11 ottobre 1981 – Bettega in gol prima del ko

11 ottobre 1981 – Bettega stende il Cagliari 

Per arrivare alla stella, la seconda della collezione, il viaggio è lungo. Un viaggio iniziato il 13 settembre 1981 con un largo successo sul Cesena. E che non incontra ostacoli per tutte le prime giornate di campionato. Il pokerissimo viene servito domenica 11 ottobre, sempre al Comunale. Contro il Cagliari ci pensa Roberto Bettega con una magia nel finale. Un gol pesante e significativo, l’ultimo prima del grave infortunio che patirà un mese dopo e che gli costerà i Mondiali.

1981, avanti su 2 fronti

Si torna nel 1981, dove ti avevo lasciato nella puntata di Almanacco Bianconero del 13 settembre. Il racconto del netto successo sul Cesena, prima giornata di Serie A e prima tappa verso la seconda stella.

La squadra di Trapattoni ha dimenticato subito l’eliminazione in Coppa Italia e marcia spedita su 2 fronti. In Coppa dei Campioni, questa volta Glasgow non è nefasta. Ancora scottati dall’eliminazione coi Rangers nel 1978, i bianconeri si rifanno col Celtic. Con la stessa moneta: ribaltando il ko dell’andata in trasferta con un successo netto a Torino. È il 30 settembre quando Virdis e Bettega firmano il 2-0 che vale il passaggio del turno.

Ma è in campionato che i Campioni d’Italia non trovano ostacoli. Dopo il Cesena, vengono messi ko l’Avellino in trasferta (gol partita di Virdis) e il Como, battuto 3-1 al Comunale con le reti di Cabrini, Bettega e Scirea.

A Milano una vittoria da… cineteca

Quando arriva il mese di ottobre, la Juventus è qualificata per il secondo turno di Coppa dei Campioni ed è in testa alla Serie A con 3 vittorie in 3 gare.

Al quarto turno c’è il primo vero banco di prova: a San Siro contro il Milan. I rossoneri sono appena tornati in A dopo la grana del calcioscommesse. Non solo non si può parlare di una neopromossa, ma quella di Radice è una squadra di valore ed è anche imbattuta. Allo scontro diretto, potenzialmente, può anche tentare l’aggancio ai Campioni d’Italia.

Invece è il pomeriggio dell’allungo. È ancora una volta Virdis a segnare un gol pesantissimo che permette alla capolista di calare il poker.  

Un gol da cineteca, quello dell’attaccante sardo. Non per la spettacolarità del gesto. Ma perché quel Milan-Juventus del 4 ottobre è al centro di una delle scene madre di Eccezzziunale… Veramente. È il film in cui Diego Abatantuono si fa in 3, interpretando contemporaneamente 3 tifosi sfegatati di Juventus, Inter e Milan.

Superato anche l’esame Milan, la squadra di Trapattoni si prepara al nuovo assalto. Domenica 11 ottobre, a Torino arriva il Cagliari.

Un occhio sul mondo

I primi giorni di ottobre sono ricchi di notizie importanti, la cui portata si sentirà a lungo nel tempo. Intanto una che arriva direttamente dalla Francia, dove è stata abolita la pena di morte. È il mantenimento di una promessa che il neo presidente Francois Mitterand aveva fatto durante la campagna elettorale.

L’altro fatto accade in Egitto. Durante una parata militare al Cairo, il 6 ottobre viene assassinato il presidente Sadat. Nel 1978 era stato insignito con il Nobel per la Pace per gli accordi con Israele. Un impegno molto contestato nel mondo arabo e che di fatto gli costa la vita.

È solo il primo fatto di sangue in Egitto. Pochi giorni dopo, un ministro vicino a Sadat scampa a un altro attentato. E l’intelligence americana ne sventa un altro, impedendo a Ronald Reagan di recarsi al Cairo per i funerali.

Il presidente statunitense era già scampato pochi mesi prima a un’attentato, frutto del gesto di un folle. Meglio evitarne un secondo… 

11 ottobre, caccia al pokerissimo

Dopo 4 vittorie di fila, domenica 11 ottobre la Juventus va all’assalto del pokerissimo. Al Comunale è atteso il Cagliari, cliente sempre scomodo. Come ha dimostrato nella stagione precedente, quando strappò il pari a Torino.

Allora a rischiare di essere decisivo fu proprio Virdis, rimandato per una stagione in Sardegna per ritrovare se stesso dopo un periodo di appannamento. Solo un gol di Scirea evitò il ko.

