17 settembre 2008 – Antipasto di Zenit

17 settembre 2008 – Il ritorno in Europa dopo Calciopoli

Il recente sorteggio di Champions League ha fatto conoscere ai bianconeri i nomi delle prossime rivali. Ma anche riportato alla ribalta una partita che, nel suo piccolo, ha rappresentato una pagina di storia: Juventus-Zenit San Pietroburgo del 17 settembre 2008. Il match che ha permesso alla Signora di tornare in Europa, dopo oltre 2 anni mezzo. Un altro degli effetti di Calciopoli poteva dirsi superato. Almeno per il momento.

Ritorno alla quasi normalità

Quando si entra nel mese di settembre del 2008, in casa Juve si torna a respirare aria di normalità. Gli effetti di Calciopoli sono tutt’altro che esauriti, considerato che gli strascichi si sentono ancora oggi. Ma il club ha recuperato quasi tutte le posizioni, quelle che le sentenze dell’estate del 2006 avevano spazzato via come uno tsunami.

La squadra ha riguadagnato subito la Serie A con una cavalcata senza soste. Merito di una rosa che con la cadetteria non c’entrava proprio nulla. Ma anche dei tifosi che, dopo anni di quasi assuefazione alle vittorie, tornano a scaldarsi. Pure loro si sentono vittime del processo sportivo.

La stagione successiva, la 2007/08, tutto sommato è stata positiva. Un terzo posto in campionato sarebbe stato quasi da record per una neopromossa normale. E sarebbe stato accolto con abbracci e sorrisi in qualsiasi altra società. Invece a Torino non può bastare: la tradizione del club richiede altro.

Ma adesso un altro pezzo del puzzle è stato rimesso al suo posto: la Juventus è pronta a tornare in Champions League.

Estate 2008, obiettivo Champions

L’estate del 2008 è da vivere con un pensiero fisso in testa: il preliminare di Champions. Sì, perché il terzo posto in campionato ha riaperto le porte dell’Europa. Ma prima c’è da superare un ultimo ostacolo.

La rosa che ha affrontato il ritorno in A era già piuttosto competitiva. Ma per la Champions, e soprattutto per disputare 3 competizioni, non basta. I vertici del club – Cobolli Gigli, Blanc e Secco – si lanciano su Amauri. Il brasiliano del Palermo ha impressionato ed è pronto per una grande sfida. Con lui arrivano 2 che l’Europa la conosco come le loro tasche: Hasan Salihamidzic e Christian Poulsen.

Claudio Ranieri, confermato sulla panchina, ha del buon materiale da plasmare.

Preliminari senza storie

La Juventus non ha grande esperienza di preliminari di Champions. C’è solo il precedente del 2004 quando, con Fabio Capello appena approdato in panchina, per poco la squadra non rischia la figuraccia con gli svedesi Djurgarden.

Molti dei protagonisti di allora – Buffon, Legrottaglie, Zebina, Camoranesi, Nedved, Del Piero e Trezeguet – sono ancora in rosa e tengono alta la tensione in vista del doppio impegno. L’avversario arriva dalla Slovacchia ed è l’Artmedia Bratislava.

Stavolta basta la sfida di Torino, a ridosso di Ferragosto, a chiudere il discorso. I 4 gol portano la firma di gente che si è sorbita la B – Camoranesi, Del Piero, Chiellini e Legrottaglie – ed è un’altra soddisfazione. Al ritorno basta amministrare senza patemi: l’1-1 finale serve anche ad Amauri per rompere il ghiaccio in Europa.

La Juventus è ufficialmente nel tabellone della Champions League 2008/09. E neppure un sorteggio non proprio amichevole fa perdere l’entusiasmo. Dall’urna escono i nomi di Real Madrid, Zenit San Pietroburgo e Bate Borisov.

Per tutti il destino sembra tracciato: Real senza rivali e lotta a 2 tra bianconeri e russi per l’altro posto valido per gli ottavi.

