno nell’Europa dei piani alti l’ho appena accennato ad Almanacco Bianconero. Nella puntata del 13 settembre13 settembre 1981 – Viaggio verso la 2ª stella, giorno in cui la squadra di Lippi inizia l’avventura da Dortmund.

I Campioni di Germania sono infarciti di ex bianconeri. Ci sono Kohler, Reuter, Julio Cesar e Moeller, tutti schierati da Hitzfeld. Al contrario, il suo collega viareggino è alle prese con assenze pesanti. Oltre a Lombardo, che si è rotto in pre campionato, mancano sia Vialli che Ravanelli, entrambi squalificati.

Moeller fa scattare la legge dell’ex dopo neppure un minuto, con un tiro che piega le mani di Peruzzi, già menomato per una recente frattura al naso.

Ma la Juve è solida e a prenderla per mano è il più giovane della compagnia. Del Piero non ha ancora compiuto i 20 anni e, forte del numero 10 sulle spalle, cambia la partita. Prima serve l’assist per il pareggio di testa di Padovano. Poi piazza il sorpasso con un’autentica prodezza. Si porta a spasso l’ex Kohler, non proprio il più tenero dei difensori, e poi centra l’incrocio lontano con un destro a giro irresistibile. 

Nella ripresa ci pensa capitan Conte a chiudere la sfida con un tuffo di testa che vale il 3-1. L’avventura in Champions League non poteva partire meglio.

Un Juve dai 2 volti in attesa del 18 ottobre

Dopo la grande vittoria di Dortmund, la Juventus sembra spegnersi. O meglio diventa improvvisamente balbettante in campionato, dove raccoglie 2 punti in 3 partite e perde anche lo scontro diretto in casa del Milan di Fabio Capello.

In Europa, invece, la squadra avanza senza freni. Due settimane dopo il blitz in Germania, ecco l’esordio casalingo. È la prima partita di Champions che ospita il Delle Alpi e non poteva essere migliore: la Steaua Bucarest è letteralmente annientata nel giro di 15 minuti tra fine primo tempo e inizio ripresa.

Stavolta ci sono sia Vialli che Ravanelli, ma a sbloccarla è Di Livio alla mezz’ora. Sembra quasi la fotocopia del gol dell’anno prima contro la Samp: Del Piero centra da sinistra e il Soldatino si fa trovare pronto sul secondo palo.

Del Piero ancora uomo assist. E Del Piero ancora goleador, 5 minuti dopo quando concede il bis della magia di 2 settimane prima. Quasi in fotocopia, con un destro a giro che finisce sotto l’incrocio dei pali.

Il conto questa volta la chiude Ravanelli a inizio ripresa per il 3-0 finale. Due partite, 2 successi, tanto spettacolo e le ambizioni che salgono. In attesa di verificarle nel terzo match, di nuovo al Delle Alpi, mercoledì 18 ottobre contro i Rangers Glasgow.

Di Livio match winner del math del 25 settembre

18 ottobre, Del Piero pennella il terzo capolavoro

Juventus-Rangers Glasgow è in programma mercoledì 18 ottobre, 3 giorni dopo il ko patito a Milano contro i rossoneri. Serve un pronto riscatto e la Champions arriva al momento giusto.

Contro gli scozzesi, Marcello Lippi vuole rivedere la Juve d’Europa, quella che sa vincere e regalare spettacolo. Indipendentemente dai protagonisti, come dimostrato nell’esordio a Dortmund. 

E proprio come allora, non c’è Vialli a guidare l’attacco. Il capitano è alle prese con un guaio fisico rimediato a San Siro ed è costretto al forfait. Davanti giocano Del Piero e Ravanelli. 

I Campioni d’Italia partono a mille e schiacciano gli scozzesi nella loro area. Il vantaggio arriva al 15’ quando le occasioni create sono state almeno 4. La sblocca Ravanelli con una punizione che viene deviata dalla barriera.

Un paio di minuti dopo è ancora Conte a trovare l’inserimento coi tempi giusti, suo il tocco in mischia che vale il raddoppio. 

La gara è in discesa e il pubblico del Delle Alpi si aspetta un altro numero di Del Piero. Che arriva, puntuale, al 23’. C’è una punizione da sinistra, molto defilata. Il portiere Goram si aspetta un cross, invece Pinturicchio disegna un’altra delle sue traiettorie che si insacca di nuovo nell’angolo alto. Alla terza volta, viene naturale chiamarlo “Gol alla Del Piero”.

18 ottobre, la delusione di James Bond

Prima della fine Ravanelli trova la sua doppietta e sale pure lui a quota 3 gol in Europa. Finisce 4-1 per la gioia di quasi tutti gli spettatori sugli spalti. Tra questi c’è un volto noto al grande pubblico: Sean Connery. L’attore, che ha dato il volto a James Bond, è un tifoso dei Rangers e può solo ammettere lo strapotere dei bianconeri.

Uno strapotere che, dopo 3 gare, per la squadra di Lippi è già quasi un’ipoteca sul passaggio del turno. Il primo passo di un cammino che porterà alla conquista del trofeo, anche grazie ad altri gol decisivi di un Del Piero sempre più in versione europea. Non male per una squadra debuttante nella nuova Champions League. Nove anni di attesa, forse ne è valsa la pena!  

18 ottobre 1995, Del Piero cala il tris

NOTA A MARGINE

La tv entra nel calcio

Quello della stagione 1995/96 è un esordio vincente per la Juventus in Champions League. Il primo passo in una competizione destinata a cambiare il calcio europeo. Anche e soprattutto grazie alla televisione.

I proventi dei diritti tv scavano un solco tra i vari club. Le partite diventano sempre più appetibili dal grande pubblico, anche grazie allo spettacolo offerto dal piccolo schermo. Uno spettacolo che diventa ogni anno più completo, al passo con la tecnologia che avanza.

Ma le immagini video iniziano a diventare funzionali anche alle varie componenti del calcio. Emblematico quello che si legge sulle pagine sportive di La Stampa il giorno dopo Juventus-Rangers Glasgow. Sotto gli articoli di commento della gara, trovano spazio altri 2 che anticipano i tempi.

Il primo riguarda il Parma. Gli emiliani sono di scena in Coppa delle Coppe in casa degli svedesi dell’Halmstads. Oltre al fatto che in panchina si porta il non ancora esordiente Gigi Buffon, Nevio Scala ha preparato la sfida grazie a un nuovo sistema video che permette di sviscerare ogni partita nei minimi particolari. L’antenato del moderno match analysis di cui, oggi, ogni staff tecnico non potrebbe fare a meno.

L’altra notizia arriva da Montecarlo. C’è stato un esperimento di Var. In una gara esibizione, sotto gli occhi dell’attento Sepp Blatter, l’arbitro francese Quiniou ha diretto dal campo grazie all’ausilio di un addetto all’interno di una regia. Con tanto di 16 telecamere per ravvisare ogni possibile svista. 

Un esperimento che Gian Paolo Ormezzano, storica firma del giornalismo sportivo italiano, bolla come “una comica”. Il tempo e la tecnologia moderna smentiranno questo giudizio. E daranno invece ragione al suo collega Aldo Biscardi, il primo tifoso della moviola in campo.

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