10 settembre 2016 – Effetto Higuain

10 settembre 2016 – Higuain e una casa chiamata Stadium

Ci sono calciatori che si trovano subito in sintonia con la nuova maglia. E altri che si sentono invece a casa nel loro nuovo stadio. Sotto punto di vista, il legame nato nel 2016 tra Gonzalo Higuain e lo Juventus Stadium è stato subito speciale. Gol all’esordio alla Fiorentina, subentrando dalla panchina. Doppietta al Sassuolo in avvio della prima da titolare. Cronometro alla mano, tutto in poco più di 30 minuti. Proprio l’uno-due nella sfida con gli emiliani, giocata il 10 settembre, ha messo in luce il ricco repertorio da bomber del Pipita.

Un cinquina che non accontenta

Mai sazia e affamata di nuovi primati. La Juventus targata Andrea Agnelli ha avuto a lungo questo marchio di fabbrica. Emblematico, sotto questo punto di vista, ciò che succede nell’estate del 2016.

I bianconeri sono reduci da una delle annate più incredibili, sicuramente la più pazza da inizio ciclo. Un avvio da incubo con la squadra relegata a lungo nella parte destra della classifica di Serie A. E poi una rimonta a passo di record, superando – di volta in volta – tutte le rivali, fino a chiudere il discorso Scudetto in anticipo.

Uno Scudetto che ha un sapore speciale: è il quinto di fila, che eguaglia il primato della mitica squadra del Quinquennio  che risaliva agli anni ’30 del secolo precedente. A cui va aggiunta la vittoria della Coppa Italia, la seconda di fila. E anche una Champions finita in anticipo, col rimpianto di non aver completato il capolavoro a Monaco di Baviera contro il Bayern. 

Un’impresa raggiunta da una rosa, almeno sulla carta, forse inferiore a quella che l’anno prima aveva raggiunto la finale di Berlino. Senza più la qualità e l’esperienza di Pirlo, Tevez e Llorente, ma con un collettivo ancora più performante.

Ma in vista della stagione 2016/17, quella che potrebbe anche portare al record assoluto, Beppe Marotta torna protagonista sul mercato.

Un mercato da protagonisti

Nell’estate 2016, mentre gli italiani sono incollati alla tv per tifare la Nazionale di Conte impegnata nell’Europeo, il dirigente bianconero lavora sotto traccia. A 2 operazioni capaci di dare uno scossone al mercato.

Marotta sfrutta la cosiddetta clausola rescissoria e porta a casa 2 pezzi da 90 per la sua Juve. Prima va a Napoli e si prende il bomber Gonzalo Higuain. Poi fa lo stesso a Roma, sponda giallorossa, dove preleva Miralem Pjanic. Juve ancora più forte e 2 rivali – partenopei e capitolini – private di altrettanti punti di forza: insomma un piccolo capolavoro.

Pjanic, buona la prima il 10 settembre

Capolavoro sì, ma certamente non gratuito. Operazioni così vanno coperte e il sacrificio è presto individuato. Dopo 4 annate da protagonista, saluta Paul Pogba che il Manchester United riacquista a peso d’oro dopo averlo perso gratis nel 2012.

Il calciomercato porta altre operazioni di rilievo: sbarcano a Torino Dani Alves, uno dei giocatori più vincenti della storia del calcio mondiale, e Benatia. Al contempo partono Morata e Zaza.

Sotto con la nuova stagione 2016/17

In archivio gli Europei, con gli azzurri che devono arrendersi ai rigori nei quarti con la Germania. In archivio anche le Olimpiadi di Rio de Janeiro. La grande estate di sport lascia di nuovo spazio ai campionati.

Allegri ritrova un gruppo motivato. I Nazionali – Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini e Sturaro – hanno digerito a fatica lo sfortunato esito di Euro 2016. Chi invece la kermesse continentale ha dovuto saltarla è Claudio Marchisio, alle prese con il recupero dell’operazione al ginocchio.

E la Juve 2016/17 comincia in linea con quelle precedenti. I Campioni d’Italia mostrano il loro valore e nelle prime 2 giornate mettono subito ko 2 avversarie ostiche: la Fiorentina a Torino e la Lazio all’Olimpico. Due partite in cui c’è la firma di Sami Khedira. Ma anche del Pipita, che ci mette meno di 9 minuti per segnare con la nuova maglia: suo il gol che regala i 3 punti all’esordio con i viola.

Sei punti in 180 minuti, il modo migliore per giungere alla prima sosta del campionato. In attesa della ripresa che, sabato 10 settembre, prevede Juventus-Sassuolo.

10 settembre, scatta l’ora di Higuain titolare

Nelle prime 2 uscite, Allegri si è affidato all’usato sicuro. Ha dato cioè spazio alla squadra che nella stagione precedente ha centrato il secondo double di fila. Soprattutto in attacco, dove Dybala e Mandzukic costituiscono una coppia affidabile.

Ma per la ripresa post nazionali, in programma il 10 settembre, scatta il momento di Gonzalo Higuain. In entrambi i match con Fiorentina e Lazio, il tecnico livornese l’ha mandato in campo intorno al 66’, come fosse una mossa programmata. Ma con il Sassuolo è tempo di vedere il Pipita dal primo minuto.

