15 settembre 2001 – Rimonta al Chievo di Delneri

15 settembre 2001 – Che fatica la ripresa dopo l’11 settembre

Pochi giorni fa è stato celebrato il 20° anniversario degli attentati alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre. Un evento che ha cambiato la storia moderna del mondo, lasciando strascichi in ogni settore. Nel 2001, anche il calcio finisce coinvolto, tra polemiche e cambi di programma. La Juve torna da Oporto senza giocare e alla ripresa, il 15 settembre, deve tirare fuori l’orgoglio per evitare il ko contro il sorprendente Chievo Verona di Gigi Delneri.

11 settembre, anche il calcio paga il conto

Pochi giorni fa, nella puntata di Almanacco Bianconero dell’11 settembre, ho appena fatto un cenno ai fatti del 2001. Agli attentati alle Torri Gemelle di New York e a tutto quello che è accaduto nei 20 anni successivi. Basta vedere i telegiornali di oggi con le immagini proveniente dall’Afghanistan.

Ma su quei terribili momenti dovevo tornarci per forza. Anche perché, anche il calcio ha finito per pagarne le conseguenze. Con partite cancellate, calendari da riscrivere e la solita immancabile coda di polemiche.

L’11 settembre 2001 è un giorno che in tanti aspettano nell’Europa calcistica. È un martedì e sono in calendario le prime gare dei gironi della Champions League 2001/02. Spiccano anche partite di cartello, tra cui quella dell’Olimpico tra la Roma Campione d’Italia e il Real Madrid.

Per la Juventus di Marcello Lippi è invece giorno di vigilia. Il suo, di girone, parte il giorno successivo, mercoledì 12 settembre. I bianconeri sono di scena in Portogallo, in casa del Porto.

Una tragedia vissuta in Portogallo

Come da prassi, la Juventus lascia Torino nella mattinata di martedì 11 settembre. Con la gara in programma la sera successiva, la vigilia è dedicata all’allenamento di rifinitura allo stadio e alle conferenze stampa.

La comitiva raggiunge Oporto e si sistema in albergo. Dopo pranzo, tutti in camera per il riposo. Qualcuno si addormenta, altri sono invece rapiti da ciò che trasmette la tv. Anche in Portogallo arrivano in diretta le immagini da New York. Là è mattina quando 2 aerei si schiantano sulle Torri Gemelle, i grattaceli del World Trade Center.

Tra i telespettatori c’è Alessandro Del Piero a cui balena subito un pensiero che rilascia ai giornali: “Due mesi prima io ero lì, sulle Torri Gemelle”. 

Una delle immagini della tragedia di new york

Si capisce in fretta che è una tragedia immane e che toccherà tutti. E i bianconeri lo verificano subito. A pochi passi dall’albergo che ospita il gruppo c’è un complesso che si chiama World Trade Center e il pensiero va a possibili altri attentati. Soprattutto a simboli americani, come un semplice fast food di McDonald.

Le autorità portoghesi non perdono tempo e fanno evacuare l’albergo. Si intuisce che il programma originario dovrà subire importanti modifiche. Nello stesso momento, i dirigenti della Uefa stanno studiando come procedere e finiscono per prendere una decisione che in pochi comprendono: tutte le martedì della sera sono regolarmente in programma.

All’Olimpico, il tecnico della Roma Fabio Capello e il neopresidente della FIGC Franco Carraro si dimostrano contrari. Ma bisogna giocare e con le immagini di New York in fumo ancora negli occhi le squadre scendono in campo. E pure tra gli spettatori c’è poca voglia di divertirsi sugli spalti.

La notte porta consiglio

Quanto è accaduto non può passare inosservato. Il mondo sta vivendo la più grossa tragedia post seconda guerra mondiale e qualcuno ha dato l’ordine di far giocare le gare di Champions League. La Uefa diventa bersaglio di critiche da ogni parte e dopo la notte ecco la seconda decisione: la macchina si ferma, tutte le gare del 12 settembre sono rinviate. Compresa Porto-Juventus.

I bianconeri, che il giorno prima hanno sostenuto un allenamento blando e con poca concentrazione, devono tornare a casa. Tra le mille difficoltà del momento. Ogni aereo è visto adesso come una potenziale arma e negli aeroporti i controlli si fanno scrupolosi. Tutta la comitiva rientra a Torino in tarda serata, senza aver giocato e senza aver sostenuto un’altra seduta in campo.

Giovedì 13 settembre, Marcello Lippi ritrova un gruppo di ragazzi che in pratica non hanno lavorato per 2 giorni. E soprattutto sono rimasti scossi da quanto accaduto in America. C’è un altro piccolo particolare: sabato 15 settembre si torna in campo e c’è un match che improvvisamente è diventato di cartello, quello con il Chievo Verona, sorpresa assoluta di inizio campionato.

Calendario stravolto, in attesa della gara del 15 settembre

Porto-Juventus è solo rinviata e la Uefa fissa subito la data: si giocherà mercoledì 10 ottobre. Lo stesso giorno in cui in Serie A è stato fissato un turno infrasettimanale. La Lega Calcio non perde tempo a cercare incastri e rimanda a dicembre tutto il turno, in cui spicca Fiorentina-Juventus.

Non c’è tempo di pensare al Porto, alla Fiorentina e neppure alla sfida con il Celtic Glasgow del 18 settembre, per quello che dovrà essere l’esordio stagionale in Champions. Tutte le attenzioni sono rivolte al Chievo.

