1 settembre 1991 – Riecco il Trap 

1 settembre 1991, Trapattoni torna a casa 

Anche per Almanacco Bianconero inizia il mese di settembre. Il primo evento da ricordare è legato, a una sorta di fil rouge, con gli ultimi 2 di agosto: gli esordi di Massimiliano Allegri e Marcello Lippi come allenatori della squadra bianconera. Il protagonista di oggi è strettamente collegato a loro. No, non è toscano, ma ha scritto pagine indelebili della storia della Juventus. Pure lui in 2 momenti distinti della sua carriera. Naturalmente sto parlando di Giovanni Trapattoni, che nel 1991 torna a Torino e il 1 settembre riprende posto sulla panchina che, dal 1976 al 1986, lo ha visto trionfare tante volte.

Restaurazione a Torino

Come già raccontato, nel 1991 è di nuovo tempo di rivoluzioni in casa Juve, ad appena 12 mesi da quella legata a Montezemolo e Maifredi. Ma questa volta, il termine giusto per catalogarla è forse restaurazione. In un colpo solo tornano a Torino i 2 grandi protagonisti del ciclo anni ’70 e ’80: Giampiero Boniperti e Giovanni Trapattoni.

Il Presidentissimo rientra in piazza Crimea dopo un solo anno. Questa volta deve però accontentarsi – si fa per dire – del ruolo di amministratore delegato. Perché nel frattempo la carica di presidente, finita sulle spalle di Vittorio Chiusano, ha assunto una patina più di rappresentanza che di operatività.

La copertina di Hurrà Juventus dedicata al ritorno di Boniperti

Per il Trap termine invece una lontananza di 5 anni. L’ultima volta, era il 1986, aveva chiuso con lo Scudetto e la Coppa Intercontinentale. Tanto per rendere ancora più scintillante la bacheca personale. La sua situazione è piuttosto paradossale. All’Inter, dove ha fatto vincere un tricolore a passo di record e una Coppa Uefa, hanno deciso di tentare quella stessa rivoluzione che a Torino non ha funzionato. Come allenatore è stato scelto Corrado Orrico, uno dei tanti adepti di Arrigo Sacchi.

Quando si riaprono le porte di casa, cioè quelle della Juventus, Trapattoni non ci pensa 2 volte. Ben sapendo il grande rischio a cui può andare incontro: mettere in discussione le vittorie conquistate nel suo primo decennio in bianconero. Roba da ridere per uno che ama le sfide e che negli successivi ne intraprenderà di ben più complicate. 

Obiettivo: riaprire un ciclo

Chiedere quale sia l’obiettivo è quanto mai superfluo: la Juve ha sempre puntato al massimo. Anche in annate in cui, sulla carta, proprio non c’erano le condizioni.

Questa volta si riparte con le ossa rotte per quanto accaduto nella stagione precedente. Ma al momento di distribuire le carte, i bianconeri non appaiono assolutamente fuori dai giochi. Ci sono un paio di fattori, almeno, che lasciano aperte le chance di far saltare il banco. 

Il primo non è che faccia poi così piacere e se ne sarebbe fatto volentieri a meno: dopo 28 anni la Juve è fuori dalla coppe europee. Sarà dura stare a guardare gli altri, ma ci sarà più tempo per recuperare in termini di energie, fisiche e nervose. 

L’altro fattore riguarda la concorrenza. Ai nastri di partenza pare regnare l’equilibrio. Un passo avanti a tutti c’è la Sampdoria e non potrebbe essere diversamente dopo lo Scudetto vinto da Vialli e Mancini. Ma il passato insegna: chi vince a sorpresa non sempre ha la forza per riconfermarsi. Vedere alla voce Verona 1985. 

Poi ci sono le altre: l’Inter ha l’incognita della rivoluzione Orrico, il Napoli ha perso Diego Armando Maradona e tutti sanno cosa voglia dire e al Milan è finito il ciclo Sacchi con Fabio Capello promosso in panchina. Insomma, lo spazio per infilarsi c’è tutto, anche partendo dalle retrovie.

Una squadra da puntellare

E poi c’è il fattore Juve, inteso come squadra. Quella della stagione 1990/91 era tutt’altro che da buttare. Non a caso, appena un anno prima, in tanti erano pronti a scommettere su un dominio dei ragazzi di Maifredi. 