I rossoblu si stanno comportando bene anche nell’attuale torneo. Messi di fronte a un calendario subito terribile, i sardi hanno fermato Bologna, Napoli e Inter, perdendo di misura in casa della Roma. La squadra è equilibrata e può contare in attacco su Franco Selvaggi, bomber papabile per entrare nella lista di Bearzot per la Spagna.

Giovanni Trapattoni si affida alla voglia dei suoi attaccanti. Virdis ci tiene a fare bella figura contro i suoi ex compagni, ma soprattutto di continuare a segnare. Domenico Marocchino è appena stato convocato dall’Under 21 di Azeglio Vicini, premio per le sue prestazioni in bianconero.

Poi c’è lui, Bettega, che è l’uomo del Comunale. Nella stagione 1981/82 ha praticamente sempre timbrato il cartellino in casa: 2 volte su 2 in campionato, nella sfida europea col Celtic e anche in Coppa Italia col Perugia. Bobby Gol è in gran forma e si sta preparando al meglio per i Mondiali.

11 ottobre 1981, Bettega decisivo col Cagliari

11 ottobre, ci pensa ancora Bobby Gol

Quella dell’11 ottobre è una domenica di vento a Torino, che non favorisce lo spettacolo. Il Cagliari conferma tutti i timori della vigilia e mette in difficoltà i bianconeri, proprio come aveva fatto con Inter, Napoli e Roma.

Questa volta i sardi non hanno Virdis dalla loro parte e la Juve mantiene l’imbattibilità fino al 90’. Anche se per Zoff non è un pomeriggio tranquillo. Decisivo il suo intervento su Quagliozzi che si presenta solo in area dopo aver superato un Cabrini non al meglio, debilitato dalla febbre.

Nella ripresa Piras ci prova un paio di volte, ma trova in Tardelli un baluardo insuperabile. Quando lo 0-0 sembra materializzarsi, ci pensa Bettega a cambiare le sorti del match. Ed è un vero capolavoro. Soprattutto il dribbling con cui fa fuori il suo diretto marcatore Baldizzone. Il resto lo fa il portiere rossoblu Corti che si fa sorprendere dal tiro, ma l’esecuzione di Bobby Gol è da bomber di razza.

È il gol partita, che vale la quinta vittoria in cinque gare. Il modo migliore per arrivare alla sosta per la Nazionale che precede l’andata con l’Anderlecht in coppa e il derby col Toro. Un Toro che è appena stato matato da un ex juventino: Franco Causio che ha trascinato la sua Udinese al successo. Anche il Barone si sta conquistando un posto per la Spagna a suon di gol e grandi prestazioni.

L’ultima gioia stagionale di Bettega, quella dell’11 ottobre

Un gol capolavoro che vale 2 punti fondamentali, la vetta della classifica per la Juve e quella di capocannoniere per lui. Quando esce dal campo, quell’11 ottobre 1981, Roberto Bettega non può ancora sapere che la rete al Cagliari sarà l’ultima della sua stagione.

Il destino sta per tirargli un brutto scherzo, che si materializzerà quasi un mese dopo, il 4 novembre, quando in uno scontro con Muneron, portiere dell’Anderlecht, si procurerà un  brutto infortunio. Così grave da impedirgli di tornare in campo prima della fine della stagione. Ma soprattutto di rispondere alla convocazione di Enzo Bearzot per i Mondiali di Spagna. Una vera beffa per quanto saputo fare negli ultimi anni, in bianconero e in azzurro.

NOTA A MARGINE

Roberto Bettega, simbolo della Juventus

Insieme a Giampiero Boniperti, Roberto Bettega è il personaggio che più di tutti ha legato il proprio nome alla Juventus. 

I colori bianconeri sono entrati nella sua vita fin da bambino quando ha iniziato a tirare i primi calci nel vivaio, sotto la guida esperta di Mario Pedrale. Fino all’approdo in Prima Squadra, nel 1970, dopo il prestito a Varese. 

Una delle tante copertine di Hurrà dedicata a Bettega

A neppure 20 anni, Bettega si prende la Juve e non la lascia più fino al 1983. Segna all’esordio in Serie A a Catania e lo fa per tutta la sua permanenza a Torino. Il soprannome Bobby Gol gli calza a pennello: in bianconero di reti ne segna 178, una sola in meno di quelle di Boniperti.

Ma il conto è condizionato dal destino. Sotto forma dei 2 grandi stop che lo hanno costretto per mesi interi fuori dal campo.

Una carriera fatta di gol e vittorie con la sua Juve. Con la sola macchia della Coppa dei Campioni, persa 2 volte in finale. La seconda, ad Atene nel 1983 contro l’Amburgo, nella sua ultima apparizione di sempre con la maglia bianconera. Sarebbe stato il finale perfetto di una magnifica storia.

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