13 ottobre – Giorno da derby speciali

13 ottobre – Un doppio derby da ricordare

Ogni campionato ha una storia a sé. Eppure ci sono stagioni diverse che presentano tratti comuni. Alcuni davvero impressionanti. Anche a distanza di decenni. Un esempio? Due annate della Juventus già incontrate qui ad Almanacco Bianconero. La 1957/58, quella dell’esodio assoluto di John Charles e Omar Sivori. E la 1985/86, l’ultima del primo ciclo di Giovanni Trapattoni. Entrambe chiuse con lo Scudetto ed entrambe iniziate con una striscia iniziale di 8 partite senza sconfitte, di cui le prime 6 tutte vinte. Ma la vera particolarità è un’altra. Sia nel 1957 che nel 1985, i bianconeri disputano il Derby della Mole alla 6a giornata in programma domenica 13 ottobre. E sono 2 vittorie da ricordare, con le firme prestigiose di Charles e Platini e di un grande ex: Aldo Serena.

2 stagioni, tante similitudini

A volte può succedere di trovare tratti comuni tra 2 stagioni. E più passano gli anni e maggiori diventano le probabilità. Quelle che, in casa Juventus, accomunano la 1957/58 e la 1985/86 sono davvero tante. E non si limitano a quelle citate nell’introduzione della puntata.

Intanto sono entrambe pre Mondiali. Nel 1958 la Coppa del Mondo approda in Svezia, così come nel 1986 arriva in Messico. E sono 2 edizioni non proprio indimenticabili per l’Italia. Che in centro America non riesce a difendere il titolo del 1982 e in Scandinavia proprio non ci approda, eliminata nelle qualificazioni.

La Juventus inizia le 2 stagioni con lo stesso obiettivo: riportare lo Scudetto a Torino. Nel 1957 manca da un lustro, cioè dal 1952 quando è stato vinto il 9° titolo e l’assalto alla stella è fallito già troppe volte. L’astinenza degli anni ’80 è decisamente più corta. La squadra ha festeggiato il tricolore nel 1984, con tanto di ciliegina della Coppa della Coppe. Ed è arrivata pure la tanto sognata Coppa dei Campioni, ma nel modo che nessuno aveva immaginato, cioè con la tragedia dell’Heysel.

C’è un nome che unisce le 2 annate ed è piuttosto noto: Giampiero Boniperti. A metà anni ’50 è il capitano e uomo simbolo della squadra e col tempo ne diventa il presidente. A partire dal 1971 e per i 2 decenni successivi.

Boniperti assiste compiaciuto alla rivoluzione che Umberto Agnelli realizza nell’estate del 1957. Come già visto, a Torino approdano Charles e Sivori, oltre al portiere Mattrel, Ferrario e Nicolè.

Nel 1985, la rivoluzione Boniperti la fa invece in prima persona ed è una novità nella sua gestione. Anche questa già vista, in una precedente puntata del podcast. Via Paolo Rossi, Tardelli, Boniek e Vignola, dentro 4 nuovi titolari come Manfredonia, Mauro, Laudrup e Serena.

Un viaggio in parallelo: 1957 

Ma le similitudini più impressionanti tra le stagioni 1957/58 e 1985/86 si vedono sul campo. Nel ruolino di marcia che le squadre di Brocic e Trapattoni sanno portare avanti in campionato.

Come già visto nella puntata dell’8 settembre, tra la curiosità generale, la Juventus targata Boniperti, Charles e Sivori inizia il cammino nel modo giusto. Con un successo sul Verona in cui i 3 tenori vanno tutti a segno.

I 3 si ripetono insieme anche nella seconda gara casalinga, 2 settimane dopo contro il Genoa: altro 3-2 sofferto, con tanto di 0-2 iniziale per i rossoblu. I primi successi sono tutti di misura. A Udine la decide il gallese. A Ferrara con la Spal ci pensa Montico su rigore. E contro il Padova, nel 2-1 finale, tocca ancora a Boniperti e a Stivanello.

La vittoria sui veneti, conquistata a Torino domenica 6 ottobre, porta la striscia vincente a 5 gare. Ma non si può ancora parlare di fuga, con il Napoli dietro staccato di appena una lunghezza.

8 settembre, Boniperti-Charles-Sivori finalmente insieme

Un viaggio in parallelo: 1985

Passano 28 anni e tante cose sono cambiate. Il numero di squadre in Serie A è passato da 18 a 16. Ma sono aumentati a dismisura gli impegni, soprattutto con l’esplosione delle coppe internazionali. Quando arriva metà ottobre, la Juve del Trap ha già giocato 12 partite e il bilancio è estremamente positivo. 

In Coppa Italia è stato superato il primo scoglio, nonostante un ko a Firenze. In Coppa dei Campioni, i lussemburghesi del Jeunesse hanno costituito un ostacolo piuttosto morbido. 