Il campo ha detto poi tutt’altro e ora bisogna ripartire, ma non  certo smantellare tutto. Un gruppo che può contare su Roberto Baggio, Totò Schillaci, Pierluigi Casiraghi e Paolo Di Canio, citando solo quelli là davanti, non può certo essere sottovalutato. 

Roberto Baggio e Pierluigi Casiraghi, punti di forza della Juve del 1991

E Boniperti e Trapattoni lo sanno bene. Infatti si concentrato sopratutto dalla cintola in giù. C’è da rinforzare una retroguardia che nel campionato precedente ha ballato spesso, dimostrando di non aver appreso così bene i concetti della zona tanto cari a Maifredi. Arrivano 2 panzer della Germania Campione del Mondo: Stefan Reuter e Jurgen Kohler. Italianissimo è invece Massimo Carrera, prelevato dal Bari. In più il mercato offre un affare in saldo: Angelo Peruzzi è ancora squalificato per doping e Boniperti prova il giochino che nel 1981 gli è riuscito con Paolo Rossi. Così sbarca anche colui che, nel prossimo futuro, dovrà prendere il posto di capitan Tacconi tra i pali.

Attesa per l’esordio del 1 settembre 

Senza coppe, per la Juve non resta che concentrasi in patria. L’appuntamento tanto atteso è datato 1 settembre, giorno in cui la nuova squadra di Trapattoni debutterà in campionato ospitando la Fiorentina.

Ma prima c’è l’esordio in Coppa Italia. A 4 giorni dal match coi viola, i bianconeri sono di scena a Udine per l’andata dei sedicesimi. E lo 0-0 finale, non proprio entusiasmante, lascia ancora molti dubbi sul gruppo. C’è l’impressione che non abbia ancora voltato pagina.

Si arriva così a domenica 1 settembre. La data non è proprio di quelle  da ricordare. Esattamente un anno prima, Tacconi e compagni hanno preso una rumba a Napoli in Supercoppa Italiana, un 5-1 che è stato più di un campanello d’allarme, una sorta di trailer di quello che sarebbe stato il film della stagione.

1 settembre 1991, a Torino torna in panchina Giovanni Trapattoni

La vigilia di Juventus-Fiorentina si è vissuto su 2 campi. Quello tecnico, con le anticipazioni del duello tra le squadre di Trapattoni e di Lazazoni e dei possibili protagonisti – da Baggio a Dunga passando per l’esordiente Batistuta. 

Ma soprattutto per la questione ambientale. Non è un mistero che le 2 tifoserie non si vogliano troppo bene, per usare un eufemismo, e questo preoccupa un po’ tutti: iniziare la stagione nel segno della violenza non rappresenterebbe proprio il miglior biglietto da visita. Per questo si sprecano in tanti in appelli alla calma. Da capitan Dunga a Trapattoni, fino a Boniperti che si concede per un’intervista con La Stampa.

Sfatare il tabù Delle Alpi: il 1 settembre di Trapattoni

L’esordio in campionato rappresenta sempre una tappa importante. Questa volta per Giovanni Trapattoni ha un significato ulteriore: tornare sulla panchina su cui ha vinto di più. Anche se la panchina, la sua, era quella dello Stadio Comunale. E l’ultima volta in cui si era alzato, il 20 aprile 1986, lo aveva fatto per festeggiare uno Scudetto ormai ipotecato: era il famoso pomeriggio di Juventus-Milan e di Roma-Lecce.

Nel frattempo la Juve ha cambiato casa e c’è il Delle Alpi, stadio che per il Trap è stato subito indigesto. Nel campionato 1990/91, la sua Inter ha perso entrambe le volte sotto la Mole. E il 4-2 patito contro i bianconeri è stato una sorta di lezione che Maifredi gli ha rifilato. Forse la miglior rappresentazione bianconera della stagione, quasi dal sapore di calcio champagne che tutti si aspettavano.

Hurrà Juventus celebra il ritorno di Trapattoni

Per iniziare al meglio, Trapattoni punta su una Juve a 4 stelle con Schillaci, Casiraghi, Baggio e Di Canio insieme. Di nuovo alla faccia dell’etichetta di tecnico difensivista, come ho già trattato nella puntata di Almanacco Bianconero del 22 agosto.

Lazaroni non rischia Batistuta dall’inizio e punta sull’esperienza di Stefano Borgonovo. Curioso che in rosa ci siano ben 2 futuri allenatori viola: Stefano Pioli e Beppe Iachini.

1 settembre, il peggio inizio possibile

Quello che molti temevano, purtroppo si palesa subito. I tifosi fiorentini presenti nel settore ospite e parte di quelli bianconeri ci mettono poco a passare alle vie di fatto. Dai cori al lancio di seggiolini la strada è breve e il nuovo campionato parte nel peggiore dei modi. E Torino non sarà l’unica piazza dove la violenza rischierà di offuscare l’esito del campo.

Quelle di gioco, per fortuna sono scaramucce di altro tipo. Le 2 avversarie si studiano e i primi minuti regalano solo un paio di emozioni: un tiro di Mazinho che impegna Tacconi e un’occasione per Casiraghi. Il match si sveglia all’improvviso quando il primo tempo sta terminare. Al 40’ Mareggini impedisce a Kohler il gol all’esordio davanti ai suoi nuovi tifosi. Ma 2 minuti dopo la Juve passa: cross di prima intenzione di De Agostini da sinistra e stacco prepotente di Casiraghi che insacca quello che sarà il gol partita.

Anche perché la Fiorentina, oltre che di un gol, torna negli spogliatoi pure con l’uomo in meno. Massimo Orlando, che per tutta la settimana ha manifestato il rimpianto di essere stato ceduto dalla Juve, trasforma la rabbia in frustrazione: fallo su Kohler, secondo giallo e ospiti in 10.

Un pessimo regalo di nozze per Casiraghi

Il secondo tempo ha quasi lo stesso copione. Lazaroni manda nella mischia Batistuta e Schillaci sfiora un paio di volte il raddoppio. Ma è il finale che lascia di nuovo un segno. Anzi, un doppio segno. All’ultimo assalto viola sale pure Mareggini, ma invece del pallone i suoi tacchetti prendono in pieno la faccia di Casiraghi, lasciandogli uno sbrego piuttosto evidente. Nulla di troppo grave se non fosse che il bomber brianzolo il giorno dopo sia atteso da un evento speciale: le nozze con la fidanzata Barbara. 

Pierluigi Casiraghi decisivo nella vittoria della Juventus del 1 settembre

E l’album di nozze immortala in pieno il regalo non proprio gradito di Mareggini. Meno male che a tenere su il morale di Casiraghi, oltre al grande evento, ci sia la gioia per il gol partita del giorno prima. Un gol che per Trapattoni vale anche di più: un ottimo esordio bis sulla panchina bianconera.

NOTA A MARGINE 

Un 1 settembre con le parole di Boniperti

Come puoi immaginare, il 1991 rientra nella fase storica dei grandi cambiamenti. A quasi 2 anni dalla caduta del Muro di Berlino, prosegue lo smembramento dell’ex URSS. Una dopo l’altra, le varie repubbliche  sovietiche ottengono l’indipendenza e la cartina del mondo, come l’avevamo conosciuta fino ad allora, inizia a cambiare volto.

Anche altri paesi del blocco comunista vivono momenti di grande cambiamento. Soprattutto uno molto vicino a noi: dall’Albania, a partite da agosto, stanno arrivando in Puglia navi cariche di immigrati che hanno lasciato tutto in cerca di fortuna dall’altra parte dell’Adriatico.

La pagina della stampa del 1 settembre

Non so se rientra nei cambiamenti, ma anche Giampiero Boniperti inizia il nuovo campionato alla guida della Juve con una cosa un po’ insolita per lui: un’intervista, concessa a Gianni Romeo de La Stampa.

L’occasione per esprimere il suo augurio per la nuova stagione 1991/92. Una stagione all’insegna dello spettacolo sul campo e con meno tensione sugli spalti e in tutto l’ambiente. Beh, visto l’esito di Juventus-Fiorentina del 1 settembre, parole non troppo ascoltate. Purtroppo.

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