1 ottobre 1972 – Sfida al Verona non ancora fatale

1 ottobre 1972 – Tra esperienza e linea verde

Tra una stagione da tutto o niente, a volte è questione di dettagli. La dimostrazione è la Juventus 1972/73, capace di arrivare in fondo a tutte le competizioni e di riuscire a conquistare “solo” uno Scudetto. E per giunta grazie all’harakiri della sua diretta concorrente, il Milan, che crolla all’ultima giornata a Verona. Prima di diventare fatale ai rossoneri, la squadra veneta sfiora il colpaccio anche al Comunale. Domenica 1 ottobre 1972 è il capitano Billy Salvadore a evitare la sconfitta con una scorribanda nel finale.

I primi frutti della linea verde

Da buon figlio della campagna, quella novarese dove è nato e cresciuto, Giampiero Boniperti è esperto di semina e di raccolta frutti. Anche se la materia è il calcio. 

Diventato presidente nell’estate del 1971, l’ex capitano centra il bersaglio al primo colpo. La squadra dei giovani talenti, affidata alle mani di Cestmir Vycpalek, alla fine della stagione 1971/72 torna a festeggiare lo Scudetto. Come non succedeva dal 1967.

I bianconeri patiscono nel finale ma riescono a portare a casa il bottino. Decisiva l’ultima vittoria al Comunale, il 2-0 al Vicenza firmato Haller e Spinosi. Gli ultimi 2 punti per tenere lontani Milan e Torino, giunti staccati solo di un punto.

Un successo frutto anche di vicissitudini, come lo stop forzato di Bettega a metà campionato a causa della pleurite. Oltre a Bobby Gol, sono in 4 ad andare in doppia cifra nel computo delle reti: Anastasi, Capello, Causio e Haller.

La Juve entra in campo per la decisiva sfida col Vicenza del 1972

L’esperienza che conta

La linea verde ha dato immediatamente i suoi frutti. Ma Boniperti sa che ci va anche la giusta componente di esperienza. Soprattutto per tornare ad affrontare la Coppa dei Campioni. Per questo in estate fa un doppio affare con il Napoli: acquista un portiere 30enne di nome Dino Zoff e un attaccante brasiliano che di anni ne ha 34 e si chiama José Altafini.

I 2 nuovi arrivati si uniscono al gruppo, di cui fanno parte già 2 marpioni come il già citato Haller. O il capitano Sandro Billy Salvadore. Entrambi classe 1939, con i 30 anni superati già da un pezzo.

Con questo mix tra giovani in rampa di lancio e gente di esperienza, Vycpalek prova l’assalto alla stagione 1972/73. Il campionato parte di nuovo tardi, alla fine di settembre. Quando la Coppa dei Campioni ha già preso il via.

1972, lo sport paga il tributo di sangue

Il 1972 è un anno non proprio tranquillo. A maggio, a Milano, viene assassinato il commissario Luigi Calabresi. Finisce nel sangue un capitolo di storia italiana iniziato 3 anni prima, dalla strage di piazza Fontana e la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli.

Il sangue macchia anche il mondo dello sport, durante la sua vetrina più scintillante. Alle Olimpiadi di Monaco di Baviera, un commando terroristico palestinese fa irruzione nel villaggio olimpico. E prende in ostaggio alcuni membri della squadra israeliana. È una tragedia che si chiude con la morte di 11 atleti e di parte dei terroristi.

Per fortuna, lo sport regala anche belle pagine e grandi personaggi. Come Eddie Merckx, più che mai cannibale e capace – in pochi mesi – di vincere Milano-Sanremo, Giro d’Italia e Tour de France. E pure di stabilire il record dell’ora, tanto per gradire.

Il calcio italiano deve ripartire

Per il calcio italiano invece il 1972 non è stato un granché. La speranza di confermare il titolo Europeo conquistato nel 1968 naufraga per mano del Belgio padrone di casa. C’è sempre più la sensazione che un ciclo stia per finire – e verrà confermato 2 anni dopo in Germania – e che uno nuovo è pronto a partire.