Ma è in campionato che i bianconeri volano letteralmente. Nella puntata del 29 settembre, ti avevo raccontato la vittoria in casa del Verona Campione d’Italia in carica. Il successo numero 4, a cui la settimana successiva si aggiunge anche il quinto nel 2-0 casalingo sull’Atalanta. 

Un dato emerge chiaro: i nuovi si sono inseriti che è una meraviglia. Soprattutto i 2 là davanti. Aldo Serena ha già segnato 4 volte, Laudrup 3, tra cui il già descritto capolavoro del Bentegodi.

E nonostante Platini sia ancora a quota zero, lui che ha vinto le 3 ultime classifiche cannonieri, la Juve scappa ed è a +3 su una quartetto di inseguitori formato da Fiorentina, Roma, Napoli e Milan.

La Juventus del 1985

Domenica 13 ottobre, doppio derby alla 6ª giornata

Ed ecco la più grande similitudine tra le 2 stagioni 1957/58 e 1985/86. Per le 2 Juventus in testa a punteggio pieno dopo 5 gare, il 6° turno prevede il Derby della Mole. In entrambi i casi è il Torino a ospitare la sfida, ma soprattutto si gioca domenica 13 ottobre, nel 1957 come nel 1985.

Per le squadre di Brocic e Trapattoni è un doppio importante banco di prova. La stracittadina ha sempre un sapore speciale, indipendentemente dall’anno e dalla classifica. E non può essere diversamente neppure in questo doppio suggestivo incrocio.

13 ottobre 1957, un derby al Filadelfia

Nel 1957, la classifica ride solo per la Juventus. Dopo 5 giornate, le 2 rivali sono già staccate di 7 punti. Il Torino non ha ancora assaporato la gioia di un successo e ha racimolato 3 pareggi e 2 sconfitte.

I granata hanno fatto molta fatica a riprendersi dopo lo choc di Superga. Non sono giù entrati in corsa per lo Scudetto e in un paio di stagioni anche rischiato la clamorosa retrocessione. Ma nella stagione precedente, la 1956/57, sono arrivati davanti di 2 punti ai bianconeri e gli hanno rifilato 4 gol nel match di ritorno.

Come detto, il Toro è padrone di casa e non è un dato trascurabile. A metà anni ’50, gioca ancora le gare casalinghe al Filadelfia, lo stadio che fu del Grande Torino. E alla vigilia del derby si trova davanti a una scelta che oggi sarebbe impensabile, tra tornelli e biglietti nominali: restare al Fila, impianto che può contenere 35mila spettatori, o optare per il più capiente Comunale e fare l’incasso. 

La scelta viene affidata ai giocatori che, dopo un consulto interno, decidono di puntare sull’effetto Fila e la spinta dei loro tifosi. Con buona pace dei dirigenti e del cassiere.

La Juventus è alle prese con una questione di campo altrettanto importante: è in forte dubbio Omar Sivori. L’argentino è acciaccato e prova fino all’ultimo ma deve arrendersi: è costretto a rinunciare al suo primo Derby della Mole.

13 ottobre 1957, ci pensa ancora Charles

Arriva domenica 13 ottobre, giorno del derby. La Juventus punta al 6° successo per far decollare il viaggio verso la stella.

Argomento “stella” quanto mai attuale. Quei primi giorni di ottobre del 1957 entrano negli annali: inizia il duello spaziale tra URSS e USA. Il primo round è dei russi che lanciano lo Sputnik, il primo satellite della storia. E poche settimane dopo replicheranno mandando nello spazio anche il primo essere vivente: la cagnetta Laika.

Intanto si comincia a parlare anche del primo viaggio dell’uomo. Ci vorranno ancora 12 anni prima che gli americani si prenderanno la rivincita mettendo piede sulla Luna.

Ma veniamo al campo. Il Filadelfia è esaurito, sono in 35 mila a gremire gli spalti. Nonostante i 7 punti di distacco, il derby si conferma sfida a sé. Regna l’equilibrio. Anzi, come scrive Vittorio Pozzo su La Stampa, è il Torino la squadra che produce più gioco e occasioni. Ma con l’aggravante di non riuscire a superare il giovane Mattrel, uno dei protagonisti di giornata.

La svolta intorno al quarto d’ora della ripresa. Il granata Armano ha la palla del vantaggio ma di testa, da posizione invitante, colpisce la traversa. Sul ribaltamento di fronte la Juve non perdona. L’azione è corale, con Emoli, Stivanello e Nicolè, ma concretizzata da Charles, dopo una respinta del portiere Rigamonti.

È il 17’ ed è il gol partita. Il segno lasciato dal Gigante Buono che decide così il suo primo derby. E si prende anche gli applausi del pubblico granata quando, dopo uno scontro aereo con il granata Brancaleoni, pensa a soccorrere l’avversario a terra invece di proseguire l’azione.