L’esordio del 17 settembre subito determinante

Quanto l’urna non sia stata benevola, la Juve lo capisce il giorno dopo. C’è la Supercoppa Europea, tra i Campioni d’Europa del Manchester United e i detentori della Coppa Uefa. E chi sono? Proprio i russi dello Zenit.

La squadra allenata dall’olandese Dick Advocaat ha vinto il trofeo battendo i Rangers Glasgow nella finale di Manchester. Ma prima ha rifilato 2 poker a Bayer Leverkusen e soprattutto Bayern Monaco. Insomma, un gruppo che in Europa sa il fatto suo.

E se ne rende conto anche lo United che a Montecarlo viene battuto 2-1. Non c’è Cristiano Ronaldo, ma sir Alex Ferguson manda in campo una squadra super competitiva con, tra gli altri, Van Der Sar, Evra, Tevez e Rooney. Ma non basta. 

È un campanello d’allarme che inizia a suonare a Torino. L’esordio di mercoledì 17 settembre contro i russi, all’Olimpico, potrebbe valere una fetta di qualificazione.

Un occhio al 2008

Prima di arrivare alla partita, mi prendo il solito piccolo spazio per aprire una finestra sul 2008. Un anno che lasciato segni non indifferenti.

Partendo dallo sport e dai 2 eventi clou dell’estate. Pechino ospita i Giochi Olimpici che partono all’insegna del simbolismo. Il numero 8 è considerato fortunato per i cinesi che programmano l’inaugurazione per l’8 agosto, ovvero 08/08/08!

Ma è anche anno di Europei. L’Italia li affronta da Campione del Mondo, senza Marcello Lippi e con Roberto Donadoni commissario tecnico. Gli azzurri si prendono la soddisfazione di mandare fuori i francesi nella rivincita della finale di Berlino. Ma all’atto pratico manca quella fortuna a cui tengono tanto i cinesi. L’avventura finisce ai rigori contro la Spagna, che sta iniziando il ciclo più importante della sua storia.

A livello calcistico non può che soffrire lo strapotere dell’Inter, ma Silvio Berlusconi si rifà con la politica. Nelle elezioni politiche di aprile, il centrodestra riprende la maggioranza e il Cavaliere torna a Palazzo Chigi da Presidente del Consiglio.

Ma la grande novità è negli Stati Uniti. Il partito democratico ha scelto Barack Obama come candidato per le elezioni presidenziali. Mai un afro americano aveva avuto questa occasione e Obama la sfrutterà al massimo nel duello contro John McCain. Andato in scena durante una delle crisi mondiali più gravi di sempre. Iniziata proprio a metà settembre, dopo il fallimento della banca americana Lehman Brothers.

Il 17 settembre si avvicina

Ma torniamo a Torino. La data del 17 settembre è entrata nella testa di tutti i bianconeri. La sfida con lo Zenit è troppo importante e bisogna prepararla nei minimi dettagli.

Su uno in particolare, Claudio Ranieri può fare poco: la differenza di condizione. Il campionato russo inizia molto prima degli altri e la Serie A ha mandato in archivio appena 2 giornate.

Due partite in cui la squadra ha portato a casa 4 punti e tanto rimpianto. Nell’esordio di Firenze, un gol di Gilardino a tempo scaduto ha negato una vittoria meritata costruita da Nedved. Nell’esordio in casa ci ha pensato invece Amauri a regalare il successo sull’Udinese. A 3 giorni dall’esordio europeo. 

Per ora sono mancati i gol di Del Piero e Trezeguet che, nel campionato precedente, si sono giocati il titolo di capocannoniere fino all’ultima giornata. I 2 fanno notizia per altro: Ranieri li ha fatti entrare, insieme, all’87’ della sfida coi friulani. La cosa non può passare sotto traccia e apre uno spiraglio di polemica evitabile.

