14 ottobre 1945 – Un derby per ripartire

14 ottobre 1945 – Che partenza, ko il Grande Torino

Il Covid non è ancora stato debellato, ma siamo sulla buona strada. Lo dimostra anche il calcio, con l’aumento graduale della capienza negli stadi. Riavere le partite con il 100% di pubblico sarà il vero segnale di ritorno alla normalità. Come successo nel 1945 quando, a 6 mesi dalla Liberazione, in Italia riparte il campionato. Domenica 14 ottobre è un avvio col botto, con un super Derby della Mole in cui la Juve di Silvio Piola stende il Grande Torino.

Finita la guerra, riparte il calcio

Il 1945 è un anno chiave per la storia dell’Italia. Iniziato con una guerra fratricida che dura fino alla Liberazione del 25 aprile. Una data simbolo, che mette fine al conflitto e che dà il via a un lungo e complicato processo di ricostruzione. In tutti i campi e in tutti i settori.

Anche il calcio si tira su le maniche e riesce in un’impresa quasi titanica: far ripartire il campionato a neppure 6 mesi dalla fine della guerra. Non può essere un torneo normale, c’è da pagare il pesante scotto che gli ultimi anni hanno lasciato sulla penisola.

Per questo si decide di mettere da parte per un anno il girone unico. Si parte con le squadre suddivise tra Nord e Sud. Vengono organizzati il Campionato di Alta Italia e il Campionato Serie A-B Centro Sud, con tanto di girone finale da disputarsi tra le migliori 4 di ogni raggruppamento.

Il via è fissato domenica 14 ottobre. E come scrive Vittorio Pozzo su La Stampa: “Comincia il Campionato, la cosa più desiderata dagli sportivi. Se ne parlava come di un sogno e ora ci siamo”.

Vittorio Pozzo, ct e giornalista

La Juve prova a ripartire

Proprio come all’indomani della Prima Guerra Mondiale, le squadre provano a ripartire. Stavolta la sosta forzata è stata più corta. Si è giocato anche un campionato di guerra e il pallone è rimasto fermo appena un anno. Quindi tanti dei protagonisti sono pronti, non avendo preso parte al conflitto. Sono in piena carriera tanti grandi giocatori, compresi alcuni degli azzurri che nel 1938 hanno vinto il secondo Mondiale.

Tra questi, alcuni sono in rosa nella nuova Juventus. Ci sono ancora Foni e Rava, i due terzini che hanno preso il posto e la fama di Rosetta e Caligaris. Poi sono arrivati Ugo Locatelli e soprattutto il bomber Silvio Piola. In più è tornato Felice Placido Borel, che si divide nel ruolo di allenatore e giocatore. Della squadra fanno parte anche Depetrini e Parola, oltre a 2 esponenti della famiglia Sentimenti: l’attaccante Vittorio e Lucidio, portiere goleador.

Il gruppo è valido, tanto che sempre Vittorio Pozzo prevede un duello tutto torinese per la conquista del titolo. Juventus contro Torino e il calendario gioca subito un scherzo: il Derby della Mole è fissato alla prima giornata. Come detto, domenica 14 ottobre.

Lucidio Cochi Sentimenti IV

14 ottobre, il calcio anticipa tutti

Il calcio è uno dei primi settori a ripartire e non solo in Italia. Domenica 14 ottobre, quando scatta la prima giornata, non è ancora iniziato il processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti. Ovviamente senza Hitler che si è tolto la vita il 30 aprile, pochi giorni dopo la morte del suo alleato Mussolini.

La caduta del fascismo e del duce ha una ripercussione simbolica anche nel calcio. Lo stadio di Torino, che fin dalla sua inaugurazione del 1933 era stato intitolato a Benito Mussolini, ora cambia denominazione e diventa Comunale. Proprio il nome con cui sarà conosciuto fino al 2006, dopo le Olimpiadi Invernali.

Il nuovo stadio Comunale non potrebbe avere una partita inaugurale più significativa: il Derby della Mole tra la Juventus e il Torino, detentore dell’ultimo Scudetto prima dello stop. Ovviamente con i bianconeri padroni di casa, perché i granata continuano a disputare i match casalinghi al Filadelfia.

14 ottobre, Piola decide il primo derby post bellico

Domenica 14 ottobre, alle 15, sono 35mila gli spettatori al Comunale per assistere alla grande sfida. L’incasso sfiora i 3 milioni di lire.

Quella di Torino è la gara più attesa e che fa il record di giornata. Ma la voglia di normalità si vede su tutti i campi e alle fine sono oltre 110mila gli italiani che si regalano la domenica allo stadio.

Tutte notizie, queste, riprese da La Stampa che esce 2 giorni dopo. Anche i giornali faticano a risollevarsi, con edizioni limitate a un paio di pagine.

La cronaca del Derby della Mole è affidata sempre a Vittorio Pozzo. Attraverso il suo articolo, l’ex ct della Nazionale racconta di un Toro superiore. D’altronde, basta leggere la formazione granata: Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Castigliano, Rigamonti, Grezar, Ossola, Loik, Zecca, Mazzola e Ferraris. Assente l’ex Gabetto, sono 9/11esimi dello squadrone passato alla storia come Grande Torino e che sarà vittima della strage di Superga del 4 maggio 1949.

Un match, sempre stando a Pozzo, giocato con decisione, ma mai cattivo. Con le 2 rivali più interessate a distruggere il gioco avversario che a crearlo. I primi gol a fine primo tempo. Passano a condurre i bianconeri con Magni, ma prima del riposo è Loik a pareggiare.

Nella ripresa c’è più equilibrio e ai granata viene anche annullato un gol che lascia dubbi. La svolta a 10 minuti dalla fine quando l’arbitro decreta un rigore alla Juve per un fallo di mano di Castigliano. Un fallo che, si legge, “il granata non avrebbe potuto evitare nemmeno volendo”. 

A decidere il primo Derby della Mole è il bomber Silvio Piola che trasforma. La Juventus ottiene il primo successo di una stagione caratterizzata dal duello tra le 2 rivali cittadine.Silvio Piola

 

14 ottobre, il primo derby di una stagione tutta torinese

Come detto, quello di domenica 14 ottobre è solo il primo atto del duello tra le 2 squadre. Il Torino si conferma la più attrezzata e, dalla settimana successiva, inizia a mietere successi. Grazie anche al successo nel ritorno al Filadelfia, Mazzola e compagni dominano il Campionato Alta Italia. Davanti all’Inter di Carlo Carcano, alla Juve che giunge terza e al Milan.

Le 2 torinesi e le 2 milanesi si qualificano per la fase finale. Dove trovano le 4 migliori del Campionato A-B Centro Sud: Napoli, Bari, Roma e Pro Livorno.

Il raggruppamento a 8 sarà tutto un affare delle squadre del Nord, che occuperanno i primi 4 posti. Vincerà proprio il Toro, che dovrà però ringraziare il Napoli che, all’ultima giornata, fermerà sul pari i bianconeri. Che, a causa del punto perso, lasceranno lo Scudetto proprio ai cugini. Il secondo dei 5 consecutivi per una squadra entrata nel mito.

Uno smacco per il gruppo di Borel che, anche nel girone finale, era riuscito a vincere il derby al Comunale. Ancora con un rigore di Piola.

14 ottobre 1945, la Juventus batte il grande Torino

NOTA A MARGINE 

Onore al Grande Torino

Ci sono squadre entrate nel mito del calcio e la cui ammirazione va al di là dei colori che indossano. Il Grande Torino rientra tra queste.

La formazione granata ha dominato tutta la seconda metà degli anni ’40, vincendo ininterrottamente lo Scudetto dal 1946 – la stagione appena raccontata – fino al 1949, funestata dalla tragedia di Superga. Compreso anche il titolo del 1943, sono 5 di fila, proprio come la Juve del Quinquennio, altra squadra che appartiene alla gloria.

La Juventus è tra le rivali che più hanno provato a insidiare lo strapotere di Valentino Mazzola e compagni, ma senza riuscirci. Il 2 derby vinti nella stagione 1945/46 restano gli unici durante lo strapotere granata. A cui si aggiungono 2 pareggi nella doppia sfida del campionato 1947/48. Neppure l’approdo di un giovanissimo e rampante Giampiero Boniperti cambia le cose.

La tragedia di Superga del 4 maggio 1949 è una pagina triste per tutto il calcio, non solo quello italiano. Ma anche di Torino che ha perso uno dei suoi simboli. Un duro colpo anche per tanti bianconeri, come proprio Boniperti, che – come ha confessato negli anni – per i colleghi granata ha sempre provato una profonda ammirazione. Al di là dei colori e della rivalità.

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