Una partita così, con una squadra che è alla prima apparizione in A, dovrebbe già essere preparata nei minimi particolari per evitare cali di tensione. Figurarsi se le neopromossa ha stupito tutti e fatto il pieno nelle prime 2 giornate, vincendo a Firenze all’esordio. La squadra veronese viene subito ribattezzata come il Chievo dei miracoli. La solita etichetta attaccata per semplificare.

Eh sì, perché il Chievo è tutto tranne che il frutto del caso. L’allenatore Gigi Delneri ha plasmato un gruppo in cui tutto sembra funzionare a meraviglia e in cui ognuno sa quello che deve fare. Alcuni dei gialloblù sono alla prima esperienza nel massimo campionato, come Danna o Cossato. Ma molti la categoria la conoscono e sono stati rigenerati dalla cura Delneri, come i 3 ex bianconeri Corini, Perrotta o Manfredini, o Corradi ed Eriberto, alias Luciano.

Juventus-Chievo Verona, alla terza giornata è già ribattezzata big match. O scontro al vertice tra le sole 2 squadre a punteggio pieno. 

Delneri tecnico del Chievo dei miracoli

15 settembre, a un passo da un altro miracolo

Sabato 15 settembre si torna in campo e forse Juventus-Chievo è la gara ideale. Qualcuno lo considera pure un big match, ma è sempre la sfida tra la squadra che ha più tifosi in Italia e quella che ne ha meno in tutta la Serie A. Ergo, i motivi di tensione sono ridotti a zero. Quello che ci vuole a 4 giorni dai fatti dell’11 settembre.

Il Chievo torna a Torino a distanza di 7 anni, col ricordo che nel 1994 rovinò l’esordio assoluto di Marcello Lippi sulla panchina della Juve. Come raccontato nella puntata del 31 agosto, era un match di Coppa Italia e finì 0-0.

Stavolta le 2 rivali sono nello stesso campionato e per giunta dividono la vetta. Anche se 180 minuti giocati non sono tutto sto gran banco di prova.

Il minuto di silenzio per le vittime di New York è davvero toccante. Con le 2 squadre per mano al centro del campo. Come è andata quella sfida, molti se lo ricordano. Il Chievo sorprende tutti anche al Delle Alpi e si porta avanti 2-0 con doppietta di Marazzina. Con tanto di papera di Buffon, che subisce nel modo più beffardo il primo gol in bianconero. 

La Juve la riaggiusta già nel primo tempo con Tacchinardi e Tudor e nel finale la porta a casa con un rigore di Salas. Discusso e contestato, perché sono passati solo 4 giorni dall’11 settembre ma certe polemiche in Italia non possono essere evitate.

Il minuto di silenzio prima di Juventus-Chievo del 15 settembre

Un Juventus-Chievo con un’ottica diversa

La gara l’ho raccontata in poche parole perché pure io la ricordavo così. Invece, riguardando le immagini di quella sfida del 15 settembre ho rivisto una partita diversa. Con la Juventus capace di dominare fin dall’inizio e di mettere sotto i veronesi. Quando Buffon perde palla in uscita al 9° minuto, i bianconeri hanno già sprecato almeno 3 clamorose palle gol con Del Piero e Nedved. 

E anche dopo lo choc dell’uno-due di Marazzina, la squadra di Lippi reagisce al meglio. Sul 2-1 c’è un gol annullato a Trezeguet per un fuorigioco discutibile, tanto quanto il rigore concesso nel finale. E prima del 2-2 di Tudor, altre 2 occasioni sono gettate alle ortiche.

Occasioni che si susseguono nella ripresa, anche se meno tambureggianti. Fino a quando Marcelo Salas non chiude i conti dal dischetto per il 3-2 che vale una vittoria sofferta  e la vetta solitaria con 9 punti in 3 partite. Una vittoria che mi sento di dire meritata.

Il giorno dopo, Juventus-Chievo riesce a prendersi anche un piccolo spazio sulla prima pagina de La Stampa. Dopo intere giornate interamente dedicate ai fatti dell’11 settembre.

NOTA A MARGINE

Buffon, Chievo e un 15 settembre 2001 molto lontano

Riguardando quella partita e pensando al presente, mi sono venuti parecchi pensieri. Intanto sono tornato anch’io a quell’11 settembre che ha cambiato la storia. Io non ero con la squadra ma ero a Torino, nella sede di corso Galileo Ferraris, in attesa di notizie da Oporto per aggiornare il sito ufficiale.

Ricordo ancora la scena. Mi affaccio nel corridoio del primo piano e nell’ufficio dell’allora direttore commerciale Romy Gai, un gruppo di colleghi si era assembrato davanti alla tv per guardare le immagini provenienti da New York. E in tutti c’era la sensazione che stavamo assistendo a qualcosa di epocale, che avrebbe cambiato la storia.

Quel Juventus-Chievo resterà per sempre legato a Buffon. Un fenomeno è tale quando la gente ricorda più i suoi errori che le prodezze. E di errori così, Gigi ne ha fatti davvero pochi nel suo percorso straordinario. Io continuo a pensare di essere fortunato: sono vissuto nell’epoca del più grande portiere della storia del calcio. 

15 settembre, Buffon protagonista in negativo

E tra i più grandi del mondo dello sport. In pochi possono vantare una carriera durata oltre 25 anni e quasi sempre a livelli altissimi. Vi sfido a trovarne un altro, in qualsiasi disciplina.

Una carriera, quella di Gigi, che è finita per essere anche più lunga della storia del Chievo nel grande calcio. È sempre un dispiacere veder sparire delle società, come è accaduto quest’estate al club del presidente Luca Campedelli. Ancora di più quando hanno saputo lasciare un segno, come quel Chievo dei miracoli.

 

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