Ma il tecnico romano ha fatto tutti i suoi calcoli e ha tenuto i 2 bomber in caldo per la sfida di Champions. Loro e tutti quelli che, per tornare in Europa, sono passati anche da Crotone e Frosinone nell’anno di B.

Un'azione di Juventus-Zenit del 2008

Il 17 settembre ritorno trionfale a casa

La Juventus torna quindi a sentire la musica della Champions League. Come non capitava dal 5 marzo del 2006, quando lo 0-0 contro l’Arsenal mise fine alla corsa. E allora, di Calciopoli ancora non si era sentito parlare.

Ma la mente corre anche molto più indietro, al 5 novembre 1986. L’ultima volta che lo stadio Comunale, nel frattempo diventato Olimpico, ha ospitato una gara di Coppa dei Campioni: allora furono fatali i rigori contro il Real Madrid. Proprio quel Real che qualche settimana dopo dovrà tornare sullo stesso terreno di gioco.

Anche i tifosi sentono l’evento e gremiscono lo stadio. Che non ha più il fascino e la capienza degli anni ’80, ma pieno fa comunque il suo effetto. In tribuna c’è pure Marcello Lippi, uno che si serate di coppa se ne intende.

Un coro su tutti vince il festival della curva: “Claudio Ranieri portaci a Roma”. L’Olimpico è la sede della finale in programma nella primavera del 2009. Proprio lo stadio dove la Juve ha alzato per l’ultima volta la coppa delle grandi orecchie.

La partita è troppo sentita e la posta in palio è alta. Scontato il successo del Real nell’altro match con il Bate Borisov, le squadre di Ranieri e Advocaat sanno di giocarsi tanto e non vogliono rischiare.

Le emozioni sono davvero poche. Esce Camoranesi per infortunio nel primo tempo. E nella ripresa De Ceglie festeggia al meglio il 22° compleanno subentrando a Molinaro.

La magia del capitano

Quando si teme lo 0-0, non proprio favorevole per la Juve in vista del ritorno a San Pietroburgo, il confronto si sblocca. Con una magia. Del Piero è l’uomo di Champions e lo dimostra con una punizione da 30 metri che sorprende il portiere Malafeev.

Il capitano festeggia con una capriola in cui ci sono tutti i 2 anni e mezzo di amarezze. E inizia una Champions che gli riserverà altre grandi soddisfazioni personali.

La Juventus parte invece con una vittoria fondamentale, che peserà tanto nel cammino, ma non così tanto quanto ci si sarebbe aspettato. 

17 settembre 2008, Del Piero match winner

NOTA A MARGINE

Del Piero-Rocco Siffredi 1-0

Per la nota a margine, esco dall’ambito calcistico e mi butto  su una notizia curiosa che aveva trovato spazio sui giornali a ridosso di quel 17 settembre 2008. Tredici anni sono trascorsi, ma sembrano tanti di più visto quando ha corso il mondo. 

Tutto parte da uno studio condotto da Google sulle parole più usate sul motore di ricerca. Uno studio da cui emergeva un primo significativo calo del porno in rete, uno dei settori che invece aveva fatto il boom fin dai primi anni di internet.

La ragioni di questo dato era dovuto soprattutto a un fattore: al successo conquistato dai primi social network. Da Facebook che stava muovendo i primi passi, da YouTube e, in quel momento, da Myspace che era il più gettonato. 

Un fenomeno destinato a crescere in modo esponenziale. Anche per merito di una novità apparsa proprio in quei giorni e che rivoluzionerà la vita di tutti noi: Steve Jobs ha appena lanciato il suo primo iPhone.

Il “mobile” inizia la sua lunga rincorsa che, in breve tempo, lo porterà a superare la navigazione da computer. Che invece dominava incontrastata nel 2008. E chissà, se nei giorni successivi Juventus-Zenit, il nome Alessandro Del Piero sia stato più ricercato di quello di Rocco Siffredi? 

 

  

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