E anche i tifosi bianconeri hanno voglia di ammirarlo all’opera fin dall’inizio. Così come sono curiosi di conoscere Pjanic, che finora non ha ancora messo piede in campo.

Il 10 settembre arriva un Sassuolo tutto italiano

Tocca quindi al Sassuolo cercare di fermare la strada dei bianconeri. Con gli emiliani, Max Allegri ha un rapporto particolare. Di riconoscenza intanto, perché quella con i neroverdi è stata una delle tappe principali della sua carriera da tecnico.

Ma è anche la squadra che lo ha condannato all’esonero ai tempi del Milan, quando un poker di Berardi gli costò la panchina. E nella stagione precedente, sempre in casa degli emiliani, il tecnico livornese ha visto i suoi toccare il punto più basso della stagione.

Il Sassuolo è ormai una solida realtà. Da quando è approdato in A nel 2013 è sempre cresciuto, confermandosi all’avanguardia. Sia come società, dove l’esperienza nel ciclismo di patron Squinzi è sicuramente servita. Ma anche sul campo, con un rosa composta in gran parte da giocatori italiani, orchestrati da un tecnico emergente quale Eusebio Di Francesco.

Alla Stadium, sabato 10 settembre, si presenta una formazione per 10/11esimi italiana, in cui spiccano giocatori di prospettiva come Lorenzo Pellegrini, Politano e Acerbi, ma anche gli ex Matri e Peluso. Non c’è invece Berardi e questo, visti i precedenti, ad Allegri non può certo dispiacere. 

10 settembre, subito nel segno di Higuain

Sabato 10 settembre, Juventus-Sassuolo apre il programma della terza giornata d’andata.

C’è fermento a Torino. Due giorni prima, l’8 settembre, è stato  celebrato il quinto anniversario della cerimonia di inaugurazione dello Juventus Stadium. Che da allora è diventato un vero e proprio bunker per i bianconeri, forse al di là di ogni previsione. 

Uno Stadium che ora è pronto ad accogliere un nuovo idolo. Gonzalo Higuain parte titolare, con Mandzukic in panchina. Il Pipita ci mette una decina di minuti per prendersi l’affetto dei suoi nuovi tifosi e anche per decidere la sfida.

Al 5’ contropiede tutto argentino, Dybala porta palla e smarca il compagno sul fronte destro. Gonzalo entra in area e sfodera un destro che si infila rasoterra vicino al palo lontano difeso da Consigli.

Altri 5 minuti e altra prodezza del numero 9 che, su un pallone che svolazza in area ospite, si coordina da bomber vero. La girata in acrobazia è tanto spettacolare quanto efficace: 2-0 e partita in discesa.

10 settembre 2016, il secondo gol di Higuain

10 settembre, prima gioia per Pjanic

Anche perché la Juve non alza il piede dall’acceleratore. E prima della mezz’ora ecco il tris. Firmato dall’altro uomo più atteso: Pjanic colpisce la traversa di testa e poi mette dentro sulla ribattuta.

Un primo tempo che sarebbe perfetto se il Sassuolo non trovasse il 3-1 con Antei. Un gol anche evitabile, nato da un corner con Buffon non impeccabile nell’uscita alta.

Juventus-Sassuolo è di fatto tutta qui. La ripresa non cambia la sostanza di una gara già incanalata dopo 10 minuti. Grazie al Pipita, che conferma il suo feeling con lo Stadium. Dove prima, ai tempi del Napoli, non aveva invece mai trovato la via della rete. Questione di maglie, evidentemente.

Higuain fa 3 su 3 (gol a Torino) e la sua sua Juve fa 3 su 3 (vittorie) in campionato. La corsa verso il sesto Scudetto di fila è iniziata col piede giusto.

Esultanza a fine gara dopo il successo sul Sassuolo

NOTA A MARGINE

Un Sassuolo italiano, come la prima Juve dello Stadium

Riguardando le immagini di quel Juventus-Sassuolo, ma soprattutto rileggendo le formazioni, c’è da un dato che emerge. E l’ho sottolineato anche durante la puntata: i 10 italiani mandati in campo da Di Francesco.

Un fatto che oggi, a poche settimane dalla conquista dell’Europeo, fa ancora più notizia. In quel gruppo c’era Francesco Acerbi, che ha rappresentato la migliore alternativa a capitan Chiellini. C’erano 2 ragazzi che solo per un soffio e per un po’ di sfortuna non sono entrati nella rosa di Roberto Mancini: Lorenzo Pellegrini e Matteo Politano. Senza dimenticare Domenico Berardi, assente quel pomeriggio allo Stadium.

Il fantasista calabrese ha rappresentato la continuità di un Sassuolo che, negli anni, non ha smesso di investire sui giovani italiani. Gente come il neo bianconero Manuel Locatelli o Giacomo Raspadori, entrambi Campioni d’Europa.

Un aspetto che mi ha ricordato proprio la prima Juve del ciclo dei 9 Scudetti. Quella, tanto per intendersi, mandata in campo da Antonio Conte nella prima di sempre allo Stadium. Quella dell’11 settembre 2011 con il Parma, con 10 italiani e il solo Lichtsteiner a rappresentare la colonia degli stranieri.

Una pagina di storia che sentirai presto raccontare, qui su Almanacco Bianconero.

  

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