E la Juve ha in casa parte di quei talenti che devono far ripartire la macchina. Intanto c’è da pensare a riconfermarsi. Il lavoro estivo è tutto volto alla preparazione dell’esordio in Coppa Campioni. Il primo avversario sarà l’Olimpique Marsiglia, con match d’andata in programma in Francia mercoledì 13 settembre.

La Coppa Italia diventa di nuovo il banco di prova per testare la squadra, di fatto immutata rispetto all’anno prima. Ma soprattutto per crescere di condizione. 

Ai bianconeri basta vincere le prime 2 gare (3-0 al Foggia e 1-0 a Novara) per ipotecare il turno. Contro Varese e Verona sono sufficienti 2 pareggi. Il dato importante è che Zoff ha preso solo un gol in 360 minuti.

Marsiglia e Bologna, in attesa del 1 ottobre

Senza partite di campionato nelle gambe, i bianconeri volano in Francia. Non a Marsiglia, dove il campo è squalificato, ma a Lione, sede scelta per la sfida. È mercoledì 13 settembre e l’avventura juventina parte in salita. Con un ko 1-0 per un gol preso nella ripresa. La consolazione arriva dal ritorno in campo di Roberto Bettega, anche se solo per una manciata di minuti.

Hurrà Juventus celebra il ritorno di Bettega

Bobby Gol ha superato la lunga convalescenza e rientra, senza aver svolto la prefazione estiva coi compagni. La condizione deve crescere partita dopo partita. E già all’esordio in campionato, domenica 24 settembre a Bologna, Vycpalek lo tiene dentro 90 minuti. Non segna lui, ma ci pensano Causio e Anastasi a far partire bene il cammino.

Bettega si è tenuto caldo per l’appuntamento clou. Mercoledì 27 settembre c’è il ritorno contro l’Olimpique e il bomber dimostra a tutti di essere tornato. Un gol dopo 4 minuti, un altro al 37’. Haller chiude i conti già nel primo tempo con il 3-0. 

Il risultato potrebbe essere anche più rotondo, ma nella ripresa Causio sbaglia un rigore. Poco importa: la rimonta è centrata e il secondo turno è conquistato. Un risultato non così scontato visti i precedenti di Madama in Europa.

Con il morale alto, il gruppo si prepara all’esordio casalingo in campionato. Domenica 1 ottobre, al Comunale è atteso il Verona.

Domenica 1 ottobre, attenti al Verona

La Juventus 1972/73 ha già giocato 3 partite al Comunale, 2 in Coppa Italia e l’ultima straordinaria con l’Olimpique Marsiglia. Ma l’esordio casalingo in campionato ha sempre il suo fascino.

E poco importa che l’avversaria di turno, il Verona, a Torino ci ha già messo piede di recente. E ha anche fermato i bianconeri. È successo quasi un mese prima, domenica 3 settembre, per il match del girone di Coppa Italia. E non è stato così emozionante, finito 0-0. Più che sufficiente per i padroni di casa per ipotecare la qualificazione al turno successivo.

Ma stavolta non si possono fare calcoli. Partire bene ha sempre il suo perché e Boniperti lo sa bene. E lo sanno bene anche i veneti che intanto, all’esordio, si sono presi la soddisfazione di fermare la Roma al Bentegodi. Non male per una squadra che pochi mesi prima si era salvata all’ultima giornata. Tra l’altro perdendo proprio contro i giallorossi, ma ringraziando il Milan che aveva condannato alla B il Catanzaro.

Veronesi reduci da un anno difficile, ma che non ha impedito loro di battere la Juve in casa. Proprio alla seconda giornata, come stavolta. Anche se a Torino, al ritorno, è stato un 4-0 senza storie con doppietta di Capello e gol di Anastasi e Novellini, colui chiamato a sostituire Bettega.

Domenica 1 ottobre, timori giustificati

1 ottobre si gioca. È una domenica spensierata, ma non per tutti a Torino. Intanto per tanti studenti: il giorno dopo è fissato il primo giorno di scuola.

Ma anche i tifosi del Toro masticano amaro. In settimana, mentre i bianconeri rimontavano l’Olimpique, i granata subivano la stessa sorte in Coppa Uefa dagli spagnoli del Las Palmas. Dopo un paio di giorni di grande tensione nel gruppo, spunta una voce: alcuni giocatori sarebbero stati drogati da personaggi legati al club delle Canarie.