Ciò che conta è che la Juventus vince ancora e comincia a montare la rampa di lancio: la stella si avvicina!

sfida tra Ferencvaros e Juventus

13 ottobre 1985, sfida d’alta quota

Dopo la sfida del 1957, gli anni passano sia per la Juve che per il Toro. Boniperti lascia il calcio giocato nel 1961 e 10 anni dopo diventa presidente. Dando via a una nuova striscia di grandi vittorie. Tanto che, nel 1985, gli Scudetti sono più che raddoppiati: 21 e il 22° è già stato messo nel mirino.

Anche il Torino si è preso i suoi spazi. Ha conosciuto la Serie B ma ha saputo risollevarsi e nel 1976 ha vinto uno Scudetto indimenticabile, anche perché strappato in rimonta ai cugini.

Ma pure negli anni successivi ha mantenuto alto il livello e, nella stagione 1984/85, i granata sono stati gli ultimi ad arrendersi al Verona, vincitore a sorpresa dello Scudetto.

Il ritorno di Radice, l’allenatore dell’ultimo trionfo, ha ridato spinta alla squadra. Che, nel suo testa a testa coi veneti, si è presa la soddisfazione di vincere in casa dei bianconeri, grazie a un gol all’ultimo minuto di Aldo Serena.

L’attaccante di Montebelluna è diventato nuovo terreno di scontro tra le 2 rivali. In estate ha lasciato i granata per accasarsi ai cugini, chiamato a sostituire in attacco niente meno che Pablito Rossi. 

Ed è stata l’ennesima mossa azzeccata di Boniperti, visto il modo in cui Serena si è inserito negli schemi di Trapattoni. E soprattutto con che continuità ha segnato fin da inizio stagione. Riuscendo a sopperire, insieme a Laudrup, l’astinenza di Michel Platini.

13 ottobre, Serena segna nel derby

13 ottobre 1985, Serena restituisce il favore

Domenica 13 ottobre è di nuovo derby, come 28 anni prima. Ma stavolta la classifica conta. Il Toro è staccato di 4 punti e ha pagato il ko nello scontro diretto di 7 giorni prima a Roma. Battere i cugini vorrebbe dire accorciare le distanze e rientrare nella bagarre per il titolo.

Si gioca in giorni di tensione internazionale. Un plotone di terroristi palestinesi ha dirottato la nave da crociera Achille Lauro. Viene ucciso un ostaggio mentre gli altri passeggeri vengono liberati. Il mondo del cinema è invece in lutto. Muoiono 2 attori molto conosciuti: Yul Brynner e Orson Welles.

Arriva la domenica del Derby della Mole. Il Toro si gioca tutto ma la Juve lo punisce. Con 2 calci piazzati nel primo tempo, quando gli uomini del Trap attaccano sotto la Maratona.

Aldo Serena è il più atteso e il più fischiato. E ci mette 4 minuti a replicare il gol dell’anno prima, nella stessa porta. Questa volta non è un gesto da bomber, ma è la conferma di un momento fortunato. La punizione di potenza di Cabrini carambola sul suo addome e finisce alle spalle del portiere Martina.

Prima della mezz’ora, altra punizione dal limite. Questa volta fa tutto Platini e conferma la sua tradizione nei derby: una pennellata capolavoro che porta al 2-0 e sblocca finalmente il francese. 

I granata riaprono i giochi prima dell’intervallo, anche loro su punizione. Il tiro di Junior è deviato da Scirea in barriera e diventa imparabile per Tacconi. 

È il 2-1 che non cambia più fino al 90’. Proprio come nel 1957 la Juve vince il derby, centra la 6ª vittoria di fila e si lancia verso un altro Scudetto. In cui il 13 ottobre costituisce una tappa ancora una volta fondamentale.

NOTA A MARGINE 

13 ottobre, gol speciali nel derby

Per i grandi bomber della storia bianconera, il Derby della Mole è stato spesso palcoscenico di gol importanti. Il recordman di tutti i tempi resta Giampiero Boniperti con i suoi 14, davanti ai 12 di Guglielmo Gabetto che nella stracittadina ha segnato con entrambe le maglie.

Poi ci sono i vari Borel, Vialli, Anastasi, Sivori. E i 2 protagonisti citati nella puntata di oggi dedicata al 13 ottobre. Quello del 1957 fu il primo di 5 gol nei derby di John Charles. Mentre nel 1985 Michel Platini segnò l’ultimo di 7.

Le Roi ha sempre avuto un rapporto speciale con il Derby della Mole. Anche per lui il gol è arrivato alla prima occasione, nel novembre 1982. E ha poi continuato, spesso con pennellate su punizione. Come nel 1985, appena raccontato. O come quella che per me resta il più indelebile di tutti, nel febbraio 1984, quando fece passare il pallone sopra la testa di Galbiati piazzato sul palo. Ma ci sarà sicuramente modo di parlarne in un’apposita puntata di Almanacco Bianconero.

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