Ma torniamo a Juve-Verona. Rispetto alla partita di Coppa Italia, i bianconeri hanno un Bettega in più. Anche se 2 match ravvicinati sono ancora un’incognita considerata la sua condizione. Bobby Gol non gioca in campionato al Comunale da gennaio, quando risolse la sfida contro la Fiorentina.

Questa volta va diversamente. Il Verona di Cadè difende in modo ordinato, tiene lo 0-0 all’intervallo e a inizio ripresa piazza anche il colpo a sorpresa. La prima di Dino Zoff, in campionato, davanti ai suoi tifosi è rivedile. Su un tiro da fuori di Bergamaschi, il nuovo numero uno non trattiene e Luppi insacca sulla ribattuta. 

1 ottobre, ci pensa Billy

Mancano 40 minuti alla fine, c’è tutto il tempo per aggiustarla. Ma sembra che i bianconeri  abbiano sparato tutte le cartucce in coppa. Anastasi colpisce la traversa e poi reclama un rigore. Con lo 0-1 sul tabellone, la sfida si avvia alla fine e il Verona sogna il primo storico successo a Torino.

I tifosi bianconeri invocano l’ingresso di Altafini, ma è un appello vano. In uno degli ultimi assalti, si proietta nell’area ospite anche lo storico capitano Sandro Salvadore. Billy non è nuovo a gol rocamboleschi nel finale e mette un’altra tacca nel suo ruolino: su una palla spizzata in area gialloblu, trova la giusta coordinazione e insacca. Nulla da fare per Pizzaballa, portiere diventato celebre anche per la sua introvabile figurina Panini.

Finisce 1-1. La Juventus mantiene l’imbattibilità e, a sorresa, anche la vetta della classifica. Dopo 180 minuti non ci sono già più squadre a punteggio pieno e solo la Samp è a quota zero. Sintomi di un campionato equilibrato che, di fatti, si deciderà agli ultimi minuti dell’ultima giornata.

Con i bianconeri che festeggeranno il bis tricolore a Roma, grazie alla staffilata di Cuccureddu nel finale. Ma anche e soprattutto grazie ai gialloblu di Cadè che fermeranno il Milan. Nella partita che verrà ribattezzata come quella della “fatal Verona”.

È lo Scudetto numero 15 in casa Juve. Che consolerà tutti, per la sconfitta nella finale di Coppa Italia, proprio contro il Milan. Un po’ meno invece per il ko nell’ultimo atto di Coppa dei Campioni. Ma per battere l’Ajax di Cruyff ci voleva ben altro. 

NOTA A MARGINE

Sandro Salvadore, il gol del grande capitano

Juventus-Verona del 1 ottobre 1972 va in archivio nel segno di Sandro Salvadore. Il grande capitano salva i suoi con la sua scorribanda finale. Il gol numero 16 in maglia bianconera, il penultimo della serie.

La stagione 1972/73 sarà anche la penultima prima di chiudere con il calcio giocato. L’11a di 12 trascorse a Torino, sempre da protagonista, distinguendosi per il modo di guidare la difesa e per il suo stile.

Sandro Salvadore in copertina su Hurrà Juventus

Forse non è un caso che, per rimpiazzarlo, nel 1974 Giampiero Boniperti porti a Torino un ragazzo che ha tutto per seguire le sue orme: Gaetano Scirea.

Chiusa la sua splendida parentesi da atleta, il vecchio Billy resta legato al Piemonte e alla Juventus. Si divide tra l’astigiano, dove ha messo su la sua azienda agricola, e il Combi. Diventa allenatore del Settore Giovanile, trasmettendo ai giovani bianconeri il suo modo di fare calcio e il suo stile.

Uno stile sempre più raro nel calcio di oggi. Per questo manca a tutti un personaggio come Sandro Salvadore, che ci ha lasciati troppo presto e all’improvviso, all’inizio del 2007. Ma il ricordo di Billy è sempre vivo!

Un pensiero su “1 ottobre 1972 – Sfida al Verona non ancora fatale

  1. Pingback: 4 ottobre 1925 - Caccia al secondo Scudetto - Almanacco Bianconero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *